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IL PRIMO PASSO VERSO INTERNET
Lectio brevis
 
 

Il primo passo è stato rendere i computer più accessibili a tutti, sia fisicamente che intellettualmente. L’obiettivo a lungo termine era farne degli “amplificatori” dell’intelligenza, come gli strumenti elettrici erano stati “amplificatori” dei muscoli.

Questo è avvenuto per la prima volta al Mit nel novembre del 1963 e le inaspettate conseguenze di questo risultato sono state il primo passo verso Internet. Come si è arrivati a questo? Attraverso due linee parallele d’azione e di pensiero. Il contesto: già a partire dai tardi anni Cinquanta i calcolatori erano presenti in molti laboratori e università. Si trattava di mostri di elettronica, costosi e bisognosi di operazioni estremamente precise, esecuzioni in modalità differita o “batch-mode” e tanta frustrazione da parte degli utilizzatori.

Prima linea di pensiero: John McCarthy (AI e Lips). Un memorandum datato 1° gennaio 1959 proponeva un sistema operativo a tempo distribuito (time-sharing) e suggeriva decisi cambiamenti nell’hardware. Il supporto NSF utilizzato dallo stesso McCarthy (nella primavera del 1961) introduce la nozione di computer utility. Dopo questa falsa partenza, Corby si incarica di completare il progetto.
Una prima versione del CTSS su 7090 viene presentata nel novembre del 1961; una versione utilizzabile sul 7094, comprendente anche files su disco, è pronta nell’estate 1962. Seconda linea di pensiero: J.C.R. Licklider (Psycho-acoustic, 1915-1900). Harvard durante la Seconda Guerra Mondiale. Mit 1950-57. Motivato dal desiderio di costruire e sperimentare modelli di comprensione. BBN nel 1957. La simbiosi tra Uomo e Computer (1960); presentazione orale (1958).

All’ARPA c’è bisogno di qualcuno che assuma la direzione dell’ufficio di Command&Control. Lick accetta l’incarico a patto che la ricerca sia tenuta libera e svolta interamente in università. Comincia a sviluppare il suo programma e domanda un contributo al Mit di 3 milioni di dollari l’anno. A quel punto io accettai controvoglia di organizzare i lavori, giacché nessun altro era disponibile. Obiettivo a lungo termine: un laboratorio completamente dedicato allo sviluppo di computer e programmi educativi. Obiettivi primari iniziali: sperimentare, con l’aiuto di una comunità, l’uso di CTSS e sviluppare un sistema migliore con un hardware più appropriato. Da qui nasce il progetto MAC.

Il sistema MAC, una copia del CTSS, comincia ad essere utilizzato stabilmente dal novembre del 1963, con 108 terminali dial-up remoti e connessioni a Telex Network. Avviene dunque il matrimonio tra computer e comunicazione, in sei mesi la comunità comprende 200 persone da 10 diversi dipartimenti del Mit, il numero massimo di utilizzatori in simultanea è 24, in breve aumentato a 30. Tuttavia è ancora difficile prevedere un interesse di massa verso MAC e l’interazione con il computer è impensabile per il grande pubblico. Bisogna organizzare visite settimanali e tour dimostrativi attraverso gli Stati Uniti; io stesso sono invitato a parlare in occasioni come il raduno nazionale delle donne direttrici del personale.

Poi anche i media incominciano a interessarsi, compresa una troupe dall’Italia. Caratteristiche del sistema: 80MB di memoria su disco magnetico, possibilità di memorizzare dati pubblici e privati, archiviazione dei files a struttura gerarchica con controllo di accesso, caselle di posta, collegamento diretto fra i terminali (simile all’instant messaging), memoria interna spazio-temporale, manuale d’uso on line. Il successo del MAC è dovuto alla sua affidabilità e all’accurata protezione dei programmi e dei dati degli utilizzatori che diventano clienti di un servizio. Gli hackers sono una caratteristica del sistema sin dal principio perché l’hackeraggio è una tradizione degli studenti universitari ed è, a dire il vero, una buona base per costruire libri sul sistema. All’interno della comunità, gli utilizzatori iniziano a scambiarsi dati, software e messaggi, dunque il MAC diviene un sistema di comunicazione, oltre che il custode di tutti i dati e della conoscenza software della comunità. Gli utilizzatori cominciano a produrre software di qualità per tutti. Typeset and Runoff di Jerry Saltzer. Eliza di Joe Weizenbau. L’attitudine dei pionieri del computer. Maurice Wilkes e Jay Forrester. Hamming e Herb Grosh.

