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I MEDIA
 
 

Molta divulgazione si fa con i media. Che - in Italia - fanno poca divulgazione.

L´editoria di settore è meno sviluppata che in altri paesi, con alcune felici eccezioni, molte delle quali torinesi: Utet, Bollati Boringhieri, Einaudi… In televisione - oltre a TG Leonardo che va in onda tutti i giorni alle 14.50 dagli studi TV3 di Torino e al classico "Quark" (diretto dal piemontese Piero Angela) - sono stati e sono in programmazione "La macchina del tempo", "Gaia", "Ulisse"…


L´unico giornale ad avere un supplemento tematico è "La Stampa" con "Tuttoscienze", il "Corriere della sera" dedica due pagine settimanali. Ma i contenuti vengono spesso dall´estero.


#03 Vittorio Bo
Anche nell´editoria - parlo del mondo che conosco meglio - mancano le professionalità. In Italia, nell´editoria di settore c´è molto da fare. Prima di tutto, non abbiamo abbastanza forza lavoro intellettuale capace di lavorare su libri scientifici: l´editing di un libro di questo tipo ha bisogno di una grammatica, di competenze specifiche, in Italia abbiamo pochissimi editor che abbiano il senso della trasmissione di questi contenuti. Certo, si stanno facendo dei passi avanti: il neonato master in comunicazione scientifica a Napoli o il corso triennale di divulgazione scientifica che partirà proprio a Torino l´anno prossimo. All´interno del mondo dei libri, comunque, manca la capacità degli editori di stare al passo coi tempi. Da noi si producono molti meno titoli che in Inghilterra, Stati Uniti o Francia.

#05 Piergiorgio Odifreddi Ma qualche vantaggio c´è. Io curo una collana per una casa editrice e mi arrivano manoscritti di tutti i tipi. È verissimo che nel mondo anglosassone producono tantissimo, ma sono fatti con lo stampo. In Italia invece - proprio perché c´è meno mercato - c´è comunque spazio per produzioni più originali. Il che - d´altro canto - rende difficile tradurre i nostri libri all´estero, perché non rientrano negli schemi… È vero che da noi c´è poca divulgazione, ma forse è più originale.

#03 Vittorio Bo Però gli editori italiani dovrebbero fare molto di più, l´editoria dovrebbe essere un avamposto della ricerca. Gli editori hanno una colpa: non sono interessati e curiosi, sono molto più tradizionalisti dei loro colleghi di giornali o tv. Non si sono ancora resi conto che è un tema, e un mercato, interessante.

#04 Battista Gardoncini Èindubbiamente vero che nel mondo anglosassone - e ultimamente anche in quello francese - c´è molto più interesse ai temi della scienza. Lo vediamo tutti i giorni: le nostre fonti vengono da quei paesi. Le riviste italiane - anche quelle famose - copiano le notizie, i grafici, addirittura le copertine. Anche le agenzie copiano e spesso male. Ancora una volta, l´Italia è in ritardo.

 
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