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Torino - 1 novembre 2003
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home | Tam Tam | Archivio | Anno 2003 | Numero 2 | Barcellona: 15 anni dopo
 
 
BARCELLONA: 15 ANNI DOPO
Qualsiasi strategia Ŕ un processo che comporta la necessitÓ di una sua continua attualizzazione e revisione, al fine di adattare le analisi e le ipotesi strategiche iniziali alle mutevoli sfide con cui deve confrontarsi qualsiasi organizzazione.
 
 


Questa condizione non è però sufficiente a garantire che l´esito del processo sia positivo, soprattutto nel caso in cui soggetto della pianificazione strategica sia una città o un territorio metropolitano. La storia, relativamente breve, della pianificazione strategica urbana, le grandi trasformazioni dello scenario economico europeo, uniti ad altri aspetti che hanno contribuito a modificare sostanzialmente la posizione strategica degli spazi territoriali locali e regionali, sono elementi che hanno portato ad un nuovo pensiero nello sviluppo economico delle città e delle aree urbane. Pensiero che ricorre alla strategia come vincolo e relazione per definire modelli, obiettivi e linee prioritarie di azione.

Barcellona cominciò questo processo nel 1988, in un periodo di piena trasformazione urbana e con la motivazione delle Olimpiadi del 1992. Le sfide alle quali doveva dare risposta questo tipo di approccio, concretizzato con il primo Piano strategico approvato nel marzo del 1990, si concentravano intorno a due aspetti principali: le nuove opportunità generate da un progetto come le Olimpiadi e l´ingresso della Spagna nell´Unione Europea, con le conseguenze in termini di mercato e di competitività di Barcellona rispetto ad altri importanti ambiti urbani europei.

Successivamente, con lo scopo di dare seguito alle richieste di miglioramento del Piano, si formularono e approvarono, nel 1994 e nel 1999, il Secondo e il Terzo Piano strategico. Il Secondo piano si fondava sull´intenzione di accrescere la proiezione internazionale dei settori produttivi con maggiori capacità competitive nel nuovo scenario economico internazionale, caratterizzato dalla globalizzazione e dalla internazionalizzazione dei mercati. Il Terzo piano, invece, dedicò in buona parte la sua attenzione ai più importanti cambiamenti delle condizioni di vita della città e dei suoi cittadini, tenendo conto dei processi migratori e dell´invecchiamento della popolazione.

In tutti e tre i processi di sviluppo e implementazione del Piano strategico sono stati utilizzati diversi metodi per assicurare la realizzazione degli obiettivi e valutare in ciascun caso l´opportunità di una revisione o della scrittura di un nuovo Piano. Questo meccanismo faceva uso di diversi strumenti: i gruppi di discussione che prevedono la partecipazione degli attori implicati nella implementazione delle azioni, l´elaborazione di schede che individuano per ciascuna linea strategica gli obiettivi previsti e il loro livello di realizzazione, report di valutazione globale sulle trasformazioni della città, azioni di informazione sulle evoluzioni complessive sia della città che del Piano, indagini dirette dal Consiglio Generale del Piano strategico, un´attenzione vigile verso le notizie apparse sui media, dibattiti, seminari e incontri con gli attori pubblici e privati responsabili della realizzazione delle proposte. Gli elementi raccolti attraverso questi strumenti, ordinati e strutturati, permettono di elaborare rapporti annuali sull´implementazione del Piano strategico che forniscono dati di rilievo sia per valutare, sia per proporre l´elaborazione di un nuovo Piano, anche in funzione del tasso di realizzazioni precedenti.

Una questione è rimasta latente in questi tre piani strategici: quale sia l´ambito territoriale più adeguato per elaborare una strategia per competere nello scenario delle aree metropolitane europee. Con l´obiettivo di definire una partizione di territorio e le sue strategie congiunte, è nato nel marzo 2003 il Primo Piano Strategico Metropolitano di Barcellona, che testimonia un´accresciuta capacità strategica e nuove opportunità di sviluppo. In questo modo si è definita la strategia per 36 comuni, con un´estensione territoriale di 600 kmq e una popolazione di 2.9 milioni di abitanti.

Il processo portato avanti negli ultimi 15 anni è stato possibile grazie ad una struttura organizzativa rappresentativa di un´ampia parte della società urbana, amministrativa, economica, sociale, istituzionale e culturale di tutto l´ambito territoriale al quale il Piano fa riferimento. Il Consiglio Generale è infatti composto da più di 300 istituzioni di tutta l´area metropolitana e può contare su due aspetti, garanti del buon esito della sua azione: la forte leadership assunta dal Municipio di Barcellona e la continuità garantita dall´equipe tecnica di coordinamento che ha operato e opera come organizzatrice, coordinatrice e animatrice del dibattito strategico. Si può affermare senza esitazioni che il risultato di questo ampio e esteso processo, si riflette nella presenza nella città e nell´area metropolitana di una cultura strategica e di una capacità di proiettarsi nel medio e lungo periodo. Uno degli esiti del Piano sta nella capacità di trasmettere questo messaggio, nel sollecitare un dibattito permanente e nell´ottenere quote importanti di consenso e adesione.

Francesc Santacana
Coordinatore generale del Piano strategico dell´Area Metropolitana di Barcellona
www.bcn2000.es

Torino - un rapporto sul piano strategico
Da quando, nel febbraio del 2000 alcuni tra i principali rappresentanti di istituzioni, di enti pubblici e privati, di sindacati e aziende dell´area metropolitana torinese, hanno sottoscritto il Patto di adesione al Piano strategico Torino Internazionale, sono passati quasi 3 anni, si è costituita l´Associazione, che oggi conta 125 Soci. Molte cose sono successe non solo in città, ma anche a livello nazionale, europeo e mondiale. Alcuni scenari, che allora sembravano plausibili o auspicabili, sono diventati, o stanno diventando, realtà concrete. Altri invece sono stati progressivamente modificati da fatti avvenuti nel frattempo. I Soci e il Comitato di Coordinamento dell´Associazione hanno espresso l´esigenza di verificare a che punto si è giunti nella realizzazione delle azioni e nel perseguimento degli obiettivi che sono contenuti nel Piano strategico della città. Per aiutare a indirizzare questo lavoro proponiamo il contributo di Francesc Santacana che racconta l´esperienza di una città che tra le prime ha scelto il metodo della pianificazione strategica e che ha aiutato Torino a intraprendere questo percorso.

Tappe di avvicinamento
I gruppi di lavoro sono il cuore del progetto Torino Internazionale: un appuntamento che si rinnova ogni 6 mesi, durante il quale molti dei principali attori, pubblici e privati, dell´area metropolitana torinese, espongono, condividono e discutono i dati in loro possesso e le principali considerazioni intorno a ciò che sta succedendo ai progetti strategici dell´area. L´Assemblea dei Soci ha affidato a tale strumento il compito di fare, nelle prime settimane di luglio, una fotografia dell´avanzamento del Piano strategico. Tale quadro frammentato verrà analizzato dal Comitato Scientifico il quale proporrà una impostazione metodologica che ritmerà le prossime tappe del lavoro, fino al primo rapporto sul piano. Nell´autunno l´Associazione organizzerà 4 seminari con lo scopo di approfondire dal punto di vista teorico le principali tendenze che incidono in maniera decisiva sugli scenari plausibili per l´area metropolitana torinese. Trasformazioni ed opportunità urbanistiche, immigrazione, qualità della vita ed integrazione sociale, finanza e prospettive tecnologiche, alcuni degli argomenti di un calendario che si sta definendo.

 
 
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