contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  
 
 
 
Torino - 23 agosto 2006   english   help   contatti   mailing list
 
 
Piano Strategico 2
Tamtam
Editoria
Agenda
Rassegna Stampa
Piano Strategico 1
Piano Strategico 2
 
Home | Piano Strategico 2 | Direzioni di intervento e obiettivi | Trasformazione urbane e territoriali
 
TRASFORMAZIONE URBANE E TERRITORIALI
[TER] Nodi della trasformazione innovativa - Sistema del verde e paesaggistico-ambientale - Sistema locali metropolitani e prospettiva policentrica - Territorio nodo di reti
 
 

La riflessione di carattere sistemico sull’area torinese, che sostiene il 2° Piano Strategico, mette a fuoco una nuova idea di città, proponendo un sistema di immagini (e immaginari) territoriali dello spazio metropolitano che sappia essere lo sfondo per le trasformazioni. Alla base vi è il bisogno di superare una dimensione frammentata e torinocentrica del sistema urbano, guardando a quella metropolitana come la nuova dimensione della città, poiché solo a questa scala gli interventi di trasformazione assumono piena valenza funzionale e qualitativa. In assenza di questo orizzonte di riferimento, il rischio è che le grandi progettualità infrastrutturali e insediative che continueranno a investire l’area torinese nei prossimi anni rimangano episodi isolati,incapaci di generare valenze positive in termini di funzionalità e di qualificazione alla scala complessiva del sistema. Al contrario, la portata delle trasformazioni, in atto e in fieri, richiede un linguaggio diverso e, al tempo stesso, consente di mettere a punto concettualizzazioni e strutturazioni dello spazio metropolitano inedite e capaci di cogliere le opportunità e i fattori di novità determinati dalla modificazione.

Sono almeno quattro le immagini che emergono da questo cambio di prospettiva.

La prima fa riferimento all’intelaiatura territoriale del Piano Strategico, la quale persegue una configurazione reticolare e policentrica dell’area metropolitana che si ottiene sovrapponendo due figure differenti: da un lato la struttura storica a matrice radiocentrica, successivamente integrata da connessioni tangenziali; dall’altro una riorganizzazione di tipo reticolare della viabilità metropolitana che metta in risalto le potenzialità derivanti da una multicentralità distribuita nell’intera area. Si può ottenere in questo modo una “città di città” dalla struttura policentrica, che sorge intorno ai nodi di tale reticolo serviti dal trasporto pubblico su ferro, capace di ridurre i fattori di congestione e offrire opportunità diffuse di sviluppo, riqualificazione e relazione fra le città dell’area e Torino, in una logica di sostenibilità ambientale, riorganizzazione funzionale, contenimento nel consumo dei suoli.

La seconda immagine riguarda i grandi progetti infrastrutturale insediativi che devono coniugare obiettivi di riorganizzazione funzionale, competitività e qualificazione ambientale. In particolare i progetti per corso Marche, per l’ambito di Mirafiori o per l’area nord fra Torino, Settimo e Borgaro-Caselle possono diventare importanti laboratori dove avviare progetti integrati e transcalari, mettere a punto azioni di governance metropolitana, declinare in maniera puntuale e operativa la costruzione di parti della città policentrica, mettendo a punto un rapporto innovativo tra insediamento e infrastruttura, ambiente e paesaggio, densità e morfologie urbane.

La terza immagine concerne un nuovo rapporto fra spazio costruito e spazio periurbano aperto e naturale. Fino a oggi, questa relazione è stata spesso pensata in termini di tutela e salvaguardia delle risorse ambientali dell’area metropolitana, ma la dimensione e la portata delle trasformazioni in atto fa considerare un’idea dello spazio metropolitano dove costruito e ambiente possono diventare elementi intrecciati e complementari di un medesimo progetto di riqualificazione e valorizzazione. Nella “città di città” l’intelaiatura territoriale costituita dalle matrici radiocentrica e reticolare delle infrastrutture viene dunque a sua volta attraversata dai fiumi e dai grandi parchi urbani e metropolitani, dagli spazi agricoli periurbani che si insinuano nel costruito.

La quarta e ultima immagine è relativa al tema della qualità del costruito e del paesaggio urbano, che non va ridotto a un problema di estetica della città o di parti fin troppo puntuali di essa. Si tratta invece di mettere a punto un concetto più allargato di qualità, praticandolo nelle progettualità fisiche d’eccellenza come in quelle ordinarie, soprattutto riferendolo a una molteplicità di aspetti: una progettazione integrata capace di andare oltre le settorialità tecniche, la costruzione per parti separate della città e del territorio metropolitano, la ricerca di una qualità formale, l’introduzione di innovazioni anche tecnologiche collegate ai temi della sostenibilità ambientale, accessibilità e mobilità, la qualità dello spazio pubblico e collettivo.

Speculare alla riflessione sul progetto di trasformazione urbana vi è il tema del posizionamento del sistema metropolitano torinese nel contesto macro-regionale, nazionale e internazionale. Tale posizionamento dipende notoriamente da fattori di diversa natura, sia di tipo materiale che immateriale: l’infrastrutturazione del territorio (dai trasporti all’accessibilità alla banda larga), lo sviluppo e l’efficienza delle relazioni, la presenza di agglomerazioni di funzioni innovative (per la conoscenza, la formazione o la ricerca), la capacità del territorio stesso di promuoversi come sistema integrato e visibile. Tenere viva l’attenzione sull’implementazione di relazioni internazionali territoriali, lavorando sulla costruzione di reti lunghe, è uno dei temi sollecitati dalla stessa eredità olimpica, chiamata a valorizzare un sistema territoriale basato sulla bipolarità, fra Torino e le alte valli Susa e Chisone. A saper guardare, il periodo post-olimpico torinese apre prospettive differenziate, per trasformarne l’eredità in un patrimonio territoriale in grado di alimentare dinamiche e processi di trasformazione condivisi e coerenti: la bipolarità infatti porta a considerare che la messa in valore dell’eredità olimpica non deve limitarsi a considerare il riuso degli spazi e dei contenitori, al contrario essa è chiamata a ridefinire più profondamente il complesso dei rapporti città-montagna. In quest’ottica anche le “terre di mezzo”, fondamentale anello di interazione fra i due poli del sistema olimpico, possono svolgere un ruolo attivo come elemento complesso di un sistema culturale-ambientale socio-economico e territoriale.

Guida alla lettura dei grafici (file pdf).
Per una corretta visualizzazione: ingrandire il grafico cliccando sull´immagine

4 obiettivi:

 

  ¤ Nodi della trasformazione innovativa  
  ¤ Sistema del verde e paesaggistico-ambientale  
  ¤ Sistema locali metropolitani e prospettiva policentrica  
  ¤ Territorio nodo di reti  
 © Torino Internazionale 2006