contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 4 luglio 2004
contatti     mailing list
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
Imprenditorialitŕ e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
Qualitŕ urbana
Tamtam
Eco dalle cittŕ
Calendario
Associazione
Il Piano Strategico
 
 
 
home | Sistema Internazionale | Linea strategica 1 | Accesso a Torino | Completare l'anello viabilistico Gronda Est | marzo 2004
 
 
MARZO 2004
 
 

Un convegno sulla Tangenziale Est di Torino

Uno studio preliminare di fattibilità ma, soprattutto, la disponibilità a partecipare con proprie risorse alla realizzazione della tangenziale Est. Ativa (la società che gestisce il sistema tangenziale di Torino) e Satap (l’impresa che controlla la Torino-Milano e la Torino-Piacenza) si candidano per sperimentare - in accordo con lo Stato e gli enti locali in primis la Regione - lo strumento della finanza di progetto per costruire la bretella autostradale tra Santena e San Raffaele Cimena.

E’ Riccardo Formica ad annunciare la disponibilità dei privati nel corso del convegno organizzato dall’Unione Industriale. Una disponibilità che il viceministro delle Infrastrutture, Ugo Martinat, coglie al volo per ribadire che il «governo è pronto ad inserire l’opera - che dovrebbe costare circa 500 milioni - all’interno di un sistema di finanziamento statale già a partire dal prossimo anno». Anche la Regione «farà la sua parte e oltre a fondi propri chiederà allo Stato di inserire il progetto tra le priorità da finanziare in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia», annuncia il governatore Enzo Ghigo. Più critici la Provincia e il Comune. Il sindaco, Sergio Chiamparino, infatti pur non «opponendosi alla tangenziale Est» indica come «priorità per la città la realizzazione di corso Marche». Andrea Pininfarina, presidente degli industriali di Torino, e Giuseppe Smeriglio, che guida l’assotrasporti subalpina, hanno voluto questo convegno per ribadire come la realizzazione di quella ventina di chilometri che ancora mancano al completamento dell’anello tangenziale di Torino rappresentino «un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del territorio». Per questo hanno chiamato al tavolo Gian Maria Gros Pietro, presidente di Autostrade Spa, il governo, la Regione, la Provincia e il Comune di Torino.

Alle sollecitazioni degli industriali risponde Formica: «Ativa e Satap hanno costituito la «società per la tangenziale Est che ha già predisposto uno studio preliminare di fattibilità che mettiamo sul tavolo pronti a cogliere ogni sollecitazione e proposta. Se ci sarà il via libera per realizzare l’opera ci vorranno circa tre anni». Costo stimato 360 milioni - cifra che il viceministro Martinat giudica troppo bassa - ma quel che conta è che i «privati sono pronti a partecipare alla spesa a condizione che si crei un tavolo di confronto prima di tutto con il governo, e dunque l’Anas, e il Parlamento». Da qui l’invito a «tutti i parlamentari piemontesi e agli enti locali a fare lobbying».

Il primo a dare l’assenso è il presidente Ghigo: «Da tempo la Regione ritiene la tangenziale Est strategica. Abbiamo deciso di contribuire alla realizzazione dell’opera ma, nello stesso tempo, vogliamo salvaguardare le caratteristiche di pregio del territorio attraversato dalla bretella. Per questo insieme all’assessore all’Urbanistica, Franco Maria Botta, stiamo studiando la possibilità di introdurre vincoli urbanistici più restrittivi e una fascia di rispetto più ampia». Il suo vice, William Casoni, precisa che «la Regione sta realizzando il ponte sul Po come si trattasse della prima corsia di una bretella autostradale». Provincia e Comune sono più cauti. L’assessore alla Viabilità di Palazzo Cisterna, Franco Campia, difende il progetto predisposto dalla giunta Bresso «che punta ad utilizzare il sistema stradale esistente con possibilità di ampliarlo nel corso del tempo secondo le necessità del traffico» e giudica «la proposta di percorso presentata da Formica sostenibile dal punto di vista ambientale ma tutta da verificare rispetto alla spesa e alla necessità di realizzare, per risolvere i problemi del nodo di Torino, anche la quarta corsia e corso Marche».

Chiamparino cita spunti della relazione introduttiva del professor Senn che evidenzia come «nel biennio 2000-2002 una tendenza alla diminuzione della mobilità in provincia di Torino del 15 per cento» e che «l’evoluzione delle reti di trasporto nazionali e transnazionali non prevede al momento particolari linee di tendenza che influiscano sull’area metropolitana». Poi attacca: «Se la motivazione del completamento del sistema tangenziale torinese è legata solo all’evoluzione della mobilità locale interna allora è evidente che per la città è prioritario non solo definire le opere, per noi è corso Marche, ma anche chi paga e come paga». Immediata la risposta di Martinat: «L’opera è strategica perché è necessario ragionare in un’ottica di sistema. Non c’è solo Torino ma il Piemonte e il Nord-Ovest. Le stime dell’Ue parlano di un aumento del traffico merci nei prossimi dieci anni del 30-40 per cento. Dunque, è necessario agire e non perdere tempo nella scelta delle priorità. Dobbiamo affrontare da subito il problema dei costi. Se i privati ci presenteranno entro l’anno il progetto preliminare lo potremmo già inserire tra quelli finanziabili nel 2005».

tratto da "La Stampa", cronaca di Torino, 23 marzo 2004

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.