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Piano Strategico 2
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PROGETTIAMO OGGI LA VERONA DI DOMANI
Un Piano strategico fino al 2020
 
 

Una città di 250 mila abitanti che, collegata ai centri vicini, arriva a quasi 500 mila. Un’area metropolitana, al centro di una rete formata da Brescia, Trento, Mantova e Vicenza, con dimensioni paragonabili a quella di Torino o Milano. Una città europea per vocazione e posizione geografica, al centro dell’asse Berlino-Palermo e del corridoio Lisbona-Kiev.

ÈVerona, che nei secoli realizzato il suo sviluppo sfruttando una posizione geografica privilegiata, e oggi si presenta come una città non soltanto ricca di storia, arte e cultura, ma anche con un’economia diversificata, dinamica e di qualità. È un centro logistico per vocazione, ha una posizione di rilievo fra le capitali italiane del no-profit. È soprattutto una città che si contraddistingue fortemente da tutto il Nord-Est e dunque, per salvaguardare e accrescere questo patrimonio nel segno del benessere economico e sociale, ha deciso di non lasciare l’avvenire agli eventi e di avviare un processo di pianificazione strategica, seguendo l’esempio di altre città italiane ed europee. “Verona 2020: il Piano Strategico” della Città è il frutto di un percorso iniziato nel marzo 2003 che ha coinvolto oltre 200 importanti realtà economiche, sociali e culturali della città e dell’Area metropolitana, con più di 300 persone che hanno partecipato alle riunioni operative.

Il processo di condivisione e definizione degli scenari, degli assi strategici, delle azioni, delle linee e delle idee progettuali che hanno concretizzato il Piano si è sviluppato nell’arco di 9 mesi, quindi in tempi molto rapidi rispetto all’esperienza di altre città. Sono 4 le aree strategiche su cui la città ha deciso di investire: Ambiente e Territorio (con attenzione alla tutela e sostenibilità ambientale, alla forma che dovrà assumere la città costruita, al sistema della mobilità), Cultura (per valorizzare il proprio patrimonio artistico e proporre un’offerta culturale di livello internazionale), Economia (rafforzando le vocazioni tradizionali ma anche aprendosi all’innovazione, migliorando la qualità e investendo nella formazione), Welfare (per promuovere il benessere, l’inclusione e il legame sociale fra i cittadini, vecchi e nuovi).

E, oltre a tutto questo, una quinta dimensione di fondamentale importanza: creare, sviluppare e consolidare sistemi di cooperazione e alleanze territoriali oltre i confini amministrativi comunali, provinciali e regionali, per realizzare gli obiettivi principali del Piano strategico, che necessitano di ragionare a scala non comunale ma di rete di città. Avendo approvato il Piano a gennaio 2004, oggi ci troviamo in un momento determinante del percorso avviato, in cui dobbiamo dare concretezza alle idee. In questo senso, alcuni progetti, di minore complessità e maggiore urgenza, sono già partiti; per altri, di media e alta complessità, i tempi saranno necessariamente più lunghi.

Nel frattempo è nata e si sta consolidando la Comunità Metropolitana, con 20 comuni che hanno scelto di privilegiare un approccio territoriale sociale e inclusivo. In questa logica, Verona ha aderito alla Rete delle Città Strategiche per giocare un ruolo attivo nelle politiche che influenzano lo sviluppo del territorio, decise dai governi centrali. Un altro passo da fare è definire una struttura dedicata alla gestione del Piano, col compito di dare continuità al processo di pianificazione, aumentare il coinvolgimento e la consapevolezza degli attori, favorire la partecipazione diffusa dei cittadini, dei comuni e dei territori di riferimento. Magari impegnandoci a costruire insieme il Piano strategico della Comunità Metropolitana.

Rete città strategiche
Costituita il 16 ottobre 2003, la Rete Città Strategiche raggruppa 7 comuni italiani (oltre a Torino ne fanno parte Firenze, Trento, Venezia, Verona, La Spezia e Pesaro) dotati di un Piano strategico. Compito della rete è portare all’attenzione delle istituzioni europee il ruolo che le città svolgono nel rafforzamento del processo di integrazione europea e la concretizzazione degli obiettivi comunitari. Un altro importante obiettivo è aprirsi ad altre città europee come Barcellona, Bilbao, Valencia, Londra, Glasgow, Edimburgo, Birmingham, Marsiglia, Lione, Berlino, Francoforte, Lisbona e Stoccolma. La Rete sarà ospite a Torino il prossimo 2 luglio.

Paolo Zanotto
Sindaco di Verona

 
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