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GLI SCIENCE CENTER
 
 

In principio fu l´Exploratorium di San Francisco, fondato nel 1969 da Frank Oppenheimer.

Oggi la struttura è diretta dal francese Goery Delacote e ospita più di seicento exibits nelle aree della scienza, dell´arte e dei sensi. Da allora il mondo si è riempito di cittadelle della scienza, che cercano di coniugare il rigore di un museo e il divertimento di un parco giochi. Per citarne alcuni: il Museum of Science di Boston, il Great Lakes Science Center, il Singapore Virtual Science Center, il New York Hall of Science, e - in Italia - la Città della Scienza a Napoli.


#01 Piero Bianucci
Ed è in ritardo anche sugli altri tipi di divulgazione, come quelli "immersivi" cioè i musei o gli Science Center. A San Francisco l´Exploratorium - il primo progetto di questo tipo - risale addirittura agli anni Sessanta, lo dirigeva Frank Oppenheimer, il fratello di Robert. Noi ci stiamo arrivando adesso: il passato degli altri è il nostro futuro. Torino deve ancora darsi uno Science Center, e se lo darà, come pare. Altrove ci sono casi isolati che hanno funzionato bene: "Futuro remoto", una mostra a Napoli che poi è diventata uno Science Center, alcune iniziative a Trieste, Torino stessa ha fatto qualche cosa con Experimenta… Ma anche qui non c´è una strategia. L´Italia ha quello che merita investendo l´un per cento in ricerca scientifica.

#03 Vittorio Bo
Proprio in questo periodo mi sto faticosamente divertendo a costruire a Genova un Festival della scienza. E lo voglio fare "all´italiana", cioè non separando le due culture, quella scientifica e quella umanistica: faremo parlare Dante della scienza o Nyman, dell´Uomo che scambiò sua moglie per un cappello" ma anche avremo conferenze con Odifreddi o forum con Bianucci. La sfida è costruire nuove modalità per catturare il pubblico su questi argomenti. Un vantaggio c´è: essendo molto indietro, per chi ne ha voglia c´è.

#01 Piero Bianucci
È la situazione in cui siamo per lo Science Center torinese. Stiamo raccogliendo tutta la domanda di informazione scientifica per creare un polo che faccia massa critica. Ma il Center avrà tre temi fondanti, legati alle vocazioni del nostro territorio. Il primo: telecomunicazioni e informatica. Questa è la città dove sono nate la radio e la Rai, dove hanno sede il Telecom Italial Lab e il Politecnico. Il secondo: la macchina. E non solo l´auto: basti pensare a Galileo Ferraris che ha inventato il motore elettrico o all´Alenia. La terza: l´uomo, ovvero le biotecnologie. Che non sono solo quelle controverse. Ma anche su queste sono convinto che l´approccio scientifico possa dare un grande contributo per creare un terreno comune in cui posizioni politiche diverse si riconoscano insieme.

#02 Giusto Benedetti
La definizione di temi a mio avviso presenta qualche rischio: non so se sia giusto dare una specificità a Torino nel campo della divulgazione. Esistono tante realtà che si occupano di tanti aspetti della scienza contemporanea. Si può valorizzare un nucleo centrale solo a patto di non dimenticare tutti gli altri, di non soffocare le altre realtà. Peraltro, non è che si possa spiegare la biotecnologia senza spiegare la biologia: bisogna partire da lontano, dall´origine della vita, dalla struttura molecolare della materia vivente, dall´evoluzione… così si arriva a capire cosa vuol dire mettere le mani nel DNA.

 
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