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TORINO
 
 

Nel 1783 viene istituita l´Accademia Reale delle Scienze, un secolo dopo Galileo Ferraris - l´inventore del motore elettrico - fonda la prima scuola italiana per ingegneri elettrotecnici. La vocazione scientifica per Torino è sia storia che prospettiva.

Lo dimostrano le collezioni del Museo Regionale di Scienze Naturali, l´Istituto Elettrotecnico Nazionale che proprio a Ferraris è intitolato, il Politecnico, ma anche gli incontri di "GiovedìScienza", Tilab - ovvero il centro ricerche della Telecom -, l´Alenia e i neonati Lumiq Studios, il centro di produzione video hi-tech che ha occupato gli storici stabilimenti della casa di produzione cinematografica FERT.


#04 Battista Gardoncini

Come per lo Science Center, anche per "Leonardo" la scelta di Torino non è stata casuale: dieci anni fa, quando si è decisa la sede, si è partiti da quello che c´era sul territorio: il Poli, lo CSELT, la Fiat, la ricerca in campo metalmeccanico, l´Università… Tutte cose che hanno in effetti favorito lo sviluppo del nostro TG Facciamo un larghissimo uso di consulenti, spesso in loco: penso a Tullio Regge, alla Scuola di Medicina di Torino, ai fisici…

#05 Piergiorgio Odifreddi
Io di Torino so poco, anzi, sto scoprendo delle cose. Potrei dire di più della Russia o degli stati Uniti… Ma certo è evidente che qualcosa, in questa città, deve aver creato un tessuto sensibile a questi temi. Nel mio campo, potrei citare la scuola di Peano, diventata famosa grazie alla propaganda di Russell, o la scuola di medicina di Levi da cui sono usciti tre premi Nobel, Dulbecco, la Montalcini, Luria. E ancora la casa editrice Boringhieri che è una delle prime e delle poche che fanno divulgazione ed editoria scientifica. Poi, certo, "Tuttoscienze", Experimenta, i Giovedì Scienza che sono davvero unici: non mi era mai capitato di fare una conferenza in un teatro di fronte a mille, millecinquecento persone…

#01 Piero Bianucci
Il pubblico di "Giovedì Scienza" è quasi un partito: è un gruppo consolidato di persone che da diciotto anni vedo invecchiare, ricambiarsi… Si riconoscono, sono uniti da una passione.

#04 Battista Gardoncini
Quello che manca è ancora un salto per rendere questo tessuto solido. Lo Science Center potrà essere un passo. Ma oggi soffro tutte le volte - quattro, cinque alla settimana - che uno studente ci chiede uno stage. Lo chiede a noi perché comunque non ha molte alternative e noi siamo costretti a dirgli di no. È un peccato. È un grande spreco. Altro esempio: quanto costa un documentario scientifico? Centinaia di migliaia di euro. Infatti noi non possiamo comprarli e ci dobbiamo arrangiare. Eppure Torino c´è una consistente scuola di cinematografia, è appena nato Lumiq: sarebbe interessante se si potesse costruire un indotto. In Italia non lo fa nessuno, comperiamo tutto dagli inglesi: invece è terziario avanzato, dà lavoro, è divertente, potrebbe dare a questa città qualcosa in più. Certo, anche la politica, le istituzioni dovrebbero fare la loro parte. Penso alla RAI: tra tante parole una proposta seria è investire nella televisione scientifica. Abbiamo gente preparata che esce dall´Università e dal Politecnico. Il mio sogno è poter dire a questi giovani laureati con 110 e lode e dignità di stampa di venir a fare uno stage di tre mesi da noi. Oppure allo Science Center, o da Lumiq…

#05 Piergiorgio Odifreddi
La Rai certo è un´occasione se diventerà - come si pensava - la sede dedicata alla cultura. Potrebbe essere il posto giusto dove "prendere il potere", e rendere la cultura scientifica dominante: potremo invertire le proporzioni e parlare di romanzi solo una volta ogni tanto, per ristabilire un minimo di par condicio. L´opportunità del polo culturale della Rai potrebbe davvero cambiare la situazione cittadina…

#01 Piero Bianucci
Peraltro la nostra è una storia di scienza. Ne parlavo tempo fa durante il convegno del CICAP, il Comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale. Ci chiedevamo come mai questa città avesse due anime contrapposte: una magica, l´altra razionale molto presente con l´industria, la ricerca… Per avere la risposta basta fare un passo indietro: prima della metà dell´Ottocento non c´è traccia della Torino magica o satanica. Sono voci che sono state messe in giro dai Borboni contro la città che stava guidando l´Unità d´Italia e poi in molti ci hanno speculato… Ma questa città non è misteriosa: è razionale fin dalla sua organizzazione urbanistica. Questa è la vera anima di Torino. Mio nonno - ad esempio - è venuto qui da Bari perché era l´unica città oltre Milano per laurearsi in ingegneria.

#02 Giusto Benedetti
Io arrivo dal nordest, ma mi piace sempre ricordare che è stata proprio Torino la sede della prima conferenza pubblica che divulgava le teorie di Darwin. La tenne De Filippi nel 1864 - cinque anni dopo la pubblicazione de "L´origine della specie" - al Teatro di Chimica di San Francesco da Paola in via Po. Il titolo era "l´uomo e le simie". Poi in ambito biologico/zoologico Torino ha alcune delle collezioni più importanti d´Europa se non del mondo. Quella di colibrì del museo Franchetti al Collegio San Giuseppe è una delle più complete in assoluto; la collezione ornitologica del Museo di Scienze Naturali; la fantastica collezione di mummie di epoca predinastica e dinastica del museo di antropologia. Tutti conoscono le poche mummie esposte nelle sale del Museo Egizio, ma pochi sanno che il Museo di Antropologia ne conserva centinaia e che queste sono a tutt´oggi oggetto di studio attraverso radiografie, TAC, analisi del DNA. Tutte cose importanti che risalgono alla metà dell´Ottocento: mentre gli altri le davano della "satanica", Torino consolidava il proprio patrimonio scientifico.

#04 Battista Gardoncini
Penso che il famoso spirito dei torinese - quello del bogia nen - sia collegato con alcune caratteristiche della divulgazione: il fatto che siamo seri, e che prima di parlare ci pensiamo, aiuta a raccontare le cose di scienza. Magari non siamo molto brillanti, ma se l´Italia è quella che è, è anche grazie agli uomini che sono passati dalla nostra università, dal Politecnico, dalla nostra scuola giuridica.
La nostra città è più predisposta di altre a considerare valori che il mondo di oggi non sempre riconosce.

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Si ringrazia la redazione di Leonardo per aver ospitato e registrato l´incontro.

 
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