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RISORSE CULTURALI
[RIC] Istituzioni culturali - Accessibilitŕ offerta culturale - Cultura fattore di trasformazione urbana e territoriale - Contributo dei privati - Cultura strumento di attrattivitŕ e di internazionalizzazione
 
 

Il passaggio che l’area di Torino sta compiendo da società strutturata sulla produzione manifatturiera a società che si apre alla produzione dell’immateriale, idea centrale del 2° Piano Strategico, implica relazioni e forme fortemente caratterizzate in senso culturale. Non è infatti possibile immaginare una transizione verso la società della conoscenza senza una scommessa sulla cultura, perché non si può diversificare e ampliare il ventaglio di opportunità offerto ai cittadini, senza ipotizzare un forte ruolo della cultura intesa sia come produzione di nuova cultura sia come tutela, conservazione, gestione e fruizione dei depositi culturali accumulati. In questo senso, la funzione della cultura nel processo di cambiamento e nelle dinamiche generali della città, la cui importanza era già stata sottolineata nel Piano del 2000, deve essere riconfermata dal 2°Piano Strategico, adeguandola a condizioni profondamente mutate.

Un primo punto di cambiamento riguarda la disponibilità di risorse economiche dedicate di cui il territorio ha avuto, negli ultimi anni, un’insolita magnitudine, che ha consentito di avviare progetti di grande entità e durata, in gran parte non ancora conclusi e con una forte incidenza di progetti riguardanti i musei e il patrimonio storico e architettonico.

La possibilità di portare avanti il potenziamento culturale dell’area nei prossimi anni sembra invece legata alla capacità di coinvolgere di più gli attori privati, mobilizzando una fetta di risorse potenziali che vanno dal mecenatismo all’imprenditorialità culturale. Per perseguire questo disegno ottimizzando l’impiego delle risorse, sarà tuttavia necessario individuare con precisione i tasselli strategici che consentono un processo razionale di completamento degli investimenti già intrapresi e una graduale restituzione al pubblico e all’uso dei molti cantieri in corso. La fase di start-up gestionale deve disegnare le modalità sostenibili per completare l’infrastrutturazione culturale intrapresa e contemporaneamente valorizzarne l’uso attraverso progetti di fruizione di carattere anche molto innovativo, rapportato alle dimensioni dei complessi di riferimento e in particolar modo alle Residenze Sabaude.

Ètuttavia essenziale che la gestione attiva e creativa del patrimonio, programmata secondo un modello in parte diverso dal passato, mantenga al centro la funzione educativa e sociale delle istituzioni culturali. Migliorare l’accesso e l’uso della cultura è dunque un obiettivo strategico irrinunciabile che implica livelli di investimento significativi e protratti, sia negli strumenti di educazione sia nella divulgazione.

Grande attenzione deve poi essere posta alla risorsa cultura nei suoi molteplici aspetti (dalle arti visive allo spettacolo dal vivo, dal paesaggio storico ai festival, dall’architettura al design) come fattore di rigenerazione urbana e territoriale.

Sul territorio torinese le opportunità di intervento in questa direzione sono numerose e vanno colte nell’ottica di contribuire a migliorare la qualità territoriale configurando un’offertaestesa di opportunità culturali tanto per la produzione che per la fruizione, condizione indispensabile per raggiungere una massa critica sufficiente a sostenere un ruolo centrale nella produzione e nella diffusione di conoscenza.

Contemporaneamente deve prendere forma una nuova relazione con l’industria turistica che tenga conto dei suoi particolari bisogni, delle opportunità che apre e delle ambivalenze che genera. È evidente che i due ambiti devono individuare le giuste modalità per costruire una relazione in cui la cultura, pur mantenendo fede alle funzioni che le sono proprie, riesca a proporre prodotti adatti al mercato dell’attrattività locale e internazionale. È soprattutto quest’ultimo livello quello a cui l’area metropolitana torinese dovrebbe rivolgersi, mettendo a frutto l’effetto olimpico e ricordando che l’apprezzata gestione dei Giochi non ha soltanto contribuito a consolidare la reputazione, la capacità organizzativa e la creatività del sistema torinese, ma costituisce un fenomenale plus comunicativo, da affiancare e integrare ai numerosi altri settori culturali e ricreazionali di cui l’area metropolitana dispone. Come le esperienze internazionali insegnano, proprio attraverso l’offerta culturale si capitalizza e proietta nel tempo l’effetto positivo di un grande evento come le Olimpiadi.

Guida alla lettura dei grafici (file pdf).
Per una corretta visualizzazione: ingrandire il grafico cliccando sull´immagine

5 obiettivi:

 

  ¤ Istituzioni culturali  
  ¤ Accessibilita' dell'offerta culturale  
  ¤ Cultura fattore di trasformazione urbana e territoriale  
  ¤ Contributo dei privati  
  ¤ Cultura strumento di attrattivita' e di internazionalizzazione  
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