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Torino - 20 novembre 2003
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DECIDERE LE PRIORITA' SCEGLIERE GLI STRUMENTI
Editoriale del Vicepresidente di Torino Internazionale
 
 

Quando ho accettato di lavorare a Torino Internazionale, ho pensato alle sfide che molti giovani e giovanissimi vivranno nel 2007, emblematicamente scelto come il giorno dopo le Olimpiadi. Per chi, come me, da sempre si occupa di formazione e ricerca, è importante misurare le proprie azioni quotidiane con scelte che influiranno sul destino della collettività. Per chi è abituato a lavorare tenendo d´occhio il risultato immediato, il buon esito quotidiano di ogni azione, un vasto meccanismo di pianificazione può anche apparire poco utile. Un piano strategico come quello che l´area metropolitana ha sottoscritto diciotto mesi fa è il tentativo di mettere a sistema le numerose certezze e le ancor più numerose incertezze che un territorio complesso può esprimere. E´ stata una scelta difficile, soprattutto perché non necessaria, non decisa dalle leggi, ma solo dalla volontà dei principali attori del nostro sistema socio economico. Un anno dopo la trasformazione di questo patto in associazione, il piano è oggi messo alla prova da una molteplicità di urgenze. Quelle che appena ieri ci sembravano condizioni estremamente fortunate, oggi sono opportunità da non perdere.

Nello stesso anno dell´avvio dei lavori del piano strategico, la città di Torino si è candidata alle Olimpiadi ed ha istituito insieme alla regione, prima in Italia, un´agenzia per l´attrazione di imprese. Sempre nel 1998, proprio al Politecnico abbiamo avviato l´incubatore per le imprese tecnologiche e abbiamo lavorato con gli enti locali e le fondazioni bancarie per portare a Torino il centro di ricerche di una grande azienda tecnologica come Motorola. Il processo di trasformazione deciso da una élite ancora piccola e solo in parte consapevole è diventato un volano per molte altre iniziative: da Turismo Torino al Convention Bureau, da Environment Park all´Istituto Superiore Mario Boella, dalla Film Commission al Virtual Reality e Multimedia Park passando per il nuovo Museo del Cinema alla Mole. Ora il tempo sembra scivolare via molto velocemente, ogni secondo, ogni decisione sembra più preziosa che in passato, perché abbiamo davanti un traguardo ineludibile, quello del febbraio 2006, a cui vogliamo arrivare pronti, e con le idee chiare sul dopo. Soprattutto, pronti a far crescere i settori in cui abbiamo scelto di investire.

Per questo credo che i compiti dell´Associazione, per almeno i prossimi due anni di lavoro, debbano essere chiari e precisi. Siamo 116 soci, e tutti dobbiamo cercare di essere disponibili a mantenere le promesse che abbiamo fatto, ciascuno svolgendo al meglio i propri compiti. Solo così potremo davvero far fruttare il capitale sociale costruito in questi anni. Dobbiamo portare a termine le infrastrutture, dare qualità alle opere in costruzione, fare in modo che diventino segni della trasformazione e patrimonio quotidiano della città. Dobbiamo attirare risorse umane qualificate, dare loro sedi dove abitare, far nascere nuove imprese, far crescere il tessuto commerciale, aumentare la vivibilità di tutta l´area metropolitana puntando sul turismo e sulle piccole e medie imprese, sui centri di ricerca e di servizi alla persona. Non sono responsabilità attribuibili solo a questo o quell´ente locale. Intendiamo lavorare con la Provincia per dare nuovo impulso alla Conferenza Metropolitana e contribuire a costruire una cultura della cooperazione su scala provinciale che possa dare esiti favorevoli anche nel confronto con le opportunità e le necessità delle valli olimpiche. Vorremmo al più presto ratificare una collaborazione formale con la Regione Piemonte, con cui vi è un confronto continuo su singole azioni, anche tramite strutture operative come Finpiemonte e Ires.

Con enti locali, fondazioni, associazioni di categoria e molte imprese legate al mondo dell´automotive e delle nuove tecnologie stiamo ipotizzando le azioni per la nascita di un distretto dell´ICT che punta a essere una iniziativa pilota in Italia e con forti partnership nel resto d´Europa. Abbiamo già alcuni strumenti a disposizione: una mappa dei progetti dei comuni di area metropolitana, un primo monitoraggio di confronto tra le tempistiche della scadenza olimpica e gli obiettivi del Comune di Torino; stiamo per far partire un progetto sulla qualità dell´arredo urbano e degli edifici che verranno costruiti per impulso delle Olimpiadi. Come ci insegnano le città straniere da cui in questi anni abbiamo cercato di imparare il mestiere, dobbiamo oggi cominciare anche a pensare al secondo piano strategico, quello che dovrà implementare le azioni progettate nel 98 e nel 99. Intanto, il metodo del piano strategico si allarga al resto d´Italia. Abbiamo imparato a guardare lontano. Dobbiamo continuare a farlo, per i ragazzi del 2007, e oltre.

Rinaldo Zich
Vicepresidente Associazione Torino Internazionale

 
 
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