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Torino - 19 settembre 2003
 
 
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home | Tam Tam | Archivio | Anno 2002 | Numero 3 | Come cambia il lavoro a Torino
 
 
COME CAMBIA IL LAVORO A TORINO
Diventa sempre pi¨ importante conoscere la domanda di formazione e le intenzioni di lavoro dei giovani, per offrire percorsi mirati e permettere un maggiore collegamento con il mondo del lavoro.
 
 

La qualità e la frequenza che dovrebbero avere le relazioni tra sistema formativo e mondo del lavoro sono oggetto di confronto costante e talvolta aspro tra le parti coinvolte, di monitoraggio e studio per istituzioni pubbliche ed enti di ricerca, di sperimentazione permanente. Per certi versi il quadro in questi anni è sensibilmente migliorato, si sono superate vecchie prevenzioni, realizzate diverse pratiche di eccellenza, chiarite almeno in parte le esigenze dei giovani e delle imprese.
A questo proposito, nelle indagini più recenti dell´Osservatorio del Comune di Torino su formazione e lavoro, gli orientamenti dei giovani diplomati torinesi al mondo del lavoro confermavano tendenze note con qualche elemento di riflessione originale. Turismo, mestieri della ricreazione e divertimento, internet e commercio gli ambiti di lavoro più attrattivi, costruzioni, industria, artigianato manifatturiero le opzioni meno gettonate. Convenzionali nelle preferenze, i maschi guardano ai mestieri tecnici, le ragazze al lavoro d´ufficio, i giovani diciottenni mostrano di avere assimilato perfettamente i "valori" della società contemporanea: determinati e aggressivi, credono solo nei propri mezzi e nell´impegno come fattori di successo, pensano al lavoro come elemento centrale della propria vita e delle proprie opportunità di realizzazione. Danno comunque un giudizio positivo della scuola come spazio di crescita, di relazione, di conquista di autonomia e anche come indispensabile fattore di successo professionale.

Sul fronte del mercato del lavoro si continuano a registrare buoni indicatori di crescita degli occupati nei servizi, crescente occupazione femminile, e una costante tendenza alla riduzione nel manifatturiero. Nell´esprimere le proprie esigenze le imprese confermano indici di elevata sensibilità per tutte le professioni tecniche, progettuali, legate ai sistemi di informazione; buone performance registrano professioni tradizionali e innovative nella distribuzione, piccola e grande, nei pubblici esercizi; molto buone le opportunità in tutte le specializzazioni edili, in particolare in quelle legate al cantiere; sempre deboli le prospettive nei lavori a minor tasso di qualificazione dell´ufficio, segreteria, contabilità.

All´incontro di questi due mondi, stage, tirocini, borse e altre forme di alternanza, sono le leve disponibili, utilizzate in misura assai difforme a seconda dell´indirizzo di studio. In misura significativa nell´istruzione professionale, più contenuta negli istituti tecnici (tra il 25% e il 30% dei giovani sono coinvolti), poco più che simbolica nei licei.

Molte occasioni, molti i casi di cui tenere conto, molto, troppo, è ancora legato alla capacità e dedizione dei singoli operatori.

Se il Salone dei mestieri che si annuncia sarà occasione di condivisione e ingegnerizzazione delle sperimentazioni di valore, per non ripartire per l´ennesima volta da cose già fatte, da informazioni e dati già raccolti, per aprire le porte delle nostre imprese e non per fare bancarella delle offerte, se lasceremo da parte per una volta le solite responsabilità, le solite colpe e retoriche di ciò che la scuola non fa e che invece dovrebbe fare, sarà un buon investimento per tutti, un cardine su cui puntare per il futuro.

Andrea Bairati
FOR.TER Piemonte ASCOM
http://www.comune.torino.it/progettolavoro

 
 
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