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Torino Internazionale  


 
 
Torino - 29 luglio 2003
 
 
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home | Governo metropolitano | Il Piano | Nuove forme di governance | Costituire l'Associazione per attuare e monitorare il Piano | maggio 2003
 
 
MAGGIO 2003
 
 

"Torino Internazionale" premiata al Forum P.A. 2003

Torino Internazionale è protagonista al Forum della Pubblica Amministrazione in svolgimento a Roma dal 5 al 9 maggio. L´Associazione sarà premiata all’interno dell’iniziativa "Sfide, dalla buona pratica alla buona amministrazione", promossa dalla Rete per lo Sviluppo delle Economie Territoriali, che segnala ogni anno gli esempi capaci di tradurre i progetti di innovazione in realizzazioni concrete per lo sviluppo del territorio e di servizio alle collettività.

Con questo riconoscimento il progetto "Torino Internazionale" entra a far parte (insieme al progetti della Città di Torino "Torino always on the move" e al progetto "I ragazzi del 2006" della Provincia di Torino, settore programmazione tustistica e sportiva) di un circolo di qualità in cui elaborare, attraverso il confronto delle esperienze, modelli di innovazione e dare vita ad un processo di benchmarking sulle performance dell’azione amministrativa dal quale trarre stimoli di ulteriore miglioramento.

In seguito le motivazioni alla base del riconoscimento a "Torino Internazionale"

La Sfida

Individuare gli assi strategici per lo sviluppo della città e del territorio in un percorso condiviso con tutti gli attori sociali ed economici. L’obiettivo è di riposizionare Torino come metropoli europea, grande città con vocazione internazionale, con nuovi asset industriali (non solo città dell’automobile) ma anche meta di turismo, città di cultura, commercio e sport. Con il Piano strategico il Comune di Torino ha lanciato alla città la sfida della progettazione partecipata in relazione alle scelte su:

  • una visione condivisa per la città del prossimo secolo
  • progetti economici di respiro internazionale che garantiscano il futuro della città in termini di sviluppo e coesione
  • grandi progetti di infrastrutturazione urbana

Il Piano è insieme uno strumento e un processo: in sé è uno schema aperto continuamente rinnovabile nelle linee di intervento. Come tale fa appello all’iniziativa autonoma dei diversi attori perché per la sua realizzazione è necessario l’impegno attivo e la cooperazione dell’intera collettività cittadina.

La sfida è nell’aver sperimentato e dato vita ad un nuovo modello di governance in grado di coinvolgere tutti i segmenti e gli attori sociali trovando forme di partecipazione e gestione dei processi di sviluppo inedite.

Perché Torino Internazionale dovrebbe essere all’interno di un Club di Qualità

Perché con il processo di pianificazione strategica Torino ha vinto la sfida del coinvolgimento della città su obiettivi di sviluppo condivisi e partecipati dando vita ad un modello di governance che vede effettivamente la partecipazione paritaria di tutti gli attori. Attraverso il modello dell’Associazione come organismo di “concertazione” diffusa e di monitoraggio del Piano, Torino Internazionale ha avuto il merito di far parlare alla città, agli stakeholders e ad un insieme variegato di forze e soggetti sociali lo stesso linguaggio. Torino Internazionale non è soltanto un’azione promossa dall’amministrazione ma un programma di lavoro che impegna tutte le forze sociali economiche e culturali della città nella definizione di una visione condivisa del futuro.

Punti di forza e di debolezza

I punti di forza del progetto sono individuabili nel modello dell’Associazione per lo sviluppo e il monitoraggio del Piano che ha riunito oltre 100 soggetti istituzionali, sociali, economici e si pone come momento di raccordo tra il momento della progettazione e quello della realizzazione. Questo strumento ha consentito la creazione di agende coerenti tra tutti i soggetti e si pone come strumento per “fare sistema” e valorizzare il contributo di tutti i soggetti nelle scelte strategiche per la città, con ricadute positive sulle istituzioni in termini di cultura della governance.

Il punto di debolezza è ravvisabile nella mission - che non è di gestione del Piano ma di aggregazione e monitoraggio. Questo che in sé è un fattore positivo può rischiare di essere un punto di debolezza rispetto alla capacità di incidere sul livello politico che ha il compito di tradurre le scelte in realizzazioni. Un eventuale scollamento tra tempi-obiettivo (che sono i tempi di sistema) e i tempi di realizzazione (che sono tempi amministrativi) rischia di minare il sistema di pianificazione: in quanto processo di pianificazione partecipato la fiducia nella capacità di ciascuno di fare la propria parte è essenziale alla tenuta di sistema.

Per saperne di più:

  • www.forumpa.it
  • www.re-set.it

Dalla rassegna stampa:

 
 
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