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LA TRIPLA ELICA
Un nuovo ruolo per l'universitŕ
 
 

Il sistema della ricerca e dell’innovazione ha subito profondi mutamenti di natura organizzativa, sociologica e manageriale nel corso dell’ultimo secolo, in particolare nei paesi più industrializzati.

L’accademia, non sempre volontariamente, si sta progressivamente permeando di valori, modelli organizzativi e ruoli sociali tipici del sistema imprenditoriale e finanziario. D’altro canto, il sistema industriale sembra aver recentemente riscoperto l’esistenza (e l’importanza) dell’università, in particolare da quando parte dell’industria si è trovata nella necessità di recuperare la leva dell’innovazione come fattore di competitività. Questo processo di convergenza si concretizza in un modello di attività innovativa fondato sull’interazione reciproca fra università e mondo imprenditoriale, sostenuta dalla politica. Due studiosi, Henry Etzkowitz e Loet Leyesdorff, hanno descritto le modalità con cui questi tre sistemi interagiscono, per innescare dinamiche di sviluppo basate sull’innovazione e sul progresso tecnico, attraverso la metafora della Tripla Elica.

L’origine del modello è sociologica, benché la metafora ispiri oggi un’ampia classe di modelli economici di natura evoluzionista.
In particolare, i riferimenti concettuali più vicini sono il modello dei cluster innovativi (basati sull’aggregazione virtuosa di più realtà industriali) e dei Regional Systems of Innovation. I tre riferimenti interpretativi condividono l’unità di analisi, il sistema locale, e l’oggetto dell’analisi, la capacità dei sistemi locali di produrre modelli di sviluppo fondati sull’innovazione tecnologica.

La caratteristica distintiva del modello della Tripla Elica è tuttavia la centralità del ruolo dell’università come motore di sviluppo e forza trainante della crescita.
Nell’interpretare questo ruolo, l’università si trasfigura verso un modello definito Hybrid University; l’ibridazione della natura dell’istituzione universitaria, e la sua assunzione di un ruolo centrale e pro-attivo nelle politiche locali per l’innovazione, è oggetto di un aspro dibattito interno, fra chi sostiene le proprietà taumaturgiche del coinvolgimento diretto dell’università in spazi propri della politica industriale e chi si preoccupa che ciò la allontani dai propri obiettivi formativi, con esiti inefficienti dal punto di vista delle stesse dinamiche innovative. Nel concreto, il modello della Tripla Elica solleva domande teoriche dall’enorme valenza applicativa: è opportuno che le università si facciano carico in prima persona del trasferimento tecnologico e dell’incubazione d’impresa?

Che effetti avrebbe una struttura di incentivi che spinga i ricercatori a brevettare le loro idee? Che conseguenze ci sarebbero sulla prestazione scientifica dei ricercatori? Quali relazioni debbono intercorrere tra i mercati finanziari e le conoscenze detenute dal sistema universitario? Quali modelli di governance garantirebbero all’università un ruolo virtuoso nella definizione delle politiche locali?

In questo scenario, il ruolo della politica è garantire il fragile equilibrio di relazioni fra università e impresa, assicurando sinergie; la ricerca storica, economica e sociale condotta nella comunità scientifica della Tripla Elica costituisce un importantissimo riferimento per definire politiche dell’innovazione fondate su una solida analisi teorica e empirica, utile a valutare e misurare gli effetti delle diverse esperienze di politica per la ricerca e l’innovazione.

E´ peraltro forte il significato simbolico legato al fatto che proprio Torino, che progetta il suo futuro ragionando intorno a un modello di sviluppo basato sulla conoscenza, abbia ospitato fra il 18 e il 21 maggio la quinta conferenza mondiale biennale della Tripla Elica, riunendo quattrocento studiosi da cinque continenti, insieme ai testimoni diretti delle più avanzate esperienze internazionali di politica dell’innovazione e ai manager di importanti parchi scientifici, incubatori e centri per il trasferimento tecnologico.

Mario Calderini
Politecnico di Torino

Tratto dall´intervento:
"Una tripla elica per rilanciare lo sviluppo", La Stampa, 18 maggio 2005

 
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