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DALLE MOSTRA ALLE COLLEZIONI
Fondazioni bancarie e patrimonio culturale
 
 

Lo scorso 8 giugno, in occasione della Biennale Internazionale d’Arte, la Fondazione Crt ha organizzato a Venezia un convegno per discutere il ruolo delle fondazioni bancarie nel settore dell’arte contemporanea.

Il punto di partenza è il progetto, nato nel 1999 e sostenuto da un investimento di 13 milioni di euro, di acquisire opere d’arte affidate in deposito permanente ai due principali musei di arte moderna e contemporanea torinesi, la Gam e il Castello di Rivoli. Hanno partecipato all’incontro grandi fondazioni bancarie e istituti di credito che, in Italia e all’estero, prevedono nell’ambito delle proprie attività culturali, l’acquisizione di opere d’arte contemporanea: Ubs (ha una collezione di 900 opere), Fondazione La Caixa (1,5 milioni di euro destinati ogni anno alla propria collezione), Deutsche Bank (sostiene gli artisti e acquisisce opere per i propri dipendenti), Banca centrale olandese (raccoglie opere di artisti contemporanei olandesi).

Erano presenti anche tre grandi nomi dell’arte internazionale: Sir Nicholas Serota, direttore della Tate di Londra, Rudi Fuchs, ex direttore dello Stedelijk Museum di Amsterdam, primo direttore del Castello di Rivoli e ora docente all’Università di Amsterdam, David Ross, ex direttore del San Francisco Museum of Modern Art e ora presidente dell’Artist Pension Trust americano. Tutti e tre fanno parte, con Ida Gianelli (Castello di Rivoli) e Pier Giovanni Castagnoli (Gam), del Comitato Scientifico della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea - Crt. Pubblichiamo qui un estratto dalle loro relazioni.

NICHOLAS SEROTA
Da venti o trent’anni l’attività nel settore pubblico dell’arte mondiale ha privilegiato il campo delle mostre, con grandi manifestazioni, come la Biennale di Venezia o Documenta, e mostre tematiche, come When Attitudes Become Form (1968) o Zeitgeist (1982), che hanno lasciato il segno. Maree di visitatori sono attratti, in tutte le città del mondo, da mostre che indagano sulle opere di un unico grande artista; i musei, prima centri di sapere e ricerca, oggi fanno a gara per esporre i maestri, mentre il collezionismo è ignorato dal settore pubblico. È risaputo che, di tutte le importanti collezioni private, poche entrano in strutture pubbliche dove potrebbero essere fruite da un ampio numero di visitatori: oltre 4 milioni ogni anno alla Tate Modern di Londra e 2 milioni al Moma di New York. Ma è proprio il lavoro sulle collezioni a produrre i frutti più duraturi, perché esse sono la testimonianza di quello che pensavamo importante della nostra cultura, formano la cornice attraverso cui osserviamo la società e registriamo i valori, rappresentano la nostra identità. Sappiamo che le collezioni pubbliche di arte moderna in Italia sono poche, per questo l’esempio di Torino è significativo. Qui, la Fondazione Crt ha arricchito le collezioni della Gam e del Castello di Rivoli, rendendole più incisive, colmando lacune e creando uno spazio dove tutti possono avere un’esperienza personale delle realizzazioni di una generazione di artisti italiani che ha contribuito allo sviluppo dell’arte astratta in Europa.

RUDI FUCHS
Nel mondo attuale il principio della concorrenza si è esteso anche ai musei e alle gallerie d’arte. In Europa, la pubblica amministrazione è, nella maggior parte dei casi, responsabile dell’operatività museale, ma è sempre meno capace o determinata in questo compito, compressa com’è fra le regole del mercato e il dovere di sostenere gli investimenti. Questo significa che i musei possono organizzare mostre di successo, capaci di attirare folle di visitatori, ma le attività legate al collezionismo e al mantenimento delle collezioni di arte moderna a uno standard elevato si trovano in una situazione estremamente problematica. Poiché continuare a collezionare è indispensabile, ci dobbiamo chiedere se, e in che modo, banche, fondazioni e altri sponsor privati (viste le loro responsabilità socioculturali) possano sostenere l’attività di collezionismo dei musei, assicurando loro una qualche indipendenza culturale, affrancandoli dalla concorrenza per tornare ad essere se stessi.

DAVID ROSS
La scelta della Fondazione Crt di incrementare il patrimonio mussale e di attivare importanti sinergie attraverso la collaborazione tra i due musei, esprime con chiarezza due concetti. Innanzitutto, oltre a riconoscere il patrimonio culturale e storico-artistico italiano, è opportuno impegnarsi a sostenere gli artisti viventi, acquistando opere ancora relativamente poco conosciute, per renderle accessibili al pubblico attraverso i musei più prestigiosi, e formare così una generazione futura di persone che avranno imparato ad apprezzare l’arte e gli artisti del proprio tempo, come apprezzano l’arte e gli artisti del passato. In secondo luogo il ruolo che le fondazioni bancarie e gli istituti di credito rivestono creando collezioni di pregio è un modo concreto di sostenere gli artisti. In questo senso, si devono identificare modalità di collaborazione e interazione con gli istituti di credito, come con l’Artist Pension Trust che segue l’evoluzione di artisti e studia i migliori modelli di patrocinio, per assicurare un supporto personale finalizzato alla carriera.

 
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