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SALUTE E CURA
[SAL] Integrare la componente ospedaliera - Tecnologie per la domiciliaritŕ dei servizi e telemedicina - Coordinare l'azione socio-saniraria integrata - Diritto alla salute cittadini stranieri - Parco della Salute e della Scienza
 
 

Le azioni volte alla tutela della salute, in quanto dirette a garantire un diritto fondamentale, hanno valore intrinseco. Nondimeno esse hanno anche una valenza strategica connessa alla promozione di condizioni locali favorevoli alla crescita del reddito, all’efficienza, alla flessibilità, all’innovazione, al potenziamento delle capacità dei cittadini, alla coesione sociale, in breve allo sviluppo locale.

Nel panorama dell’economia torinese, la sanità costituisce un importante settore economico la cui rilevanza è messa in evidenza da diversi indicatori: basti pensare che gli addetti del comparto sono 30 mila nella sola Torino, un dato in linea con quelli internazionali che segnalano come, nei prossimi anni, i settori legati alla salvaguardia della salute toccheranno una percentuale sempre più importante del Pil.

Tuttavia gli aspetti quantitativi presentano solo un lato della questione: le linee emergenti dal Progetto Città Sane, a cui la Città di Torino ha aderito, consentono di cogliere come sia strategicamente rilevante collocare il rapporto fra sanità e crescita della città entro il più ampio nesso fra salute e sviluppo. Al tempo stesso il progetto del Parco torinese della Salute e della Scienza apre prospettive molto ricche dal punto di vista qualitativo, poiché la contiguità fra ricerca scientifica e ospedale è un volano per l’affermazione della società della conoscenza. Più in generale, l’azione preventiva sui determinanti della salute ben si coniuga a fattori che conducono a migliorare la qualità della vita, come la crescita generalizzata dell’istruzione e dell’occupazione, il risanamento urbano, la soddisfazione dei bisogni abitativi, una mobilità fluida, poco inquinante e sicura, la compensazione degli svantaggi sociali che generano disuguaglianze nell’accesso ai servizi e alle cure, il sostegno alle famiglie, la rimozione delle cause degli infortuni sul lavoro, la diffusione di modelli di comportamento salubre. Tutti fattori che accrescono anche la qualità delle infrastrutture e del tessuto sociale metropolitano, rendendolo attrattivo nei confronti di insediamenti stabili qualificati, dei giovani - anche stranieri - in formazione universitaria e post-universitaria, di attività imprenditoriali innovative con i connessi investimenti, portandoricadute positive anche sul versante della competitività economica.

Sono molte le tensioni che le politiche della salute devono affrontare, poiché l’altra faccia del miglioramento delle tecniche diagnostiche e di cura é la cronicizzazione di patologie un tempo mortali. La speranza di vita è cresciuta da alcuni anni a Torino (nel triennio 2000-2002 è arrivata a 77,5 anni per gli uomini e 83,1 anni per le donne) ma, come dimostrano le analisi epidemiologiche, le patologie correlate al disagio sociale, all’ambiente, alle abitudini dannose non diminuiscono in modo evidente e si trasformano da mortali a croniche. La compresenza di questi due fattori concorre a elevare l’incidenza delle disabilità e delle non autosufficienze: nel 2000 sono stati stimati in Piemont 180 mila disabili,di cui circa 34 mila a Torino, equivalente al 4% della popolazione della città.

I cambiamenti nei profili demografici e nelle consuetudini sociali che riguardano l’invecchiamento, uniti ai bassi tassi di natalità, alla presenza di nuclei familiari meno numerosi e alla maggiore occupazione femminile, rendono dunque molto pressante l’esigenza di garantire un’assistenza appropriata agli anziani. In un quadro come questo la sfida è, da un lato, generalizzare modelli di assistenza integrata sempre più personalizzati per coniugare continuità delle cure con deospedalizzazione, sostegni domiciliari, potenziamento del self-care, semplificazione e flessibilità di accesso ai servizi; dall’altro lato, occorre mettere in atto strategie di controllo dei costi, per assicurare la sostenibilità economica dell’assistenza e la tutela dei diritti sociali ad essa collegati.

