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IMMIGRAZIONE
[IMM] Partecipazione cittadini stranieri - Trasformazione interventi sperimentali in politiche ordinarie
 
 

La popolazione straniera è da tempo divenuta parte integrante della società locale. L’impatto dell’immigrazione sulla qualità sociale e lo sviluppo del territorio rimane però ambivalente: se pure vi è un certo consenso ad affermare che essa costituisce una risorsa culturale, sociale ed economica di estrema rilevanza, è tuttavia sempre presente il rischio che l’immigrazione si trasformi in un problema e in un fattore di crisi per la coesione sociale. Per evitare il prevalere del secondo aspetto - il fattore di crisi per la coesione sociale - è necessario mettere in atto politiche per favorire l’integrazione di questi nuovi cittadini, integrazione che si fonda in primo luogo sulla possibilità di accedere, a parità degli altri cittadini, a determinate condizioni sociali e opportunità di mobilità socio-economica.

La promozione dell’eguaglianza, per essere implementata con successo, deve accompagnarsi al riconoscimento delle peculiarità culturali e sociali di cui gli immigrati sono portatori. La consapevolezza di tali differenze non deve condurre all’avvio di interventi speciali e di carattere emergenziale, questi devono al contrario essere progressivamente ridotti e diventare parte integrante di ogni politica sociale e di sviluppo del territorio: soluzioni ad hoc e interventi dedicati rischiano infatti di trasformarsi in veri e propri ostacoli all’integrazione, rafforzando la segmentazione sociale e codificando forme di discriminazione. Questo rischio diventa tanto più importante quando si guarda alle seconde generazioni che sentono di appartenere a pieno titolo alla società locale, ma rischiano di vedersi classificate come soggetti svantaggiati, indipendentemente dalla condizione economica, lavorativa e culturale. Se gli immigrati, e in particolare le giovani generazioni, devono diventare una risorsa strategica per lo sviluppo economico e la qualità sociale, si impone dunque un cambio di prospettiva. Il livello di integrazione degli immigrati è fortemente influenzato dalle politiche messe in atto a livello locale.

L’inserimento sociale subalterno di una quota rilevante della popolazione straniera affonda le radici nel contesto socio-economico e trova la sua manifestazione più visibile nel fenomeno della concentrazione: troviamo immigrati concentrati nel settore secondario del mercato del lavoro, in alcune aree urbane, in alcuni istituti scolastici e nelle attività formative meno qualificanti. In realtà, da tempo si sta assistendo a una differenziazione spontanea nella collocazione degli stranieri entro il sistema economico e sul territorio, tale fenomeno va però incentivato e sostenuto, coinvolgendo tutti gli attori del territorio, poichè la ghettizzazione è forse il primo impedimento alla libertà di perseguire attivamente obiettivi dotati di valore, e rischia di divenire il principale fattore di riproduzione della marginalità sociale, economica e culturale tra le generazioni. Il processo d’integrazione va incoraggiato e accompagnato da iniziative per rendere fruibili da parte degli immigrati i servizi, gli spazi, le attrezzature pubbliche e collettive su tutto il territorio metropolitano, sviluppando ed estendendo le esperienze e le competenze accumulate in questi anni, ora concentrate nelle zone in cui sono più presenti gli stranieri.

L’inserimento positivo degli immigrati nel tessuto urbano non costituisce solo un elemento fondante per una integrazione non subalterna, ma è anche condizione essenziale per promuovere una società coesa e fiduciosa che include le differenze culturali e valorizza le relazioni di solidarietà, dove gli immigrati non vengono percepiti come (e non diventano di fatto) una minaccia alla qualità sociale.

Guida alla lettura dei grafici (file pdf).
Per una corretta visualizzazione: ingrandire il grafico cliccando sull´immagine

2 obiettivi:

 

  ¤ Partecipazione cittadini stranieri  
  ¤ Trasformazione interventi sperimentali in politiche ordinarie  
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