Lo sviluppo di Multics, in collaborazione con BTL e GE, trae beneficio dalle caratteristiche del sistema MAC. Nel 1964 diventa sempre più evidente che la capacità del sistema di diventare l’equivalente di un computer privato non è che una secondaria, sebbene necessaria, caratteristica.
Ciò che gli utilizzatori trovano più utile è il fatto che il sistema metta a portata di dito una grande varietà di servizi per scrivere, compilare e correggere programmi, oltre a un valido aiuto per risolvere problemi nei rispettivi campi specifici, attraverso un linguaggio appropriato. Gli stessi utilizzatori del sistema danno un grande contributo allo sviluppo, pubblicando i loro lavori in forma di comandi condivisibili. Di conseguenza è istituito un editorial board che esamina questi lavori, approvandone formalmente l’inclusione nel sistema. In questo modo, il sistema diventa il depositario del sapere generale di dati e di procedure della comunità che serve.

Il sistema MAC, che costituiva per i suoi utilizzatori una sorta di Internet rudimentale, è stato disattivato il 20 luglio 1973 e il suo erede, il Multics System, è divenuto operativo nel novembre del 1969, con l’ultima applicazione terminata nel 2000. Al suo picco di utilizzo ci sono state 77 installazioni Multics. Il pronipote del MAC, Unix, nato al BTL, è vivo e gode a tutt’oggi di ottima salute.

Robert Fano
Mit


(L’acronimo MAC ha avuto diverse interpretazioni: Mathematics And Computation, Man And Computer MAChine-Aided Cognition, Multi-Access Computer)

LAUREA AD HONOREM
Il 6 giugno scorso Robert Fano, insieme a Claude Shannon uno dei padri fondatori della teoria dell’informazione, ha ricevuto al Politecnico la laurea specialistica ad honorem in Ingegneria delle Telecomunicazioni. Chi usa il personal computer applica quotidianamente programmi di compressione dell’informazione (file zip), dell’immagine (file jpg) e salvataggi di dati e programmi (back-up) che derivano dai suoi studi. Anche la telefonia cellulare fa largo uso di tecniche di compressione, mentre la televisione digitale terrestre, usando i medesimi sistemi applicati alle immagini in movimento, può trasmettere su un’unica banda più canali televisivi digitali.
Èquesto il confine su cui si colloca l’importanza teorica e pratica degli studi di Fano che ha rivoluzionato il modo di concepire la trasmissione dell’informazione, sperimentando procedure di elaborazione che minimizzano la lunghezza di un messaggio senza comprometterne il contenuto informativo.
Nato a Torino nel 1917, Fano inizia a frequentare il Politecnico fino a quando, nel 1939, a 22 anni, è costretto a emigrare con la famiglia negli Stati Uniti per le leggi razziali. Nel 1941 completa gli studi al Massachusetts Institute of Technology e subito entra a far parte del Mit Radiation Laboratory (divisione del National Defense Research Committee), voluto dal Presidente Franklin Delano Roosevelt e operativo dal 1940 al 1945. Dopo la guerra è a capo del Radar Techniques Group (fondato nel 1951 e finanziato dal Ministero della Difesa), mentre dal 1963 al 1968 dirige il Project MAC dove si occupa dello sviluppo della tecnologia time-sharing per gli elaboratori. All’inizio degli anni Settanta le sue applicazioni consentono il collegamento con i veicoli spaziali della missione Pioneer per l’esplorazione di Giove e Saturno.
Robert Fano può essere considerato il modello del moderno ingegnere delle telecomunicazioni, con competenze in campi come l’elettromagnetismo, la teoria statistica delle comunicazioni, l’informatica, le reti di comunicazioni, la microelettronica, le comunicazioni ottiche. Nel corso della sua carriera ha ricevuto molti premi: American Academy of Arts and Sciences - Fellow 1958, IEEE - Fellow 1954, National Academy of Engineering - Member 1973, IEEE - Claude E. Shannon Award 1976, IEEE - James H. Mulligan, Jr. Education Medal 1977, National Academy of Sciences - Member 1978, City of Genoa, Italy - Columbian Gold Medal 1986.

 
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