contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  
 
 
 
Torino - 23 agosto 2006   english   help   contatti   mailing list
 
 
Piano Strategico 2
Tamtam
Editoria
Agenda
Rassegna Stampa
Piano Strategico 1
Piano Strategico 2
 
Home | Piano Strategico 2 | Direzioni di intervento e obiettivi | Casa e rigenerazione urbana
 
CASA E RIGENERAZIONE URBANA
[RIG] Offerta e accessibilitŕ alloggi in locazione - Valorizzare le pratiche e le esperienze di rigenerazione urbana
 
 

Il tema dell’abitare occupa una posizione centrale tra i filoni strategici che raccordano sviluppo economico e qualità sociale. Va ricordato, infatti, che l’assenza di una politica adeguata sulla condizione abitativa determina situazioni sociali che incidono negativamente sulle stesse politiche di sviluppo, poiché la qualità abitativa, come elemento di benessere collettivo e come risorsa di coesione sociale, fa parte di quell’insieme di condizioni localizzate che conferiscono a un’area un vantaggio competitivo.

La politica a favore della proprietà della casa, per anni convergente con le esigenze di risparmio e investimento sicuri delle famiglie e dei proprietari di immobili e terreni, favorita anche dalla depressione dei titoli e dalla appetibilità dei mutui, ha prodotto una continua erosione nella quota di abitazioni in locazione. In Piemonte, dal 1991 al 2002, secondo le stime del Cresme (Indagine sulle famiglie 2002) tale quota è scesa dal 37 al 25% e ancora più forte è stata la diminuzione nei Comuni capoluogo della regione (dal 38 al 23%), con un record negativo per Torino che porta il patrimonio in affitto dal 46 al 27% sul totale delle abitazioni. La politica della proprietà della casa risponde però sempre meno alla crescente necessità, comune a molti individui e famiglie, di adattamento flessibile alle discontinuità legate all’organizzazione del mercato del lavoro e ai nuovi modelli di convivenza. Un numero sempre più ampio e diversificato di categorie sociali è esposto, non soltanto nei grandi centri urbani, ma anche nei piccoli comuni, al problema della casa, senza avere tuttavia la disponibilità delle risorse economiche che la soluzione attraverso il mercato oggi richiede.

Infatti, le azioni tradizionali a favore della proprietà della casa presuppongono una solvibilità duratura e capace di resistere all’aumento delle spese di manutenzione degli immobili, per cui ampie frazioni della popolazione, pur essendo proprietarie, corrono forti rischi di impoverimento.
I dati indicano che, negli ultimi anni, la ripresa del mercato immobiliare dopo una lunga stasi ha ulteriormente aumentato la quantità di alloggi disponibili per l’acquisto, restringendo il mercato dell’affitto e rendendo, anche a causa del costante incremento dei canoni di locazione, più costoso l’accesso alla casa per fasce basse di reddito. Sul fronte opposto, l’edilizia residenziale pubblica con risorse progressivamente decrescenti riesce oggi a soddisfare i bisogni abitativi di una parte residuale della popolazione, tamponando solo disagi molto gravi e tenendo fuori un numero crescente di famiglie sotto stress abitativo. La politica di edilizia sociale mostra inoltre una bassa capacità nel recupero dei capitali e, sostanzialmente, manca di iniziativa economica. Erosione della locazione e stagnazione dell’edilizia pubblica paiono particolarmente gravi nella situazione in cui si trova l’area metropolitana di Torino, dove l’intensa attività di trasformazione urbana e il flusso degli investimenti sono destinati a creare non solo tensioni nei prezzi, ma anche importanti mutamenti nella composizione sociale dei residenti e nelle destinazioni d’uso. Una nuova pressione sul mercato abitativo, ad esempio, è esercitata dalla crescita di una domanda atipica (immigrati, studenti non residenti, turisti) che alimenta comportamenti speculativi e sottrae una ulteriore fetta di spazi abitativi alla domanda tradizionale di alloggi in affitto.

Il tema della qualità dell’abitare si intreccia con quello della rigenerazione urbana, ambito in cui l’area metropolitana di Torino è stata, negli ultimi dieci anni, luogo di sperimentazione di interventi innovativi che hanno prodotto esiti positivi, anche se mostrano alcuni elementi di fragilità. Nel bilancio di questa esperienza due aspetti sono particolarmente rilevanti. Il primo aspetto è la consapevolezza della centralità dello sviluppo locale nei processi di rigenerazione urbana.

Promuovere lo sviluppo locale significa affrontare il problema della qualità della vita urbana in un’ottica d’integrazione fra interventi di tipo fisico (urbanistico e edilizio), sociale ed economico, fare perno sulle potenzialità e le risorse degli ambiti territoriali coinvolti, rafforzare elementi di centralità in aree periferiche in un’ottica di città policentrica, aumentare la qualità degli spazi e delle attrezzature pubbliche e collettive e la loro fruibilità, in particolare da parte dei settori più deboli della società. Su questo punto va detto che il tema della città policentrica non è ancora riuscito a confrontarsi con quello della città metropolitana e, dunque, con la necessità di pensare interventi che vanno oltre i confini amministrativi. Il secondo aspetto è che il metodo di lavoro della pubblica amministrazione, basato sull’intersettorialità e la cooperazione entro progetti territorialmente localizzati, ha portato risultati complessivamente positivi, nonostante le difficoltà di dialogo e di coordinamento tra settori, professioni e logiche d’intervento, oltre ai rischi di deperimento, in caso di lunghe sospensioni o interruzioni del flusso degli interventi, delle reti di cooperazione e di fiducia cresciute attraverso e all’interno di queste esperienze.

Guida alla lettura dei grafici (file pdf).
Per una corretta visualizzazione: ingrandire il grafico cliccando sull´immagine.

2 obiettivi:

 

  ¤ Offerta e accessibilita' alloggi in locazione  
  ¤ Valorizzare le pratiche e le esperienze di rigenerazione urbana  
 © Torino Internazionale 2006