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Torino - 27 aprile 2004
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home | Tam Tam | Archivio | Anno 2003 | Numero 3 | Le citta' metropolitane
 
 
LE CITTA' METROPOLITANE
 
 

Le città Metropolitane Non sono solo un livello istituzionale previsto dalla Costituzione ma soprattutto il luogo politico ove appare più intenso il condensato di bisogni e domanda politica, di storia e di simbolologie, di funzioni svolte e di servizi richiesti. Basta pensare a quanto persone ogni giorno “consumano” la città pagando le tasse altrove! Basta pensare a come una città come Torino debba contemporaneamente affrontare i problemi ordinari di tutti i Comuni ed in più i problemi come il destino della Fiat che condizionano non solo l’area metropolitana, ma per certi aspetti l’intero Paese. Per dirla con Bagnasco, le città capoluogo sono uno dei nodi cruciali a partire dai quali si riarticolano oggi i poteri fra il livello nazionale e sopranazionale scossi dalla globalizzazione e quello locale. Prima di tutto c’è quindi il problema dei poteri.

Non ha alcun senso che si continui a fingere che Torino sia uguale a Carmagnola o a Salerano Canavese. Solo differenziando i poteri si possono attribuire risorse e funzioni che permettono ad entrambi di funzionare meglio. In secondo luogo c’è il problema delle politiche di area vasta. Nessun contenitore istituzionale è in grado di contenerle tutte alla giusta scala. Solo livelli di cooperazione istituzionale differenziata possono garantirlo. Proprio per costruire questi livelli di cooperazione è necessario un riequilibrio di poteri fra Città capoluogo, Provincia, Regione e Stato Centrale. Questo è il centro della proposta che il Coordinamento dei Sindaci delle Città Metropolitane, di cui sono stato nominato Presidente per il prossimo anno, ha avanzato. Per corrispondere al dettato costituzionale abbiamo poi introdotto un meccanismo volontario e concertato per costruire l’eventuale nuovo soggetto istituzionale, anche nella sua dimensione territoriale. Sulla base di una proposta di delimitazione territoriale definita con il concerto di tutti gli enti interessati, i Comuni coinvolti scelgono. Se la maggioranza (e i 2 della popolazione) dice sì, allora si costituisce la Città Metropolitana nei confini previsti. In caso contrario resta costituita nel Comune capoluogo.

In ogni caso vi sarebbe un soggetto che in campi come quello ambientale, del lavoro, urbanistico e turistico non è sotto ordinato rispetto a Provincia e Regione (salvo che sul piano legislativo), ma acquisisce quella pari dignità indispensabile per concertare davvero le politiche di area vasta e per definire più ambiti di gestione concertata. Queste sono le linee generali del progetto di legge che il Coordinamento delle Città Metropolitane ha approvato nell’ultima riunione di Venezia del 12 novembre scorso. La palla passa ora al Governo - a cui abbiamo chiesto un incontro - e al Parlamento, e crediamo più che mai utile un confronto nei diversi territori con i rispettivi soggetti interessati dalla proposta di riforma. Credo che una riunione della Conferenza Metropolitana, da tenersi nel mese di gennaio, possa essere per noi particolarmente adatta per riflettere sul testo della proposta e sui suoi eventuali sviluppi.

Sergio Chiamparino
Sindaco della Città di Torino

 
 
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