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Torino Internazionale  


 
 
Torino - 19 settembre 2003
 
 
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UNA SFIDA INTERNAZIONALE
Editoriale del Presidente dell'Unione Industriale di Torino
 
 

Elevare la caratura internazionale di Torino è la sfida che coinvolge tutti i soggetti della società civile per i prossimi anni.

Per certo, il progetto di rilancio della nostra città passerà attraverso l´evento olimpico del 2006, ma per trasformare la celebrità di quindici giorni in un risultato concreto e duraturo è necessario percorrere, in parallelo, altre strade.

In primo luogo, dobbiamo valorizzare e promuovere all´estero le eccellenze di Torino. Lo stile piemontese, elegante e schivo, ha spesso peccato di modestia. Anche in questo campo l´insegnamento viene dal mercato: di fronte alla competizione globale è nostro dovere rivendicare con orgoglio il patrimonio di conoscenze, di competenze, di cultura che abbiamo sviluppato nel tempo.

Torino è la sede del primo distretto tecnologico nazionale, frutto del dinamismo e del livello qualitativo raggiunto dalle attività di ricerca e innovazione; possiede con il Lingotto il più grande centro congressi d´Italia, elemento indispensabile per entrare a far parte di un circuito internazionale dei grandi eventi; ha una ricchezza storica e culturale tra le più rilevanti, in grado di farne un punto nevralgico nel panorama turistico sovra nazionale.

Oltre all´attività promozionale, rivestirà un´importanza strategica la rete di relazioni, forti e permanenti, che riusciremo ad intessere sul piano internazionale, per svolgere un ruolo di primo piano sulla scena comunitaria.

Su entrambi questi fronti l´azione di Torino Internazionale ha il merito della lungimiranza e il pregio della continuità.

L´associazione si sta ora impegnando per attirare sotto la Mole la sede di importanti organismi internazionali, i cui effetti in termini di prestigio, occupazione e crescita economica sarebbero rilevanti per l´intero sistema. Sono tre, in particolare, le candidature alle quali Torino Internazionale sta lavorando, in coerenza con le vocazioni dell´area e con le competenze già espresse: quale sede dell´Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare, dell´European Brain Research Institue e dell´Agenzia Europea dei Brevetti. In tema di sicurezza alimentare, Torino e il Piemonte possono vantare l´esperienza maturata in questi anni, con punte di eccellenza sui programmi di vigilanza e di monitoraggio.

Quanto alla creazione di un Centro europeo, interamente dedicato a studi sul cervello (EBRI), Torino può ambire ad ospitarlo sulla scia degli importanti sviluppi maturati nel campo della ricerca scientifica e tecnologica. Altrettante ragioni può far valere per la designazione a sede dell´Agenzia Europea dei Brevetti, non solo per la sua solida vocazione tecnologica, ma anche in virtù di un posizionamento ideale, nel cuore del continente.

Grande attenzione va attribuita anche alle ricadute che queste scelte avrebbero.

Portare un´organizzazione internazionale in una città significherebbe innanzi tutto donarle prestigio, ma anche creare nella nostra area una maggiore sensibilità e un interesse più attento verso l´attività svolta. Vorrebbe dire, in sostanza, attivare un circuito virtuoso che avrebbe riflessi in campo scientifico, culturale e in quello più vasto delle attività economiche.

Ancora più marcati gli effetti in termini di posti di lavoro: profili qualificati e altamente specializzati potrebbero trovare occupazione sia all´interno dell´organizzazione sia nell´indotto che necessariamente dovrà supportarla.

A beneficiarne, infine, sarebbe l´intero mercato locale, perché ad esso la struttura si rivolgerebbe per la fornitura di prodotti e di servizi necessari alla creazione e al mantenimento dell´organizzazione internazionale.

Ma al di là dei successi che effettivamente riusciremo ad ottenere, quello che appare significativo già oggi è il lavoro della città nell´elaborazione di proposte e ipotesi, l´atteggiamento pragmatico con il quale affronta le sfide a venire.

Abbandonato lo scetticismo di ieri, la nostra società sta guardando con fiducia al domani, attraverso un progressivo interscambio con altre realtà, nuovi progetti e linee d´azione. Ciò, naturalmente, non vuol dire ignorare i passaggi difficili con i quali ci dovremo misurare, quanto piuttosto considerarli uno stimolo, nella consapevolezza collettiva delle capacità, delle risorse e delle opportunità di cui la città dispone per diventare artefice del proprio destino.

Guardo, dunque, con fiducia al futuro di Torino, in ragione dell´impegno e della determinazione con i quali anche Torino Internazionale persegue gli obiettivi di crescita e di qualificazione della città.

Sergio Pininfarina
Presidente Unione Industriale di Torino

 
 
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