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Home | tamtam | Archivio | Anno 2006 | 2006/1 | L'Urban Center Metropolitano
 
L'URBAN CENTER METROPOLITANO
 
 

Si può davvero discutere, indirizzare, controllare il formarsi della qualità urbana? Un tema, questo, che appare oggi più che mai contraddittorio. Anche se la dispersione urbana, l’affermarsi di retoriche della complessità, il relativismo, almeno di facciata, di ogni forma di giudizio estetico, sembrano allontanare il confronto su queste tematiche, non si perde occasione, da parte di imprenditori, politici, persino finanzieri, di affermare l’importanza della qualità dell’abitare. Una qualità, però, che paradossalmente sembra appartenere più al marketing urbano, che alle politiche territoriali e sociali. E´ davvero arduo pensare oggi a una qualità urbana diffusa, non della singola architettura quindi, senza riproporsi il problema di cosa è oggi pubblico, di quali sono i limiti che ogni individuo accetta per raggiungere un valore condiviso. Se davvero una città come Torino, con la sua area metropolitana, vuole aprire questo fronte, deve attrezzarsi, in primo luogo concettualmente, per affrontare la sfida.

La qualità di un tessuto urbano si costruisce definendo sedi di confronto prima, durante e dopo il processo di trasformazione, legando le architetture a una memoria continuamente interpretata, coinvolgendo attori economici, sociali, ma anche formativi nella discussione di quale qualità si vuole realizzare. Solo in questo modo, la selezione, anche dei valori morfologici delle trasformazioni, potrà avvenire nel confronto fra le parti e l’attenzione non si concentrerà solo sul progetto, ma anche sulle forme di attuazione di quanto si viene concordando. In questa logica nasce l’Urban Center Metropolitano, che assume un ruolo operativo rispetto alle possibili riflessioni sulla Città e il territorio metropolitano, ma che si propone anche, e soprattutto, di diventare struttura di collegamento tra il complesso delle trasformazioni e i cittadini in senso ampio, nella logica di promuovere una comunicazione che sappia diffondere la consapevolezza rispetto a ciò che sta avvenendo e che avverrà.

Nel quadro già molto complesso degli organismi che oggi a Torino costruiscono indirizzi di carattere strategico, l’Urban Center Metropolitano si propone di mettere a punto riflessioni intorno a temi ancora poco indagati come quelli della forma fisica delle trasformazioni. Ricerche preliminari sul sistema delle vocazioni e dei vincoli di aree strategiche a scala territoriale diventano all’interno del lavoro dell’Urban Center Metropolitano il momento per la costruzione di scenari di riferimento dei processi di trasformazione, oltre che per la definizione di prefigurazioni morfologiche.

Obiettivo non è tanto quello di rispondere a problemi di natura estetico-formale, quanto piuttosto quello di proporre strumenti di natura politica, capaci di innescare processi nei quali le immagini della trasformazione possano diventare supporto al governo di territorio, oltre che base per il confronto, anche conflittuale, tra gli attori coinvolti.

Il recente caso della dismissione di un settore consistente dell’area Fiat Mirafiori, per esempio, può diventare occasione per la Città di mettere a punto, attraverso l’Urban Center Metropolitano, alcune possibili ipotesi di prefigurazione: l’apertura del recinto della fabbrica apre inediti scenari per Torino, che riguardano non soltanto il sistema delle relazioni produttive, ma anche nuove opportunità insediative e di assetto morfologico. Se per un verso le ipotesi riguardanti il futuro utilizzo dell’area non possono che essere la risultante di un confronto politico, nondimeno la loro forma fisica può essere oggetto di elaborazioni preliminari, volte a fornire un supporto alla decisione.

La costruzione di tavoli di discussione risulta essere, allora, uno degli aspetti fondamentali del ruolo di Urban Center Metropolitano, che diventa il luogo all’interno del quale possono convergere attori chiamati a orientare la trasformazione, non soltanto istruendo il confronto a livello della forma fisica del singolo intervento, ma anche facendo da collegamento tra le diverse dimensioni (governi comunali, istituzioni, operatori, utenti) entro cui prendono forma i processi di modificazione e sviluppo del territorio.

L’obiettivo è di fornire alle amministrazioni - Città di Torino e Comuni dell’area metropolitana - uno strumento con cui provare a superare le attuali logiche riduttive di attuazione per interventi di scala vasta e carattere sovra-comunale. In questo senso, il ruolo dell’Urban Center Metropolitano può essere quello di avviare un lavoro su temi infrastrutturali - e quindi insediativi - di valore strategico per l’area metropolitana, come per esempio le ipotesi di trasformazione di corso Marche per la zona ovest e della Gronda Est per la porzione collinare orientale.

Analogamente, su temi di carattere più specificamente urbano, la Città ha impegnato l’Urban Center Metropolitano in un’azione di monitoraggio di progetti di trasformazione, che coinvolgono parti importanti della città, il cui valore storico e architettonico - ma spesso anche simbolico per chi le abita - richiede la messa a punto di indicazioni capaci di orientare fin dalle prime fasi il lavoro di operatori e progettisti. È il caso dei progetti di riconversione di alcune strutture industriali in ambiti di trasformazione, come gli stabilimenti Lancia di Borgo San Paolo, le palazzine Fiat di corso Dante e le Officine Grandi Motori di corso Vercelli, sui quali l’Urban Center Metropolitano, di concerto con gli attori coinvolti, ha già avviato azioni di accompagnamento ai progetti.

Essere una struttura realmente operativa, un dispositivo urbano in grado di diventare soggetto centrale nei processi di costruzione della città, sede di discussione sulle trasformazioni e, al tempo stesso, luogo di comunicazione e diffusione nel dibattito urbano.

Su questa scommessa nasce l’Urban Center Metropolitano di Torino, con una duplice vocazione che lo distingue dagli altri urban center in Europa e nel mondo: da un lato la ricerca sulle trasformazioni e l’accompagnamento ai progetti, attraverso la costruzione di tavoli di discussione con i principali attori della città (amministratori, operatori, progettisti); dall’altro la comunicazione sulle trasformazioni e l’architettura, attraverso strumenti e azioni rivolti a un pubblico sempre più interessato a comprendere la città e i suoi cambiamenti.

Esposizioni, dibattiti, arene di discussione, forum, workshop, pubblicazioni e itinerari sono solo alcuni degli strumenti con cui l’Urban Center Metropolitano vuole costruire un percorso di conoscenza sulle trasformazioni, offrendo ai cittadini un aggiornamento costante sui progetti in corso, approfondimenti tematici sui grandi temi di discussione, ma soprattutto chiavi di lettura e strumenti di interpretazione per permettere a ciascuno di costruire il ritagliarsi un proprio ruolo nel dibattito sulla città.

Carlo Olmo
direttore Urban Center

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>GLI OCCHI DELLA CITTÀ
Alcune postazioni telematiche sui cantieri in città
>IL PIANO STRATEGICO
I comuni obiettivi di lavoro
>IL MEZZANINO
Uno spazio espositivo per le mostre temporanee
>I TAVOLI DEI PROGETTI
Materiali di lavoro sui progetti seguiti da Urban Center
>I CORRIDOI TEMATICI
Due spazi espositivi sui temi della trasformazione
>IL MODELLO DELLA CITTÀ

Un plastico interattivo in scala 1: 2000

>CONFERENZE E WORKSHOP

>ITINERARI NELLA CITTÀ

>PUBBLICAZIONI

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