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Piano Strategico 2
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TRASFORMAZIONE INDUSTRIALE
[IND] Internazionalizzazione tessuto produttivo - Collaborazione tra imprese - Formazione manageriale - Innovazione delle imprese - Sostegno pubblico settore ICT - Consolidamento comunitŕ open source - Dinamica industriale settore ICT - Distretto aerospaziale - Sistema finanziario locale e settore pubblico
 
 

Il 2° Piano Strategico interpreta il tema dello sviluppo economico in un’ottica dinamica e evolutiva, ponendo l’attenzione sulla necessità di individuare traiettorie di trasformazione del tessuto produttivo locale in grado di attivare dinamiche di sviluppo realmente basate sulla conoscenza. Affinché tale trasformazione sia efficace è però importante che la conoscenza assuma un ruolo centrale nella produzione del valore, non solo nei settori più evoluti e già chiaramente orientati verso produzioni ad alto contenuto cognitivo, ma anche in quelli più tradizionali. La trasformazione non va quindi intesa come una rinuncia alla vocazione industriale locale, ma come una reinterpretazione di tale vocazione, muovendosi verso una produzione con forti contenuti immateriali basati sulla ricerca e sull’innovazione. Sono in particolare quattro - automotive, Ict, aerospazio e finanza - i settori di trasformazione industriale su cui si concentra l’attenzione del 2°Piano Strategico, in ragione delle prospettive possibili per l’economia locale.

Automotive
L’automotive è ancora oggi uno dei comparti più importanti dell’industria manifatturiera nazionale. In Piemonte il peso di questo settore è particolarmente rilevante e, nonostante la crisi Fiat e la generale flessione internazionale, questa industria può ancora essere, seppure in forma differente dal passato, uno degli elementi di forza del sistema economico regionale. La natura non solo locale della filiera porta a dire che non sempre il livello adeguato di governance è quello dell’area metropolitana o regionale, tuttavia ci sono alcuni fattori su cui è possibile intervenire già al livello del governo locale, per favorire una trasformazione del settore basata su dinamiche di crescita alternative, sulla promozione di fonti di innovazione e apprendimento differenti e, soprattutto, sulla spinta a instaurare rapporti di stretta collaborazione orizzontale e verticale. Il settore automotive è caratterizzato da un sostanziale dualismo, con ambiti in crisi, ancorati a vecchi modelli produttivi e di dipendenza, e ambiti più dinamici, avviati verso soluzioni e strategie innovative e sostanzialmente in grado di fronteggiare l’aumentata pressione competitiva. Misure di intervento a sostegno del settore devono tenere conto di entrambe le direzioni: per la prima tipologia di imprese si deve prospettare la continuazione dei processi di ristrutturazione in corso, passando attraverso la concentrazione di imprese per adeguare la capacità produttiva alla realtà attuale di Fiat e, successivamente, rivolgersi a nuovi clienti; per la seconda tipologia di imprese occorre prevedere strumenti di sostegno alla competitività, soprattutto in tema di ricerca e internazionalizzazione. Gli aspetti di debolezza più evidenti del settore, su cui gli interventi devono particolarmente insistere, sono la difficoltà di competere sui mercati internazionali, la dimensione medio-piccola, la scarsa propensione alla collaborazione interaziendale, la carenza di capacità manageriali, l’innovazione insufficiente. Tutte debolezze che non riguardano il solo settore automotive, ma l’intero sistema produttivo locale - forse nazionale - anche se l’automotive ha risentito in modo più profondo di queste difficoltà e necessita quindi, più di altri comparti, di sostegni specifici: affinché tali interventi abbiano però carattere sistemico e coerente è necessario definire una struttura che sappia coordinare l’attuazione delle misure decise. Nell’ambito del comparto automotive torinese è importante sottolineare la specificità del settore design, considerato uno dei punti di vera eccellenza del sistema locale. Culla del car design, Torino rimane ancora oggi un punto di riferimento mondiale in ragione del prestigio di carrozzieri e designer la cui professionalità è evoluta fino a proporre una combinazione di creatività con le più avanzate tecnologie di progettazione e realizzazione industriale. Tuttavia, anche in quest’ambito emergono alcuni fattori di crisi legati ai cambiamenti strutturali del settore: da oltre un decennio, infatti, tutti i grandi costruttori hanno compreso l’importanza del design fino a considerarlo core business della marca, ampliando i design center interni; al tempo stesso il boom delle scuole di design ha prodotto un numero di creativi come mai in passato, al punto che l’offerta ha di gran lunga superato la domanda; infine, molti professionisti del settore car design (designer, modellatori, progettisti, prototipisti) hanno lasciato i centri stile che li avevano formati iniziando una propria attività imprenditoriale con aziende di dimensioni molto variabili. La somma di tutti questi fattori ha portato a un’esplosione nell’offerta di servizi, rendendo il mercato fortemente competitivo con una corrispondente riduzione della profittabilità. In ogni caso è bene ricordare che l’importanza del design torinese non è limitata al settore automotive, al contrario il design interagisce, a diversi livelli, con molti settori del sistema produttivo locale, facendo assumere alle attività e alle strutture collegate un ruolo sempre più centrale nello sviluppo economico e sociale del territorio. In quest’ottica, è necessario prestare attenzione alla presenza di un vero e proprio sistema del design regionale fatto di aziende, istituti di formazione, manifestazioni e strutture di promozione. La funzione di ponte fra tecnologia e arte, cultura e commercio, giocata dal design ne fa un settore davvero promettente su cui concentrare risorse. Su questo tema, del resto, le istituzioni pubbliche hanno già avviato importanti investimenti, gli istituti di formazione si sono rafforzati e le aziende private, già forti sui mercati internazionali, hanno saputo investire nella propria visibilità individuale e, in alcuni casi, presentarsi come un vero e proprio sistema.

