contatti english version Associazione Chiamparino.wav
 
Torino Internazionale  


 
 
Torino - 4 gennaio 2004
contatti     mailing list
 
 
Sistema Internazionale
Governo metropolitano
Formazione e ricerca
ImprenditorialitÓ e occupazione
Cultura,Turismo,Commercio e Sport
QualitÓ urbana
Tamtam
Eco dalle cittÓ
Calendario
Associazione
 
 
 
home | Tam Tam | Archivio | Anno 2002 | Numero 4 | Un'idea-progetto
 
 
UN'IDEA-PROGETTO
Torino ha vinto la candidatura per ospitare nel 2008 il Congresso mondiale dell'Unione Internazionale Architetti.
 
 

A Berlino non era facile battere Busan, Siviglia e Tokio, nella competizione tra le grandi città del pianeta per la sede del congresso mondiale di architettura del 2008. Tuttavia ha vinto Torino e il suo tema proposto: TRANSMITTING ARCHITECTURE. Non era facile, e lo dimostra l´intera giornata di ballottaggio nell´intenso rush finale, poiché solo alla terza votazione Torino ha rimontato su Tokio e ha vinto con 114 voti contro 104. Nella storia dell´Union International of Architects (UIA) per la prima volta ha vinto una città italiana, e ha vinto con un´idea lanciata proprio nella stessa città dagli Ordini con quel Manifesto degli Architetti Italiani del ´99, che si trasformò nella Risoluzione sulla qualità architettonica dell´ambiente urbano e rurale del Consiglio dell´Unione Europea solo un anno dopo.

Nel 2008 sarà allora TRANSMITTING ARCHITECTURE, e ancora da Torino, città simbolo: a partire dalla Mole, dovranno sprigionarsi concretamente nelle città del mondo, quei percorsi di democrazia urbana proclamati nella Risoluzione Europea che potranno far leva sulla missione degli architetti. A Genova, in occasione del G8 degli Architetti, presenti i vertici dell´UIA, gli architetti italiani colsero i segnali nuovi di forte cambiamento epocale, e indicarono una necessità: era indispensabile definire gli obbiettivi strategici, i fini del nuovo tempo. Gli architetti italiani segnalarono che la globalizzazione dei mercati doveva essere solo il mezzo, l´importante strumento, per raggiungere le vere mete. Dunque a Genova, si affermò che ormai era giunto il tempo per individuare, con ottimismo, come traguardo sociale, alcune grandi utopie della storia, al momento sostenibili grazie alle conquiste della scienza e della tecnologia. E, nella circostanza, si propose come traguardo sociale possibile la città ideale di Aristotele: "una città che doveva essere costruita in modo da dare ai suoi abitanti sicurezza e felicità". A Berlino, perciò, ha vinto un´idea-progetto che assume, in singolare metafora, la Mole Antonelliana quale antenna che trasmette messaggi di democrazia urbana. È un´immagine che ricorda le antenne fatte di architetture nate dalla fantasia di Umberto Eco nel Pendolo di Foucault: architetture come spinotti ermetici infissi sulla crosta del globo. Un reticolo di stazioni ricetrasmittenti che si comunicano a vicenda le potenze e le direzioni dei fluidi, gli umori e le tensioni delle misteriose correnti sotterranee.

TRAMITTING ARCHITECTURE

Lo sviluppo della tecnologia, la diffusione dei computer hanno stravolto la nostra quotidiana percezione del tempo e dello spazio. Non più un´informazione alla volta, che ci arriva in modo lineare, ma una simultaneità di messaggi, di notizie, di percorsi. Questa visione simultanea ci fa però abbandonare la prospettiva, intesa come quell´organizzazione del mondo che concepisce la bellezza come perfezione immobile, fondata su un unico punto di vista, irrinunciabile e cristallizzato nel tempo. Se accettiamo l´idea della scomparsa della prospettiva, vedremo anche scomparire l´idea della città come messa in scena, come rappresentazione. La città, la metropoli non è più un palcoscenico, ma è essa stessa il racconto rappresentato. Se la città è la narrazione, l´architettura passa velocemente di campo: non fa più parte della scienza rappresentata, non è più il punto di incontro e di esaltazione delle arti figurative. Diventa parte integrante della comunicazione e delle sue tecniche.

Raffaele Sirica
Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti
www.larchitetto.archiworld.it/last

 
 
 ©2002. Tutti i diritti sono riservati.