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Torino - 30 maggio 2003
 
 
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NOVEMBRE 2001
 
 

Intesa a Torino tra privati e Atm-Satti. Nasce un Consorzio da 100 milioni di chilometri

Le due aziende pubbliche torinesi (Atm-Satti) e le più grandi aziende piemontesi del settore, hanno sottoscritto un accordo per dare vita ad un Consorzio che sarà aperto alle adesioni di tutti gli altri operatori del territorio della provincia di Torino. Si tratta del primo (per tipo e dimensioni) accordo tra aziende pubbliche e private per il trasporto locale in Italia.

I soggetti protagonisti dell’intesa sono:
il gruppo ATM-SATTI (pubblici) e il gruppo Sadem-Sapav-Autostradale, il gruppo Cavourese, Saeg, ATI, Autoindustriale Vigo, AMC-Canuto (privati riuniti nell’Anav, Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori).

L’obiettivo prioritario è quello di presentarsi insieme per vincere le gare (che dovrebbero partire già dal 2003) relative alla concessione dei servizi. Il Consorzio, in sede di gara, potrà far valere numeri significativi: 100 milioni di chilometri serviti, 6000 dipendenti, 3000 mezzi, 60 depositi.
L’insieme delle aziende che lo compongono, inoltre, può vantare un valore della produzione complessivo di 400 milioni di euro.

Dal punto di vista operativo è importante la sinergia tra le diverse e specifiche competenze e la capillarità del servizio offerto. ATM porterà nel gruppo la specifica capacità di operare nei servizi urbani. Le imprese private e la SATTI vi faranno confluire il loro importante ruolo di operatori extraurbani, su gomma e su ferro, attivi su tutta la provincia di Torino e sulle più importanti direttrici regionali, nazionali ed internazionali, inclusi tutti i tragitti autostradali.

L’intesa tende dunque a valorizzare anzitutto il patrimonio imprenditoriale dell’area torinese nel campo dei trasporti collettivi, patrimonio costruito in decenni di esperienza sul territorio e che nella fase concorrenziale può garantire una continuità del servizio e una elevazione degli standard qualitativi, valorizzando e fornendo inoltre garanzie per quanto riguarda l’aspetto occupazionale.

Ufficio Stampa Unione Industriale, Segreteria ANAV, 21 novembre 2002

 
 
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