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MARZO 2004
 
 

Bilancia commerciale positiva per 8,6 milioni di euro: il Piemonte chiude il 2003 con una variazione dell´export del -0,4%

ll 2003 si è chiuso per il Piemonte con una sostanziale stabilità nell’export. Dalle informazioni diffuse ieri dall’Istat e rielaborate da Unioncamere Piemonte, nel 2003 la regione ha esportato merci per 29,7 miliardi di euro ed importato per 21,1 miliardi di euro. La bilancia commerciale è rimasta, quindi, positiva per oltre 8,6 miliardi di euro.

L’export è risultato complessivamente in flessione del -0,4% rispetto all’anno precedente, risultato da interpretarsi in maniera sostanzialmente positiva se confrontato con quello delle altre regioni esportatrici italiane (Lombardia -2,7%, Veneto -8,5% ed Emilia Romagna -2,1%) e dello stesso dato nazionale del -4,0%. In un anno nel quale le economie europee, principali mercati per le merci piemontesi, sono rimaste ferme e nel quale l’euro si è notevolmente rafforzato specialmente nei confronti del dollaro, “spiazzando” le nostre merci, riuscire a chiudere sui livelli dell’anno precedente rappresenta un risultato positivo.

“Si tratta ancora di primissime elaborazioni fatte “a caldo”, che andranno successivamente condotte in profondità nelle prossime settimane e mesi, attraverso un incrocio più particolareggiato tra prodotti, Paesi e province. La considerazione generale è quella di riscontrare finalmente un dato migliore rispetto a quello di altre aree del Paese, risultato dal quale partire per poter pensare a scenari di sviluppo orientati ad un maggiore ottimismo” ha commentato il presidente di Unioncamere Piemonte, Renato Viale.

All’interno dell’Unione europea prevale il segno meno, in special modo nei confronti dei tradizionali partner, Francia (-4,7%) e Germania (-0,4%). Si registra, al contrario, una buona performance dei prodotti piemontesi (+6,8%) verso la Spagna, provocata essenzialmente dalla consistente crescita del Pil nella penisola iberica nel 2003. Ottimi risultati per le merci piemontesi nei confronti dei Paesi dell’est europeo, in special modo verso quelli che entreranno a far parte dell’Ue nel prossimo maggio. Da segnalare il +21,4% verso la Polonia, il +13,9% verso la Russia e il +18,9% verso la Turchia.

Sul fronte extraeuropeo merita sottolineare la perdita del 4% delle merci verso gli Stati Uniti, Paese verso il quale il fattore prezzo dell’euro forte ha sicuramente giocato un ruolo importante, e il crollo dell’export verso il Brasile (-34,1%). L’Argentina, dopo la débâcle del 2002, ha visto crescere di nuovo l’assorbimento delle merci piemontesi di un significativo 28%, pur rimanendo ancora su valori decisamente bassi. Sui mercati asiatici, si sottolinea l’aumento del 6,6% dell’export piemontese in Giappone e la flessione del 3,7% verso la Cina.

Sotto un profilo merceologico, si evidenzia la ripresa del settore autoveicolare: a fianco della ormai consolidata ottima performance dei componenti veicolari (+5,7% su un ammontare di circa 3,5 miliardi di euro) si rileva un positivo +5,8% dell’export di autovetture. Continua, invece, la crisi del settore tessile, stretto tra euro forte e nuovi competitors del sud-est asiatico: il 2003 si chiude ancora con una contrazione del -3,4%. Anche in negativo l’export della filiera alimentare: il -1,3% è il risultato di andamenti differenziati di farine (-8,5%), prodotti dolciari (-0,9%) e bevande (categoria nella quale prevale il vino, +2,1%).

Comunicato stampa Unioncamere Piemonte, 18 marzo 2004

 
 
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