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Torino - 19 settembre 2003
 
 
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COMUNICAZIONE E PUBBLICITA' A TORINO
Editiriale dell'amministratore delegato di Bgs D'Arcy
 
 

La pubblicità torinese ha una presenza forte sul mercato, che non ha conosciuto cedimenti negli anni e che continua ad essere un punto di riferimento nazionale ed internazionale, anche per dimensioni aziendali e occupazionali.

Benché sia ardito fare valutazioni statistiche, dal momento che quella della comunicazione è una realtà molto sfaccettata, il numero di persone che vivono di pubblicità a Torino supera certamente il migliaio. Un numero di tutto rispetto, ma verosimilmente valutato per difetto, soprattutto se consideriamo i servizi di comunicazione interni alle aziende, i nuovi mestieri del web e un indotto di partite IVA diffuso, ma non facilmente stimabile.

Mi è caro sottolineare come questi dati oggi incoraggianti siano frutto della lungimiranza di persone che hanno compreso nei decenni scorsi l´importanza della comunicazione e della pubblicità. Torino, storico crogiolo di innovazioni e sperimentazioni, scopre la pubblicità in tempi lontani: la presenza nella sua area di grandi realtà di mercato, come Fiat, Ferrero, Lavazza, Martini & Rossi, Carpano e Gancia, che comprendono fin dal primo ´900 l´importanza di una grande visibilità sul mercato, vede già fin dagli anni ´50 il sorgere di un´aggressiva professionalità specialistica.

Accanto alle grandi aziende, infatti, nascono e si sviluppano le prime agenzie di pubblicità, create da uomini che intuiscono la portata di questa novità, coniugandola a un´attenzione tutta torinese agli stimoli nuovi e alle avanguardie dell´espressione artistica. Emblematica a questo proposito la lezione di Armando Testa, personaggio di grande carisma, artista e raffinato cartellonista, che riuscirà a legare la tradizione dell´affiche alla pubblicità televisiva.

La novità di Testa non rimane però un caso isolato. Poco dopo nasceranno altre agenzie dall´iniziativa di personaggi come Gaspardone, Dolci, Sanguinetti, Barale e altri.

Se Milano, favorita dal suo asse logistico, ha avuto il privilegio di recepire la lezione americana importando linguaggi, figure professionali, know how, tanto da diventare la capitale italiana dell´advertising, Torino è riuscita a mantenere il ruolo incontestabile di secondo polo, rielaborando a proprio modo la lezione americana.

Sul finire degli anni ´60 si sviluppa una seconda generazione di imprese di pubblicità come Canard, e quella che oggi si chiama BGS D´Arcy.

Queste agenzie, nate in un contesto più maturo, si misurano con una realtà diventata più ampia e che impone loro fin da subito una logica di espansione territoriale. La pubblicità torinese allarga i propri confini e apre sedi a Milano e a Roma, dimostrando una spiccata attitudine imprenditoriale e una rimarchevole flessibilità alle esigenze del mercato, e tuttavia mantenendo inalterata la propria attitudine a rielaborare nuovi stimoli in chiave del tutto autonoma. Meriterebbe un´analisi ben più attenta il caso delle numerose campagne che vengono diffuse in tutto il mondo ma sono made in Turin: è il caso della BGS D´Arcy, e non solo.

La comunicazione a Torino oggi non è solo pubblicità: è viva l´attenzione ai nuovi stimoli mediatici e stanno assumendo contorni importanti alcune case di produzione e numerose web agencies.

L´attenzione al "nuovo", alla cura del cliente e alla qualità dei risultati è un carattere torinese che si rinnova costantemente e che fornisce alla città una ragione supplementare di fiducia in se stessa.

Silvio Saffirio
Amministratore delegato Bgs D´Arcy

 
 
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