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Torino - 29 settembre 2003
 
 
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MARZO 2003
 
 

Presentati i dati dell´Osservatorio regionale del Commercio

Sono stati presentati i dati elaborati dall´Osservatorio regionale del Commercio, che segnalano il dinamismo dimostrato dal comparto commerciale seppure a fronte di una congiuntura che vede ristagnare i consumi.

"Nel 2002 gli esercizi di vicinato - aggiunge l´Assessore Gilberto Pichetto - sono cresciuti in particolare nelle province di Torino, con un saldo positivo di 668 esercizi, Alessandria ed Asti, con percentuali in tutte e tre i casi superiori al 2%. Il piccolo commercio è andato bene anche a Cuneo, dove è aumentato dell´1,4%. Hanno fatt segnare un saldo negativo, sia pure leggerissimo, il VCO, Novara e Vercelli, mentre nel Biellese i piccoli esercizi tradizionali sono rimasti stabili".

Sull´intero territorio regionale gli esercizi di vicinato sono cresciuti di 986 unità (+1,63%) derivante da 4.114 nuove aperture e 3.128 cessazioni. Il saldo positivo si registra esclusivamente nel settore non alimentare, che aumenta di 1.171 unità (+2,6%), con oltre 3.400 nuovi ingressi nel mercato. In flessione invece il piccolo commercio alimentare, che perde 185 esercizi con un saldo negativo di poco superiore al punto percentuale. Riprendono a crescere dopo due anni di stasi le medie strutture, che fanno segnare un leggero saldo in termini di consistenza numerica (+ 12 unità, pari allo 0,3%), con 153 nuove aperture a fronte di 141 cessazioni; più marcato il saldo in termini di superficie di vendita, +1,3%, con oltre 28.000 mq. I centri commerciali di media dimensione fanno segnare 9 nuove aperture e 2 cessazioni, mentre le grandi strutture aumentano di 5 unità, con 7 nuove aperture a fronte di 2 cessazioni.

"La rete distributiva regionale - commenta Pichetto - è quindi sostanzialmente equilibrata in termini di offerta tra piccolo commercio tradizionale e forme distributive più moderne. In oltre la metà dei Comuni piemontesi il servizio commerciale è garantito esclusivamente dagli esercizi di vicinato. Il grande frazionamento territoriale e la conformazione geografica di molte zone isolate fa sì che essi possano soddisfare meglio le richieste di servizio commerciale, garantendo attraverso una rete diffusa un grado accettabile di prossimità dei punti vendita alla residenza dei consumatori. La quota di clienti potenziali che il commercio di vicinato controlla in esclusiva mantiene dunque una dimensione non trascurabile. La nuova flessibilità amministrativa conseguente alla riforma dovrebbe consentire al piccolo commercio di consolidare e sviluppare la sua presenza anche nelle aree territoriali dove sono presenti forme di distribuzione moderna".

Su base territoriale, le grandi strutture di vendita crescono in provincia di Torino (2 grandi strutture in più per oltre 16.000 mq, pari al 3,75 come numero e al 4,9% come superficie di vendita), a Cuneo (1 nuova struttura di 2.500 mq. che vale +6,7% come numero e +3,5% come superficie), ed Asti, con 2 nuove grandi strutture per 4880 mq. (il 50% come consistenza numerica ed oltre il 31% come superficie). Le medie strutture crescono nelle province di Alessandria (17 unità per quasi 10.000 mq, con un saldo di poco inferiore al 4% come consistenza numerica che come superficie) e Vercelli (+4 strutture per circa 4.000 mq, +1,8% come consistenza numerica e 3,2% come vendita). In controtendenza Biella, dove si registra una flessione delle medie strutture (che perdono 10 unità per oltre 4.300 mq., con un saldo negativo del 3,9% in termini di numero e del 3,2% come superficie di vendita. Nella provincia si registra inoltre la cessazione di un centro commerciale di piccole dimensioni (500 mq.), con un saldo negativo dell´1,6% in termini di superficie di vendita.

"Il commercio in provincia di Torino"

 
 
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