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Torino - 1 novembre 2003
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home | Tam Tam | Archivio | Anno 2003 | Numero 2 | GIOVANI E IDEE A TORINO
 
 
GIOVANI E IDEE A TORINO
 
 

Cos´è l´open space technology
È stato creato nella metà degli anni ´80 da un esperto americano di scienza delle organizzazioni, Harrison Owen, quando si rese conto che le persone che partecipavano alle sue conferenze apprezzavano più di ogni altra cosa i coffee break. I seminari organizzati secondo la metodologia OST non hanno relatori invitati a parlare, programmi predefiniti, o espedienti organizzativi. I partecipanti, seduti in un ampio cerchio, apprendono nell´arco della prima mezz´ora come faranno a creare la propria conferenza. Chiunque intende proporre un tema per il quale prova sincero interesse, si alza in piedi e lo annuncia al gruppo, e così facendo assume la responsabilità di seguire la discussione e di scriverne il resoconto. Quando tutti gli intenzionati hanno proposto i propri temi, viene dato avvio alla prima sessione di lavoro e si comincia. Alla fine della giornata sarà distribuito ai partecipanti il resoconto di tutte le discussioni svolte.

Pochi elementi guidano l´evento. Quattro principi: 1. Chi partecipa è la persona giusta; 2. Qualunque cosa succeda va bene; 3. Quando si inizia si inizia; 4. Quando si finisce si finisce. E la legge dei due piedi: "se ti accorgi che non stai né imparando né contribuendo alle attività, alzati e spostati in un luogo in cui puoi essere più produttivo". All´interno dell´OST vengono riconosciuti comportamenti che tutti tendiamo ad assumere in situazioni collettive, ma in un contesto in cui le buone maniere sono temporaneamente ribaltate: non è scortese spostarsi da un luogo all´altro, anche mentre qualcuno sta parlando, e non lo è allontanarsi da un gruppo di lavoro se ci si vuole intrattenere con qualcuno. Ci sono due metafore che vengono evocate e incoraggiate nell´OST, il bombo e la farfalla. Il bombo è rumoroso, si sposta da un luogo all´altro, e tende a impollinare, fertilizzandoli, i luoghi in cui si posa; la farfalla, anch´essa in continuo movimento, è silenziosa e gradevole, e crea degli spazi di distensione e di relax per gli altri partecipanti.

In sintesi nell´OST gli unici responsabili di un evento noioso o poco stimolante sono i suoi stessi partecipanti, e questa consapevolezza, inspiegabilmente, rende i lavori più intensi, appassionati e produttivi. Nessuno ha totalmente il controllo di ciò che sta succedendo, ma il risultato è di straordinaria creatività e responsabilizzazione.

Iolanda Romano - Avventura Urbana

Che succede?
Cos´è questo fermento? Vuoi vedere che si riesce a smuovere un po´ le acque, a fare breccia nella indifferenza dei più? Ma andiamo con ordine. Prendiamo spunto dall´incontro di fine giugno, l´occasione giusta per guardarsi in faccia e capire quali strade intraprendere per migliorare i rapporti tra giovani, istituzioni e realtà associative. E per fare chiarezza su quale possa essere il contributo dei ragazzi alla vita della città, e quale il ruolo della città nel favorirne l´espressione. E che cosa viene fuori? Beh, ovvio, una gran confusione degna dei migliori e più coloriti bazar, idee in libera esposizione e proposte incandescenti. Il tempo non ha permesso di approdare a decisioni, ma è bastato perché tutti manifestassero la volontà di proseguire lungo il sentiero appena intrapreso. E il sentiero porta dritto ad un incontro, in cui si cercherà di tirare un po´ le somme. Quello che succederà, nessuno lo sa, ma considerate che se vi state annoiando siete gli unici responsabili di ciò che vi sta succedendo. Per adesso, la noia non sembra riguardarci affatto.

Matteo Fornaca - Associazione Alovanur

Creatività e concretezza

La fase iniziale di "Giovani e Idee a Torino" è stata un´occasione per dar voce alle proprie idee, ai propri desideri e ai propri dubbi, con la consapevolezza di essere ascoltati e presi in considerazione. Punto di forza è stata la capacità di radunare un considerevole numero di giovani attorno a questo tema e a questa idea partecipativa. Giovani provenienti dalle realtà più disparate, che si sono ritrovati per 2 giorni a lavorare insieme, dialogando, confrontandosi e tentando di giungere ad un punto di vista comune. I partecipanti sembravano molto motivati: raramente viene dato loro un ruolo da protagonisti e da interlocutori privilegiati nella progettazione di nuove politiche giovanili. La tecnica dell´ost ha permesso la libera proposizione di idee e, all´interno di gruppi di più ridotte dimensioni, la possibilità per tutti di esprimere la propria opinione. Un punto di debolezza è l´assenza di limiti alle proposte: pensata per non limitare la creatività dei giovani coinvolti, la metodologia ha forse comportato poca concretezza nelle proposte fatte. Inoltre in un contesto del genere è inevitabile che emerga chi ha più capacità dialettica, chi ha già avuto occasione di riflettere, chi ha più strumenti per esprimere i propri bisogni e le proprie idee.

Elisa Ruscello e Roberto Tassi - Gioc

Professionalità al servizio della creatività
Lasciare che le idee fluiscano liberamente, farle emergere e coglierne il grado di innovazione, aiutarle a realizzarsi senza ingabbiarle negli schemi - tanto necessari quanto rigidi e formali - dell´economia. Un progetto a cui Artigianato Torino C.A.S.A. aderisce, mettendo a disposizione le proprie strutture di accoglienza e la propria professionalità, condividendone l´approccio innovativo. Durante le due giornate di Open Space Tecnology è stato istruttivo sentire i giovani parlare di creatività e "imprenditività", e non imprenditoria. Cosa c´è, d´altra parte, di più vicino ad un artigiano di quella capacità di sposare "saper fare", creatività, coraggio e volontà di dare spazio alla propria capacità di intraprendere? I giovani hanno parlato di bisogno di informazione chiara, efficace, capace di indirizzare e far germogliare idee che spesso restano inespresse o irrealizzate. È il compito cui l´Associazione si sente chiamata. In un mercato del lavoro in grande evoluzione c´è assoluto bisogno di creatività. Ma c´è anche la necessità di ascoltare da parte di strutture che, radicate da anni sul territorio, rischiano per miopia di non saperne cogliere le evoluzioni. Aver aderito a questo progetto è per noi anche questo: ascoltare e cercare di rinnovarci, ponendo la nostra esperienza e professionalità al servizio di quella creatività che è motore di innovazione.

Barbara Chiavarino - Artigianato Torino Casa

 
 
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