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Piano Strategico 2
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CREATIVITA'
[CRE] Sistemi formativi, apprendistato e discepolato - Imprese culturali - Esperienzialitŕ, sperimentazione, promozione creativitŕ - Dimensione orizzontale e pervasiva del Design
 
 

Nell’economia della conoscenza, in particolare nella sua forma urbana, le modalità e i campi di applicazione della creatività culturale crescono considerevolmente. Creatività, innovazione e nuove idee sono al centro del progetto di crescita economica europea. Certo, la creatività è una variabile imponderabile e poco programmabile, radicata nell’individuo ma sensibile, come ci mostra l’esperienza, alle condizioni di contesto. Torino ha investito molte risorse nello sviluppo di queste attività avviando esperienze spesso all’avanguardia,però, nonostante i fermenti percepibili,un milieu culturale e condizioni generali per l ’innovazione stentano ad integrarsi. In questo senso, il 2° Piano Strategico prevede tra i suoi obiettivi la produzione a scala metropolitana di quelle condizioni che favoriscono l’emergere della creatività prodotta localmente, la qualificazione del territorio torinese come destinazione interessante per i creativi, affermati o in formazione, e la promozione di quei settori produttivi che combinano abilità tecniche, efficienza, capacità artistiche e formali, come il design, l’industria creativa per eccellenza, o le attività promozionali,gestionali e legate ai nuovi media.

Secondo i più recenti studi internazionali sulle attività creative urbane, le condizioni che ne favoriscono l’emergere sono: il grado di partecipazione dei cittadini alla fruizione culturale e la vivacità del discorso pubblico sulla cultura;la propensione di chi gestisce il patrimonio culturale a impegnare risorse in operazioni di creatività e innovazione culturale; l’integrazione orizzontale delle filiere legate alla creatività, dove aspetti creativi rilevanti rischiano spesso di rimanere separati; il dialogo costante e sostenuto tra operatori culturali,artisti e creativi, imprenditori, attori del sistema formativo, dell’università e della società civile;la capacità delle istituzioni pubbliche, dei soggetti economici e finanziari, della società civile organizzata di produrre servizi adeguati alle attività creative, nella fase genetica e di sviluppo; la capacità di dare spazio a nuove idee e nuove pratiche di individui o aggregazioni sociali, anche informali e specialmente giovanili, offrendo opportunità a costo di qualche rischio. In questo senso, uno dei maggiori rischi è il finanziamento di iniziative che non sono in grado di produrre sviluppi interessanti: è importante sottolineare che la creatività ha bisogno, almeno inizialmente, di impulsi poco onerosi, purché consentano la formulazione di business plan e piani di fattibilità utili a strutturare e a sostenere i progetti nelle fasi di start up.

Finanziare con cifre modeste un numero elevato di progetti innovativi può diventare un investimento utile per costruire un ambiente ricettivo alla progettualità. Inoltre, in questo ambito la verifica e la valutazione dei risultati sono attività fondamentali per dirigere in modo efficace le forme di finanziamento. Queste condizioni e questi obiettivi implicano rispetto per i fatti creativi e per i creativi, oltre alla curiosità, all’attenzione e al sostegno in forme adeguate, poiché l’assistenzialismo, anche quando benintenzionato, non aiuta la creatività. In questo scenario, è centrale il sostegno alla produzione di nuova cultura e alla sua componente intangibile, legata ai saperi e alla conoscenza. Lo stesso patrimonio culturale, con i suoi beni, collezioni, siti, musei o teatri, può venire rivitalizzato dalla relazione con la produzione di nuovi fatti culturali, tra cui rientrano anche le nuove interpretazioni del patrimonio medesimo. Uno dei settori più fertili per lo sviluppo della creatività è lo spettacolo dal vivo, inteso anche come quel patrimonio di pratiche riflessive d’innovazione culturale e di professionalità complesse che ne costituiscono le premesse.

Le opportunità di sperimentazione offerte dal teatro, dalla musica e dalla danza, la versatilità delle loro applicazioni, la disponibilità al dialogo con gli altri ambiti e l’attenzione alla divulgazione della cultura a pubblici ampi fanno dello spettacolo una risorsa importante per la crescita della qualità e dell’immagine territoriale, anche come componente di altre forme di comunicazione come gli eventi o l’animazione di strutture. L’intero comparto dello spettacolo dal vivo, oltre alla propria produzione specifica è dunque una componente orizzontale forte che, nei milieu creativi, svolge la funzione di legante, mettendo in relazione le diverse filiere della produzione culturale, costituendosi anche come laboratorio di innovazione e ibridazione per arti e tecnologie differenti. Quanto più queste dinamiche si sviluppano, tanto più l’area che le ospita viene riconosciuta come un territorio stimolante per la produzione e la residenza di lavoratori legati alla produzione della conoscenza.

Nel modello di produzione di cultura auspicato dal 2° Piano Strategico, pubblico e privato devono ridefinire i compiti reciproci, gli sforzi e i terreni di collaborazione, in una logica che restituisce al mercato e all’iniziativa individuale responsabilità, autonomia e gusto per il rischio, mentre assegna alle politiche pubbliche una missione più chiara, per garantire la sopravvivenza delle espressioni originali della cultura nazionale, ma anche per fornire le infrastrutture della sua rinnovata produzione. Alle istituzioni locali spetta inoltre il compito di contribuire a creare un ambiente, normativo e amministrativo, che favorisca il lancio e il consolidamento sul mercato delle capacità artistiche e creative territoriali, assumendo impegni chiari sulla base di una strategia concreta per creare opportunità professionali nel settore. Questa azione passa attraverso l’integrazione della dimensione culturale con le altre politiche locali. In quest’ottica gli sforzi di Torino e della sua area metropolitana si devono concentrare, nei prossimi cinque anni, nel qualificare le risorse umane e le nuove professionalità creative, sostenere la nascita e l’accesso delle imprese culturali al mercato, favorire l’esperienzialità e la sperimentazione, promuovere il complesso delle industrie creative e legate all’innovazione tecnologica, consolidare professionalità gestionali espressamente dedicate al mondo della creatività,della cultura e dell’innovazione.

Guida alla lettura dei grafici (file pdf).
Per una corretta visualizzazione: ingrandire il grafico cliccando sull´immagine

4 obiettivi:

 

  ¤ Sistemi formativi, apprendistato e discepolato  
  ¤ Imprese culturali  
  ¤ Esperienzialita', sperimentazione, promozione creativita'  
  ¤ Dimensione orizzontale e pervasiva del Design  
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