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MARZO 2003
 
 

Accordo Asi-Alenia Spazio per il programma Cosmo-Skymed

E´ stato firmato a Roma l´accordo tra l´Asi (Agenzia Spaziale Italiana) e l´Alenia Spazio, per la realizzazione della rete di quattro satelliti del programma Cosmo-Skymed, che vede l´azienda di Finmeccanica con il ruolo di capocommessa e che doterà l´italia di un sistema di osservazione terrestre fra i più avanzati finora realizzati. Per questo programma, Alenia impiegherà circa 500 ingegneri e tecnici altamente specializzati per un periodo di cinque anni, pari a tre milioni e mezzo di ore-lavoro, buona parte delle quali in Corso Marche. «A Torino sarà progettata e sviluppata una parte fondamentale dei satelliti - spiega Franco Rubertone, Deputy Direzione Cosmo e Telerilevamento di Alenia Spazio - e cioé la struttura meccanica ed il controllo termico, grazie al quale la temperatura del satellite viene mantenuta pressochè costante sia nelle parti di orbita in eclissi, sia per quelle in illuminazione solare. A Torino lavoreranno nel programma nei periodi di punta non meno di 50-70 ingegneri».

«Gli obiettivi principali - aggiunge Rubertone - sono il monitoraggio del territorio e controllo dei disastri ambientali come inondazioni e frane, il monitoraggio delle coste, dei mari e delle acque interne, il monitoraggio agricolo per il controllo dei raccolti e la cartografia con l´uso di immagini ad alta risoluzione dell´ordine del metro». Il lancio del primo satellite con la realizzazione del segmento di terra è previsto fra due anni: «Per noi significa consolidare un ruolo già avviato con altri importanti programmi, come per i radar dei satelliti Ers, Envisat e quelli che hanno volato sullo Shuttle. Inoltre, i satelliti saranno del tutto compatibili con il lanciatore europeo Vega». Vega infatti è il nuovo razzo vettore europeo per il lancio di satelli di medio-basse capacità, sviluppato da FiatAvio. Il programma Cosmo-Skymed non si concluderà con questi primi satelliti. «Il programma, avendo una dimensione e complessità di livello mondiale - conclude Rubertone - e tenendo conto dell´aspetto operativo della missione, al termine della vita operativa dei primi satelliti necessiterà di un rimpiazzo degli stessi satelliti, garantendo così sia la continuità operativa del sistema, sia la continuità di produzione per l´industria».

tratto da "La Stampa", cronaca di Torino, giovedi 20 marzo 2003

 
 
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