Ict
Il settore Ict presenta due caratteristiche peculiari nel territorio piemontese: l’esistenza di un nucleo di competenze specifiche diffuse e di alto livello e il radicamento di una istituzione pubblica, Torino Wireless, in grado di sviluppare politiche industriali e di sostegno all’innovazione su scala locale. Ciò premesso, è evidente che lo sviluppo del settore non può fondarsi né sull’ipotesi di un cluster autonomo di aziende produttrici di tecnologie Ict né sul solo traino del sistema della ricerca piemontese. Le risorse pubbliche disponibili a sostenere direttamente la ricerca, e la sua trasformazione in occasioni imprenditoriali e crescita delle imprese, sono infatti di un ordine di grandezza inferiore a quanto realisticamente necessario, anche se il sostegno all’Ict, per la natura delle tecnologie in oggetto, può beneficiare in modo indiretto di risorse pubbliche destinate a obiettivi di welfare e sviluppo locale che, se opportunamente indirizzate, possono migliorare i servizi ai cittadini sostenendo al tempo stesso l’attività innovativa delle imprese. Sono in particolare due le aree tecnologiche promettenti per innestare percorsi di sviluppo virtuosi e sinergie efficaci: i servizi sanitari evoluti, con particolare riguardo alla domiciliarizzazione, e le applicazioni per la mobilità e la logistica intelligente. Si tratta di due soli esempi che mettono però in luce come le politiche di sviluppo devono basarsi sull’idea di trasformare l’Ict da commodity delle diverse filiere produttive a fattore di innesco di processi innovativi, generati dalla pervasività delle tecnologie nei settori tradizionali su cui il territorio possiede asset distintivi. In altre parole la sfida è ribaltare la dinamica negativa per cui l’adozione di tecnologie Ict nei settori tradizionali si è appiattita su applicazioni a basso valore aggiunto, contribuendo all’implosione del settore su segmenti di mercato caratterizzati da bassa redditività e bassi tassi di crescita.

Aerospazio
Il settore aerospaziale è una componente significativa nell’economia piemontese, in termini sia di aziende coinvolte sia di ricchezza prodotta e risorse umane occupate. Tra gli elementi che qualificano questa l’industria vi è il fatto che essa incorpora un’ampia gamma di attività, presentandosi come una realtà articolata e dotata di competenze ed expertise differenziate nel campo della metallurgia, della meccanica, dell’elettromeccanica, dell’elettronica, delle produzioni e lavorazioni di materie plastiche, della gomma e di altri materiali che trovano applicazione nei complessi sistemi che rappresentano l’output finale del settore. Tale filiera produttiva trova dunque molte occasioni per integrarsi con le altre componenti del tessuto produttivo regionale e, in particolare nel caso delle Pmi, il settore presenta buone opportunità sia per le aziende con una marcata specializzazione sia per quelle che vedono nell’aerospaziale uno sbocco complementare a quello automotive.

Finanza
Un aspetto di primaria importanza per valutare le potenzialità di sviluppo economico di un territorio è legato alla capacità del sistema finanziario di sostenere e promuovere la nascita e la crescita dei soggetti economici. Fra le difficoltà che il mondo imprenditoriale dell’area torinese sta affrontando vi sono quelle legate alla disponibilità di strumenti finanziari evoluti a supporto della crescita, dell’internazionalizzazione e dell’accesso al capitale di rischio. Per rispondere a queste esigenze finanziarie, operando concretamente a sostegno delle imprese, è necessaria una strategia articolata in una pluralità di strumenti finanziari per accompagnare le diverse fasi del ciclo di vita dell’impresa, capitalizzando e sfruttando le risorse che il territorio detiene e dimostra di sapere continuare a generare. Dal punto di vista del 2° Piano Strategico, oltre ad essere un settore a se stante, la finanza interagisce con le direzioni d’intervento in cui le variabili finanziarie costituiscono importanti elementi per valutare la compatibilità e la solidità degli obiettivi individuati. La finanza è dunque un utile strumento per sviluppare opportunità di dialogo tra il settore pubblico e il mondo degli operatori privati e favorire la realizzazione dei progetti strategici selezionati.

Guida alla lettura dei grafici (file pdf).
Per una corretta visualizzazione: ingrandire il grafico cliccando sull´immagine.

9 obiettivi:

 

  ¤ Internazionalizzazione tessuto produttivo  
  ¤ Collaborazione tra imprese  
  ¤ Formazione manageriale  
  ¤ Innovazione delle imprese  
  ¤ Sostegno pubblico settore ICT  
  ¤ Consolidamento comunitŕ open source  
  ¤ Dinamica industriale settore ICT  
  ¤ Distretto aerospaziale  
  ¤ Sistema finanziario locale e settore pubblico  
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