La rilevanza economica dell’assistenza integrata risulta evidente quando si considera che i costi del servizio sanitario riguardano, per due terzi, malati con più di 65 anni, mentre le malattie croniche assorbono oltre la metà delle risorse del sistema sanitario regionale. È dunque evidente che, nel medio periodo, la sostenibilità economica dei servizi per la tutela della salute dipenderà sempre di più dalle azioni preventive e dall’integrazione di politiche sanitarie, ambientali, urbanistiche, abitative, familiari, lavorative e sociali.

Nel caso della disabilità, questo mix di politiche orientate alla salute può agevolare forme alternative di abilità e il recupero dell’autosufficienza; nel caso dell’invecchiamento della popolazione, esso può aumentare la speranza di vita in buona salute, contenendo il rischio di malattie croniche.

Il successo della sfida all’assistenza integrata dipende però anche dalla capacità di concepirla fin d’ora come una parte attiva del complesso delle politiche per la salute in grado di promuovere sinergie positive con lo sviluppo del contesto locale. A tale riguardo, occorre valorizzare gli effetti diretti di un appropriato care system, per contrastare la solitudine, l’isolamento e lo sradicamento di disabili e anziani: da questo punto di vista le condizioni che rendono un contesto sociale attrattivo, in quanto socialmente coeso e intriso di relazioni ricche, risultano correlate in modo cruciale con l’istituzionalizzazione di adeguati modelli di care.

In secondo luogo, occorre considerare che alla sofferenza del disabile o dell’anziano spesso si assomma quella di un parente care-giver, perciò le lacune nel sistema di assistenza socio-sanitaria possono comportare un peggioramento delle generali condizioni di salute sociale per i soggetti coinvolti in attività di cura. La coesione di un tessuto sociale può allora venire intaccata dall’iniquità nella divisione dei compiti secondo il genere, dalle disuguaglianze economiche o dal logoramento delle risorse di solidarietà, portando effetti complessivi di irrigidimento e chiusura nella società locale.

Per contro, l’implementazione di forme di assistenza personalizzata, deospedalizzante, capace di valorizzare il self-care, porta a riconoscere e tutelare i familiari care-giver, il loro benessere psico-fisico, la protezione dall’auto-sfruttamento, il rafforzamento della capacità di conciliare le diverse esigenze della vita personale: un care familiare più sostenibile, protetto e istituzionalizzato può quindi risultare anche più equamente ripartito e diffuso. È questo un fattore strategicamente cruciale anche sotto il profilo socio-economico, se si considera che il bacino di popolazione che attualmente fornisce le risorse di cura familiare, donne principalmente, potrebbe non riprodursi data la diffusione del lavoro femminile.

Infine, il successo dei modelli di assistenza integrata e la loro sostenibilità finanziaria dipende anche dalla capacità di mettere in relazione le politiche socio-sanitarie di deospedalizzazione e tecnologie dei sistemi informativi: l’impiego di Ict e tecnologie wireless nell’ambito di modelli di assistenza personalizzati può rappresentare un elemento strategico per una sanità compatibile con le risorse economiche disponibili e di maggiore qualità. Tale impiego costituisce anche un volano per il decollo di centri di ricerca in cui si integrano competenze nell’ambito delle tecnologie, della epidemiologia, del management pubblico e dell’analisi socio-economica, di cui gli Atenei già oggi si fanno promotori.

L’incorporamento nell’assistenza di tecnologie avanzate può diventare un fattore di attrazione per filiere di imprese innovative ad alto contenuto tecnologico.

Guida alla lettura dei grafici (file pdf).
Per una corretta visualizzazione: cliccare sull´immagine per ingrandire il grafico

5 obiettivi:

 

  ¤ Integrare la componente ospedaliera  
  ¤ Tecnologie per la domiciliarita' dei servizi e telemedicina  
  ¤ Coordinare l'azione socio-saniraria integrata  
  ¤ Diritto alla salute cittadini stranieri  
  ¤ Parco della Salute e della Scienza  
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