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Torino - 27 aprile 2004
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STRATEGIE DI IMMAGINE URBANA
 
 

Èil titolo ambizioso dello studio promosso da Torino Internazionale, redatto dal Politecnico di Torino, in stretto rapporto di collaborazione con gli Uffici Tecnici della Città di Torino e gli Assessorati alla Viabilità e Cultura. Finalità dello studio la lettura dei valori consolidati e potenziali nella trama degli spazi pubblici torinesi, e le linee guida di progetto per migliorarne funzionalità e immagine.

Innovando le metodologie utilizzate nei rari casi in cui si sono perseguite finalità analoghe, la fase propositiva si fonda su affidabili basi di carattere storico-urbanistico, e configura quell’immagine urbana di riferimento per Torino che, come la sua storia, è solo a lei propria e possa garantirne, quindi, un’autentica specificità. Nell´ambito dell´intero territorio metropolitano, in raccordo con le zone che sono già oggi oggetto di programmi autonomi di qualificazione (Spine, Progetto Periferie, Urban, Torino Città d´Acque) lo studio individua, analizza e progetta le funzioni e il paesaggio di 10 sistemi di spazio pubblico che nel loro insieme costituiscono la struttura connettiva della città.

Il taglio concettuale della ricerca è inedito e innovativo rispetto al tema affidato: lo spazio pubblico viabile e di relazione è interpretato non come residuale rispetto al costruito, ma come struttura spaziale - con valori autonomi ancorchè correlati al costruito - determinante nell’urbanistica della città e nel paesaggio. Alcuni di questi sistemi riassumono luoghi notevoli, complessi urbanistici unitari e di consolidata immagine come le Piazze Neoclassiche, la Circonvallazione Napoleonica e gli assi Bipolari Sabaudi (corso Francia, Stupinigi, Moncalieri, Villa della Regina, Venaria). Altri sono tracciati di più recente pianificazione ancora oggi importanti per il transito motorizzato sia privato che pubblico, ma percorsi con indifferenza e disagevoli per i quartieri che vi si affacciano: le tangenziali urbane nate sul tracciato della ex cinta daziaria del 1912 (corsi Botticelli, Grosseto, Potenza, Lecce, e più a est via Reni, De Sanctis,) e della cinta del 1853 (Tortona, Vigevano, Ferrucci, Bramante), penalizzati da una scarsa identità ambientale e non pronti a ricevere una mobilità più aperta alla pedonalità, alla ciclabilità e un´offerta adeguata di spazi di relazione più domestici e interessanti.

Le indicazioni propositive mirano infatti ad associare alle importanti funzioni di ogni sistema una propria riconoscibile immagine ambientale: a tal fine si sono analizzati i segni della mobilità (sezioni viabili, rotatorie, marciapiedi, piste ciclabili, fermate mezzi pubblici), le alberate e la vegetazione di ornamento, l´illuminazione funzionale (colore della luce e collocazioni), le pavimentazioni, il coordinamento delle attrezzature di arredo urbano e di quelle commerciali, le occasioni per la comunicazione e informazione.

Così come l´arte urbana, anch´essa importante per la qualificazione e la promozione del territorio, ma che necessita di un progetto complessivo che ne individui adeguate collocazioni: "arte da passeggio", ad esempio, per il sistema dei Viali Parco (corsi Re Umberto, Galileo Ferraris) rivisitati dallo studio nella loro originaria impostazione, dove opere a scala di pedone dialogheranno con gli elementi e i materiali dell´arredo urbano. Ad altre opere sarà invece richiesta un´interpretazione tematica di alcuni simboli della cultura torinese: è il caso delle nuove Porte Urbane dette anche Novissime, sette luoghi disposti a corona sulle principali direttrici di ingresso a Torino che lo studio ha individuato per arricchire di suggestioni la mappa percettiva della città e pensando che da lì possano generarsi interventi estesi ai quartieri limitrofi.

In 150 schede sono raccolte, come in una guida illustrata, le informazioni riguardanti ogni singolo sistema spaziale: una documentata lettura storica, i rilievi funzionali e ambientali, i punti di forza e di debolezza, le proposte di intervento alle diverse scale, dall´ambito urbano al dettaglio, le modalità di approccio operative, concorso o attività interna agli Uffici, le gerarchie temporali di intervento. Ne deriva uno strumento guida innovativo e indispensabile per il futuro dell’area metropolitana di Torino: importante per il coordinamento di chi, come gli Uffici Tecnici, ne ha condiviso l´elaborazione e per chi a diverso titolo, progettisti e/o promoter, interverrà in futuro nel processo di qualificazione della città.

Lo studio è stato redatto dal Politecnico di Torino, Dipartimento di Progettazione Architettonica (G. De Ferrari, C. Germak, C. Ronchetta, E. Barone) e dal Dipartimento Casa Città (V. Comoli, M. Viglino, C. Bartolozzi)

Claudio Germak
Dipartimento di Progettazione Architettonica, Politecnico di Torino

 
 
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