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Torino Internazionale  


 
 
Torino - 19 settembre 2003
 
 
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OGGI SIAMO UNA SQUADRA
Editoriale del Presidente di Torino Internazionale
 
 

Il percorso cominciato il 29 maggio del 1998 è stata una delle esperienze più emozionanti e coinvolgenti del mio mestiere di Sindaco. Un´esperienza pensata e voluta ma anche un´avventura andata molto al di là delle aspettative; le vicende che valgono davvero la pena di essere vissute sono previste ma anche sorprendenti, radicate nella storia precedente ma anche profondamente diverse e nuove.

Torino Internazionale è figlia del Forum per lo Sviluppo. Mi ero impegnato ad attivarlo durante la campagna elettorale per la mia riconferma, quattro anni fa. La situazione dell´economia e dell´occupazione era veramente preoccupante. Anche se nessuno osava dirlo esplicitamente, molti pensavano che si sarebbe potuto solo gestire l´inevitabile declino ed accompagnare con prudenza e pazienza la riduzione del potenziale produttivo e sociale della nostra area. Per contrastare questa diffusa rassegnazione, proposi ai principali soggetti economici di iniziare una concertazione permanente allo scopo di favorire lo sviluppo e combattere la crescente disoccupazione. Dopo i primi incontri del Forum durante i quali faticavano a prendere forma progetti convincenti e non era facile resistere alla tentazione di scaricareciascuno sugli altri la responsabilità della stagnazione, si fece strada la suggestione di sperimentare anche a Torino quel modo nuovo di progettare il futuro che aveva funzionato in altre città europee.

Con l´aiuto di persone che già avevano partecipato alla costruzione di piani strategici di successo, di ricercatori sul "caso Torino" e soprattutto di tanti protagonisti della nostra realtà locale, non solo è stato elaborato un buon esempio di piano strategico ma, cosa ben più importante, siamo riusciti a cambiare radicalmente la mentalità se non ancora di tutti i torinesi certamente di coloro che hanno responsabilità e potere nelle diversi componenti del sistema-città. Quando leggo che nei programmi dei candidati a Sindaci argomenti come il posizionamento internazionale di Torino o la sua vocazione cultural-turistica sono considerati priorità assolute non posso non ricordare che soltanto tré anni fa prospettive di questo genere venivano giudicate dai più utopistiche o addirittura svianti rispetto ai "veri" problemi, per non dire le "vere" tragedie, di questa nostra area urbana. Che cosa può essere successo, in realtà? Provo a dare una mia spiegazione. Per secoli Torino ha funzionato come un sistema solare: al centro il sole e intorno tanti pianeti che avevano come principale preoccupazione quella di avere buoni rapporti con chi stava al centro.

IL fare squadra tra satelliti non era funzionale all´esistenza del sistema e il sole certamente non aveva alcun interesse che ciò avvenisse. Coloro che avversavano il sole, d´altra parte, bruciavano tutte le loro energie in questa avversione e non ne avevano più per costruire qualcosa di diverso. Per la prima volta, dopo tanto tempo, l´indebolimento oggettivo del centro del sistema, ha posto tutte le altre componenti davanti l´alternativa tra il declinare irreversibilmente oppure il rinascere con una nuova mentalità e nuovi progetti.

Torino Internazionale ha aiutato la società locale a capire ciò che stava succedendo e a scegliere di reagire. Nessuno può sapere se ciò che è avvenuto, a partire dal coraggio con cui è stata avanzata la candidatura olimpica, si sarebbe verificato anche senza Torino Internazionale. Sta di fatto che il momento storico in cui la società torinese ha imboccato la strada di un nuovo sviluppo e di una nuova fiducia in se stessa ha coinciso con il percorso che ci stava portando ad elaborare il piano strategico e, dopo la sua sottoscrizione, a consolidare modalità di lavoro comune finalizzate all´attuazione concreta degli obiettivi e delle azioni esplicitati nel piano. Sono convinto che la stessa decisione del CIÒ sulle Olimpiadi del 2006 sia stata fortemente influenzata dal fatto che io ho potuto presentare a Seul un progetto di sviluppo credibile e condiviso di Torino. Per me l´Associazione Torino Internazionale è un presidio sul luogo dell´accordo. Nel passato si sono creati tanti tavoli e si sono firmati tanti patti. Forse mai si era pensato di incaricare qualcuno di operare, per conto di tutti, allo scopo di facilitare la concretizzazione degli accordi. Si tratta di una logica nuova, di un gioco al quale tutti devono saper stare.

Sono contento di lasciare a chi verrà dopo di me un patrimonio immateriale fatto di visione e di capacità di interazione: si tratta di un valore aggiunto di cui i torinesi hanno un grande bisogno. Per tanti anni ho sentito dire che a Torino ciò che mancava era la capacità di fare squadra. Torino Internazionale ha dimostrato che questo non è più vero. Auguro alla mia città di essere capace di non tornare indietro.

Valentino Castellani
Presidente Associazione Torino Internazionale

 
 
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