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LA FABBRICA DEGLI AVVENIMENTI
Palahockey Torino 2006
 
 

I primi obiettivi che ci eravamo posti, iniziando il progetto di concorso, erano di tipo urbanistico. La possibilità di trasformare un’area così vasta della città appariva come l’occasione di interpretare il linguaggio di Torino, non solo di creare un edificio.

L’intervento previsto dal concorso, svoltosi nel 2001, comprendeva lo Stadio Comunale e la Torre Maratona, il parco di Piazza d’Armi, davanti al palazzetto, e l’area ex-Combi che si trova dietro. Era inoltre previsto di interrare il corso che conduce all’impianto - corso Sebastopoli - per unire il parco e gli impianti sportivi in una nuova cittadella dello sport, come è avvenuto a Montjuic per le Olimpiadi di Barcellona del 1992.

In questo contesto, i volumi dello Stadio e della Torre erano di fatto elementi accentratori, mentre per il resto si trattava di semplice contorno. Nel nuovo progetto, abbiamo puntato a creare un sistema urbano che integrasse i volumi degli edifici con i vuoti urbani - le piazze e il parco - in un rapporto dinamico con il resto della città.

Torino è caratterizzata da una griglia ortogonale e regolare di strade e piazze: nel masterplan del progetto abbiamo voluto riprendere questo linguaggio ortogonale e tradurlo nel volume rettangolare del palahockey e nel landscape design rettilineo e regolare del parco.
La Torre Maratona svolge il ruolo di accentratore, posta di fronte al parco e al termine di un nastro d’acqua in cui si rispecchia.

Il vecchio Stadio è un’opera di architettura molto interessante, con proporzioni azzardate per contenere in un basso edificio grandi masse di pubblico. Il nuovo palahockey si relaziona allo Stadio, che prevedevamo di restaurare, reinterpretandone le proporzioni attraverso l’impiego di materiali moderni. Anche il parco di Piazza d’Armi è stato ridisegnato per sottolineare le relazioni fra i diversi impianti, mentre per quel che riguarda corso Sebastopoli, esso viene chiuso al traffico e trasformato in una grande piazza pedonale, tra il parco e gli impianti, per consentire la gestione dei grandi afflussi di pubblico e creare un luogo ufficiale e rappresentativo per l’evento olimpico.

Il palahockey è composto da un grande volume in acciaio inox di 183 metri per 100, fluttuante su una base trasparente in vetro alta 5 metri. Le misure dei nuovi edifici sono sempre state relazionate alle proporzioni del vecchio Stadio Comunale, alto soltanto 15 metri.

A questo scopo, la copertura principale del palahockey è stata arretrata per lasciare a vista un parallelepipedo rettangolare in acciaio inox, con la stessa altezza dell’affascinante ellisse in cemento del vecchio impianto. La relazione fra il rettangolo scintillante e il volume curvo opaco dello Stadio, con la Torre proprio nel mezzo, permette di creare interessanti tensioni e sfumature visive tra vecchio e nuovo. Se avessimo adottato una forma ellittica, spesso usata negli impianti sportivi, avremmo solo riecheggiato il vecchio Stadio, mentre la scelta di una forma del tutto diversa ci ha permesso di enfatizzarlo, accentuandone il valore. D’altro canto, le facciate del palahockey contribuiscono al dialogo con pannelli in acciaio inox a bugnature ellittiche che riflettono il vecchio Stadio. Per ridurre al massimo l’altezza dell’edificio, la pista di hockey è stata posizionata 7 metri e 50 sotto il livello dell’ingresso, mentre le tribune si sviluppano in parte interrate e in parte fuori terra. Il nuovo palahockey è stato pensato con grande attenzione all’uso post-olimpico, come per il Palau Saint Jordì a Barcellona, realizzato per le Olimpiadi del 1992, che oggi ospita concerti e grandi manifestazioni.

A questo scopo è stato progettato un sistema di solaio mobile che si solleva dalla quota della pista (-7,50 metri) e chiude lo spazio interrato fino al livello zero, creando una sala di 130 metri per 61,4 da utilizzare per atletica indoor, manifestazioni e concerti rock fino a 15.000 spettatori. Le tribune inferiori sono telescopiche e si possono impacchettare lateralmente lasciando al solaio lo spazio per sollevarsi. Nella città industriale di Torino è stata creata una vera e propria fabbrica degli avvenimenti, progettata nel dettaglio per usi futuri diversificati, grazie ai solai e alle tribune mobili che permettono di modificare la distribuzione degli spazi interni con innumerevoli configurazioni.

Andrea Maffei
Arata Isozaki&Associates

 
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