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LA BIBLIOTECA DEI BREVETTI
Opere d’ingegno e proprietŕ intellettuale
 
 

Il termine Proprietà Intellettuale (PI) designa tutte le opere dell’ingegno: le invenzioni, le opere letterarie e artistiche e i simboli, i nomi e le immagini utilizzati nel commercio.

La PI comprende sia il concetto di proprietà industriale sia quello di diritto d’autore. Gli strumenti di tutela della PI sono numerosi, vengono regolati da normative diverse e riguardano aspetti specifici: i brevetti per invenzione industriale tutelano l’innovazione tecnica, i modelli di design industriale proteggono l’innovazione estetica, i marchi e i segni distintivi difendono l’innovazione distintiva, il diritto d’autore salvaguarda l’innovazione creativa. In una realtà economica contraddistinta dalla rapidità dei cambiamenti tecnologici, avere una solida cultura in materia di PI significa rendere competitive l’imprenditoria e le istituzioni scientifiche di un paese.

Gli equilibri economici internazionali, infatti, sono ridisegnati da sistemi di comunicazione e di informazione che riducono sensibilmente le distanze spazio-temporali e bruciano velocemente design e modelli: in una realtà imprenditoriale come questa, la vera ricchezza di un’azienda è dunque la conoscenza. Il processo innovativo, del resto, si basa proprio sullo scambio di esperienze e sull’acquisizione di conoscenza, pertanto il portafoglio immateriale d’azienda, che comprende marchi, disegni e brevetti, può rendere se l’imprenditore matura una consapevolezza della sua importanza sotto il profilo economico, oltre che tecnico.

Tuttavia, nel 2004, a Torino sono state registrate 5.395 domande di deposito nazionali e l’Ufficio Europeo dei Brevetti (Epo) ha ricevuto 3.998 domande di brevetto europeo presentate da imprese italiane, corrispondenti al 3,23% del totale annuo dei depositi; di queste, 151 provengono da aziende torinesi. Per quanto riguarda, invece, i depositi dei disegni comunitari, nel periodo 2003-2004, l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno ha registrato 14.027 domande presentate da italiani (il 14,84% del totale). Nella classifica 2004 della competitività, l’Italia è al 51° posto, con un indice di innovazione pari al 2,43 mentre, per esempio, gli Stati Uniti arrivano al 7,29. Sono dati che indicano quanto in Italia sopravviva una cultura d’impresa che innova poco, perché non punta sulla ricerca e sulla sua tutela: in Italia soltanto il 14% delle aziende ha un management con specifica responsabilità brevettuale (contro il 53% della media europea e l’82% dei paesi scandinavi) e soltanto il 48% delle imprese ha una precisa strategia in materia di PI.

A partire dalla fine degli anni Settanta, l’Ufficio Europeo dei Brevetti ha sviluppato un progetto per rendere accessibile la documentazione brevettuale attraverso la conversione informatica degli archivi e la creazione della rete documentaria dei Patent Library (Patlib) Info Centres, che oggi sono presenti in 31 nazioni, con oltre 300 strutture documentarie, per diffondere la cultura brevettuale, sensibilizzare verso la tutela della proprietà industriale e informare sul deposito delle domande brevettuali europee e internazionali (Pct).

La maggior parte dei 20 centri Patlib presenti in Italia opera all’interno del sistema camerale e il centro di Torino in particolare è l’unico presente all’interno di una struttura documentaria con personale specializzato e un patrimonio documentario in continuo aggiornamento, che abbraccia tutte le materie direttamente o trasversalmente riguardanti la tutela della proprietà intellettuale. Rivolgendosi soprattutto a Pmi, operatori economici, ricercatori universitari e professionisti del settore, il servizio, oltre a fare accedere alle descrizioni e alle immagini delle invenzioni depositate, ha l’alto valore aggiunto di monitorare a livello internazionale lo stato dell’arte dei singoli settori tecnologici, facendo risparmiare risorse per la ricerca: si calcola che, in Europa, ogni anno il 30% delle ricerche non sono innovative perché ripetono studi già conclusi.

Disporre di una raccolta vasta e composita di informazioni brevettuali è particolarmente utile ai piccoli imprenditori e ai privati per individuare potenziali partnership con l’estero, accedendo ai fondi comunitari per l’innovazione, e per concedere a terzi le licenze per l’attuazione dei brevetti in cambio di royalties. Poiché la cultura brevettuale non fa ancora pienamente parte del bagaglio culturale collettivo, il Centro Patlib di Torino ha offerto a titolo gratuito ai tre Atenei piemontesi, all’Istituto Europeo di Design e ad associazioni di categoria come Torino Wireless, Api Torino, Adi, Environment Park e Convey la possibilità di realizzare seminari di alfabetizzazione brevettuale rivolti a ricercatori e studenti, offrendo un’occasione di formazione agli imprenditori del futuro.

Mariangela Ravasenga
Centro Patlib, Camera di Commercio di Torino
www.to.camcom.it/patlib

 
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