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APRILE 2002
 
 

TORINO-LIONE: il tracciato italiano della Torino-Lione

La Rete Ferroviaria Italia ha definito il tracciato della tratta italiana della Torino-Lione e il direttore generale, Mauro Moretti, lo ha presentato in Prefettura al Presidente della Regione, Enzo Ghigo, al Presidente della Provincia di Torino, Mercedes Bresso, al Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e ai rappresentanti dei Comuni e delle Comunità Montane interessate il 12 aprile 2002. Si tratta della prima corografia che la Rfi rende pubblica.
Accanto al tracciato, gli accordi intergovernativi hanno fissato anche i tempi di conclusione dei lavori. Il progetto dovrebbe essere realizzato in due fasi. La prima dovrebbe essere completata entro il 2008 e consiste in 37 chilometri e mezzo per una spesa complessiva di 1000 milioni di euro per un collegamento che da Settimo arriva a Caprie.

La linea di Milano, già in costruzione, arriverà fino a settimo seguendo l’autostrada sul fianco sud. Qui piegherà leggermente verso nord, sottopassando, con una galleria di circa un chilometro, sia la Torino-Milano, sia la tangenziale, nei pressi del grande svincolo oltre la Falchera; proseguirà lungo la tangenziale sul lato nord, passando accanto alla cascina Cabianca, a sud di Villaretto, fino a Venaria; entrerà in una galleria artificiale per circa un chilometro lungo il terrapieno realizzato come barriera antirumore della tangenziale; proseguirà all’aperto per Savonera; presso la cascina Marocchina il tragitto devierà dalla tangenziale verso nord, attraversando tutta la piana di Pianezza e passando leggermente a nord di Grange di Brione; entrerà in galleria e attraverserà con un percorso di 10-11 chilometri leggermente a “s” tutto il massiccio del Musinè, uscendo dalla montagna a Borgone di Susa.

Entro il 2008 dovrebbero essere completati gli scavi fino a Caprie. Dove si dovrebbe realizzare la bretella di collegamento con la linea storica poco a monte della Chiusa di San Michele. Questa interconnessione permetterà di liberare il nodo di Torino dall’aumento del traffico merci tra l’Italia e la Francia e consentirà alla Regione di utilizzare la linea storica come ferrovia metropolitana con convogli da e per il centro di Torino ogni 15-20 minuti, decongestionando il traffico automobilistico in Val di Susa.

La seconda fase dei lavori che partirà in contemporanea con la realizzazione del tunnel di base dovrà essere completata entro il 2013 e costerà 350 milioni di euro. Da Caprie si arriverà in tunnel fino a Borgone di Susa; da lì in superficie si proseguirà fino a Bruzolo, dove i binari ritorneranno sottoterra collegandosi con il tunnel di Bussoleno. I problemi del tracciato scelto da Rfi, sollevati dal Comune e della Provincia di Torino, riguardano: il futuro del centro intermodale di Orbassano che per poter svolgere la sua funzione necessiterebbe della realizzazione di una bretella di collegamento; il nodo di Torino. In base al tracciato presentato, infatti, i treni ad alta velocità in arrivo dalla Francia escono dalla linea veloce all’altezza di Bussoleno-Bruzolo e, attraverso la linea storica, entrerebbero in città per poi collegarsi con la nuova rete all’altezza di Settimo.
Da qui la richiesta di realizzare l’interconnessione con il capoluogo il più vicino possibile alla città. Il Vicepresidente alla Giunta regionale, William Casoni, ha proposto di localizzare l’interconnessione all’altezza di corso Marche in modo che lo snodo potrebbe servire anche la bretella ferroviaria per raggiungere Orbassano. Intanto proseguono le proteste del Comitato Anti-Tav e dei sindaci dei territori interessati.

Le comunità locali, che in passato hanno polemizzato lamentando la loro esclusione dai preliminari del progetto, sono state le ultime a vedere la documentazione, come previsto dalla prassi (che prevede una fase preliminare con gli enti con potere programmatorio: Regione, Provincia, oltre al Comune di Torino, interessato da progetti chiave come il Passante). Intanto i sindaci della Val di Susa e della cintura Ovest stanno perfezionando una posizione comune e concordando domande e richieste da sottoporre alle Ferrovie.

La Stampa, TORINO E PROVINCIA, 12 aprile 2002

 
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