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Torino - 19 settembre 2003
 
 
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home | Tam Tam | Archivio | Anno 2002 | Numero 3 | Avvicinare i giovani alle professioni
 
 
AVVICINARE I GIOVANI ALLE PROFESSIONI
Un progetto per favorire l'incontro tra il mondo della scuola e il mondo produttivo e sostenere la valorizzazione delle risorse umane.
 
 

Una delle maggiori difficoltà che il sistema industriale, e in particolare il settore metalmeccanico, incontrano dipende dal livello qualitativo della risorsa umana utilizzata. Ciò trova ulteriore conferma in una recente indagine commissionata dall´AMMA al CERIS-CNR sulle caratteristiche strutturali della metalmeccanica torinese.

Oggi il problema della carenza di laureati nel campo tecnico-scientifico e la scarsità di tecnici specializzati si manifesta in forma più acuta, vista la necessità di accrescere i livelli di competitività delle aziende.

All´origine di questa situazione vi è certamente l´annosa questione del mancato incontro fra mondo della scuola e mondo produttivo, per le difficoltà della prima ad adeguare i programmi alla domanda che proviene dal secondo.

La formazione professionale deve rappresentare una struttura consolidata che tenga conto delle vocazioni produttive e territoriali e delle esigenze delle imprese nella creazione di figure professionali che non sono più soltanto quelle classiche, ma che devono rispondere a nuove necessità e obiettivi connessi con l´utilizzo di macchinari e strumenti a controllo informatizzato in produzione e progettazione.

Ma se la scuola stenta ad organizzare i corsi specializzati per formare le figure tecniche più richieste, è anche vero che - sull´altro versante - l´industria non è riuscita sinora a comunicare in modo efficace, ai giovani ed alle loro famiglie, quali siano le sue esigenze e quale tipo di attività viene richiesta in concreto. Di sforzi ne sono stati compiuti molti, ma il pregiudizio culturale, legato ad una visione complessivamente negativa del lavoro di fabbrica, è rimasto sostanzialmente intatto.

Un modo per tentare di vincere il pregiudizio e migliorare la comunicazione industriale in questo campo, può essere quello di organizzare in Piemonte, sull´esempio di quanto avviene già in altri paesi, un Salone dei mestieri; ed è con viva soddisfazione che constatiamo come l´iniziativa in questa direzione assunta a suo tempo da Torino Internazionale, anche con il contributo dell´AMMA, stia giungendo a maturazione.

Ènostra convinzione, infatti, che un salone del genere, nel quale i giovani potranno vedere dal vivo come si svolgono in concreto i lavori per i quali le aziende sono maggiormente carenti di personale potrà rivelarsi molto utile, specialmente se accompagnato da opportune azioni di orientamento mirato.

E l´utilità sarà tanto maggiore se nei tre/quattro giorni di durata della manifestazione gli attori chiamati a presentare le diverse attività saranno anch´essi giovani da poco inseriti nel processo produttivo. In tal modo, non essendovi salto generazionale, il dialogo con i giovani visitatori risulterà notevolmente facilitato.

Questo, almeno, è quanto ci dimostrano le esperienze francesi, in particolare quella di Lione, dove il Salone dei mestieri ha già totalizzato numerose edizioni. Naturalmente una trasposizione automatica dell´esperienza francese non sarebbe proponibile, e forse nemmeno producente, ma se la formula ha dimostrato di funzionare in una regione la cui struttura produttiva è per molti aspetti simile alla nostra, non c´è ragione perché non funzioni anche in Piemonte; in ogni caso, l´AMMA si adopererà al massimo perché l´iniziativa riesca.

Ci aspettiamo che anche gli altri protagonisti si adoperino con lo stesso impegno. Fondamentale, per la riuscita del progetto, è l´attenzione con la quale esso verrà seguito dal mondo della scuola, chiamato a sensibilizzare tutte le sue strutture sull´opportunità che i giovani non solo frequentino il salone, ma ne diventino per così dire i comprimari. In fondo, il Salone è come una finestra aperta sul loro futuro.

Ezio Ponte
Direttore AMMA

 
 
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