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Torino - 8 marzo 2004
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home | Tam Tam | Archivio | Anno 2003 | Numero 3 | Torino. Vista da Londra
 
 
TORINO. VISTA DA LONDRA
 
 

Ciò che segue è una sintesi delle considerazioni elaborate dopo un certo numero di sopralluoghi, svolti con l’intento di esaminare in profondità alcune città europee, comprendere come stiano lavorando per il proprio futuro e proporne l’esempio alle principali città britanniche.
www.lda.gov.uk

Per valutare le città visitate è stato utilizzato un set di parametri individuato in precedenti studi specifici, ed è emerso che, rispetto a questi ultimi, la città di Torino ottiene ragguardevoli risultati, sia per l’ampia varietà di singoli progetti altamente qualificanti, sia per l’adozione da parte della comunità locale di una visione strategica complessiva che li comprende. Tale visione, in particolare, può essere lo strumento chiave per consentire il miglioramento delle performance di alcuni parametri, attualmente valutati come insufficienti o mediocri. Due documenti sono fondamentali per interpretare i recenti cambiamenti di Torino: il Piano Regolatore Generale, adottato dal Sindaco Valentino Castellani nel 1995, e il Piano strategico di Torino, del 2000. Il primo ha dato una forma nuova alla città, riorganizzando il traffico urbano in tre Spine in modo da connettere il centro città con le aree periferiche, decongestionare il centro cittadino aumentando i trasporti suburbani, e costruire ampi viali di scorrimento in città. L’effetto principale di questo Piano è stato quello di definire un livello metropolitano per lo sviluppo futuro di Torino, allargare le dimensioni del centro urbano, incrementare le reti di connessione ICT e consentire un migliore utilizzo della città da parte dei suoi abitanti. Il Piano strategico Torino Internazionale, iniziato nel 1998 e poi adottato dal Sindaco Chiamparino, è una visione strategica complessiva che definisce il carattere e il ruolo futuro di Torino, e delinea le iniziative chiave necessarie per realizzarli. È un piano per la promozione della città, sia in termini di sviluppo effettivo, sia in termini di capacità a comunicarne i punti di forza, avendo in mente un audience internazionale e un orizzonte dai 10 ai 20 anni. I due strumenti citati, entrambi adottati con forza dalla Città di Torino, si affiancano e allo stesso tempo contengono molte altre importanti iniziative della Provincia di Torino e della Regione Piemonte, e una varietà di progetti provenienti dal settore privato.

Sinteticamente, sembrano essere sei gli elementi portanti in gioco, in grado di mobilitare risorse e guidare gli sforzi di cambiamento e modernizzazione. In maniera implicita o esplicita, quasi tutte le attività si concentrano su questi sei assi:
-infrastrutture;
-promozione e leadership;
-economia e sviluppo;
-internazionalizzazione;
-recupero e rigenerazione;
-qualità della vita.

Tra i parametri di competitività citati alcuni in particolare evidenziano quali siano i punti di forza di Torino: la sua fama per la ricerca e lo sviluppo è di livello europeo, sia per l’importanza dell’Università e del Politecnico, sia per la professionalità del settore privato. Un secondo punto di forza è la straordinaria capacità di innovazione delle imprese e la stupefacente interazione economica tra gli operatori della città. Per quanto riguarda i punti di debolezza, il rinnovamento delle infrastrutture e degli spazi culturali non è ancora concluso né completamente integrato, e la qualità degli insediamenti residenziali non è eccellente; infine, molti commentatori sono concordi nel dire che, a fronte dei massicci afflussi di immigrati, la società torinese non ha ancora raggiunto soddisfacenti livelli di integrazione e coesione. Tuttavia essa possiede i mezzi per trasformare un problema odierno in una risorsa futura. Sintetizzando, Torino mostra una profonda autocoscienza di sé, delle proprie risorse e delle debolezze ed opportunità che deve saper fronteggiare: il settore pubblico, in particolare, si è dimostrato assai lungimirante nel preparare il campo a nuove opportunità, che il settore privato mostra di saper cogliere. L’esempio che Torino dà alle città inglesi è di una robusta capacità di leadership e di una visione strategica del futuro; di una disponibilità a sostenere le eccellenze economiche attraverso un sistema di ricerca e formazione di primo livello; di coraggiosi e imponenti investimenti in infrastrutture; di una nitida strategia di internazionalizzazione, e di essere in grado di avviare politiche di governance metropolitana. In breve, Torino si mostra capace non soltanto di essere in competizione con altre città europee, ma di sapere anche mostrare loro la strada.

Greg Clark
Direttore Strategia London Development Agency

la pianificazione si mette in rete
Torino Internazionale per conto della Città di Torino ha firmato, il 17 ottobre, nell´ambito dei lavori dell´Assemblea Nazionale ANCI, un Protocollo di Intesa con le città di Firenze, Trento, Venezia, Verona, Spezia e Pesaro per la creazione di una rete di città italiane con piani strategici che a sua volta si farà promotrice di una rete internazionale delle città strategiche. La rete internazionale avrà il compito di sviluppare l’attenzione delle istituzioni comunitarie per il ruolo che le città svolgono nel rafforzamento del processo di integrazione europea e la concretizzazione degli obiettivi comunitari.

Aida - associazione italiana development agencies
Il 6 novembre i 7 soci fondatori di AIDA, tra i quali l’Associazione Torino Internazionale, si sono incontrati a Sesto San Giovanni per la firma dello statuto e dell’atto costitutivo. Tra il 1995 e il 2002, secondo un’indagine del Formez, il numero delle agenzie di sviluppo locale sul territorio nazionale è passato da 39 a 190. AIDA nasce per coordinare queste realtà, proponendo attività politico istituzionali, tra le quali l’elaborazione di indirizzi per le politiche di sviluppo a livello locale, regionale e nazionale, attività di promozione culturale ed elaborazione tecnico-scientifica come l’organizzazione di convegni ed eventi pubblici, la pubblicazione di testi e materiali divulgativi e la realizzazione di studi, ricerche e analisi di benchmarking.

 
 
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