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Torino Internazionale  


 
 
Torino - 19 settembre 2003
 
 
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SEMINARIO SOCI
L┤idea di governance metropolitana Ŕ difficile da riassumersi in precise e concise definizioni. Essa dipende dalla capacitÓ di mettere in atto pratiche innovative nella definizione di obiettivi condivisi, come pure di azioni cooperative.
 
 

Ogni città, ogni territorio deve porre le condizioni di cooperazione capaci di sostenere l´innovazione nella forma più adeguata al proprio genius loci. Le istituzioni del governo locale, il sistema economico, la società civile nelle sue varie articolazioni, il mondo della cultura sono i soggetti di un dialogo che si vuole rispettoso delle responsabilità e della legittimazione di ciascuno, ma è insieme rivolto al superamento di compartimentazioni e separatezze nell´ideazione e nella gestione dello sviluppo locale (ciò che per Torino, tra l´altro, non si limita certo alla "cinta daziaria" ma ha visibilissime e concretissime implicazioni di area vasta e di irraggiamento internazionale). Certo - e qui sta un aspetto certamente delicato della questione - governance e dialogo hanno bisogno di un metodo che favorisca la cooperazione partecipata e la comunicazione, crucialissima, ma sia rispettoso del pluralismo. Che faccia proprio un atteggiamento massimamente inclusivo, ma non sia per questo bloccato nella propria decisionalità. Un metodo, inoltre, che sappia distinguere e che lasci quindi alle istituzioni politiche ciò che soltanto le istituzioni politiche hanno la legittimazione democratica per fare - né espropri la società dei propri spazi di autonomia. Il seminario dei soci di Torino Internazionale del 7 dicembre scorso è stato un esempio felice della ricerca di un metodo utile e corretto per una governance efficace. Esso faceva seguito alla richiesta emersa in assemblea di affrontare in un contesto informale alcuni temi importanti dell´operatività dell´associazione, fare il punto su un certo numero di capitoli generali e particolari e permettere ai soci di confrontare le proprie posizioni. In breve, alcuni punti salienti.

Rodolfo Zich ha passato in rassegna lo stato di avanzamento delle linee strategiche identificate dall´associazione. I primi 18 mesi di vita di Torino Internazionale hanno confermato l´utilità della scelta dell´associazione di agire come infrastruttura a sostegno della progettualità, proponendo tavoli su questioni specifiche, aiutando alcune iniziative a maturare, altre a ottimizzare le risorse, a decollare e a crescere autonomamente, senza surrogare o sostituire in forma impropria competenze esistenti. Semmai, è emersa l´esigenza, anche in rapporto alle effettive forze dello staff di Torino Internazionale e delle risorse a disposizione, di procedere a qualche forma di selezione dei molti dossier presentati.

Ancora sul metodo: Mercedes Bresso ha sostenuto l´importanza della collaborazione fra la Conferenza metropolitana, sede di confronto su base volontaria tra Provincia e amministrazioni comunali dell´area, e Torino Internazionale. Viene così ad essere formulata l´idea di una struttura tecnica di coordinamento funzionale unitaria tra le due realtà - come pure emerge l´opportunità di un maggiore coinvolgimento dei sindaci e dei Patti territoriali: lo sviluppo è una questione indivisibile tra Torino e il territorio.

Un´offerta pubblica di collaborazione è stata lanciata dal vicesindaco di Torino, Marco Calgaro, nel suo intervento sui giovani come protagonisti dello sviluppo e come risorsa della città. È necessario scommettere sulla crescita della loro capacità imprenditiva, lavorando sull´autonomia abitativa, gli strumenti di finanziamento mirato a progetti, l´offerta di luoghi fisici per il loro protagonismo culturale ma anche economico.

Sergio Chiamparino, presidente dell´Associazione e sindaco di Torino, ha ricordato l´obiettivo fondamentale di perseguire l´integrazione nel sistema economico locale della tradizione della manifatttura e della nuova vocazione delle tecnologie della comunicazione. A questo obiettivo ha risposto il progetto del distretto ICT (Information & Communication Technology), nell´ambito del quale la telefonia di nuova generazione, le tecnologie del wireless, la comunicazione satellitare diventino eccellenze competitive specifiche del sistema territoriale.

Nel corso del dibattito, Valentino Castellani, presidente del Toroc, ha sottolineato come il percorso di avvicinamento all´appuntamento olimpico richieda che la definizione delle strategie e l´attuazione dell´amplissima progettualità connessa non resti di esclusiva titolarità delle istituzioni quali il Toroc o l´Agenzia, ma si trasformi in priorità e veda l´assunzione di responsabilità di ciascun attore. Le Olimpiadi debbono essere colte come una linea strategica trasversale, se si vuole che la loro ricaduta dispieghi i suoi molti potenziali effetti positivi e sia incorporata nel futuro del territorio. Anche questa è un´importante, e solo apparentemente ovvia, indicazione di metodo. Il seminario ha segnato l´avvio di una buona pratica: si attendono prossime puntate.

Marco Demarie
Direttore Fondazione Agnelli

 
 
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