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Torino - 19 settembre 2003
 
 
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home | Tam Tam | Archivio | Anno 2002 | Numero 3 | La cultura in prima linea
 
 
LA CULTURA IN PRIMA LINEA
La cultura, da occasione per pochi privilegiati, Ŕ diventata un bene al servizio di tutti i cittadini, per migliorare la qualitÓ della vita e far crescere il piacere di abitare una cittÓ.
 
 

In questi anni si è sempre più consolidata nelle aree urbane in generale, ma in particolare in quelle che si trovano di fronte a importanti processi di trasformazione, la convinzione che la cultura debba essere considerata anche come una risorsa da investire. Ciò perché la cultura può, ma in alcuni casi di urgente necessità di riconversione deve, poter diventare un motore di sviluppo urbano: la valorizzazione del patrimonio, la qualità degli eventi culturali, la ricchezza della produzione locale sono elementi che attraggono ricchezza grazie a turisti e a investitori, che creano occupazione e che promuovono all´esterno le risorse locali.

Ma non si tratta solo di questo: la cultura ha uno straordinario valore comunicativo in sé ma è anche un´immagine con cui un territorio si presenta in modo unitario, nel complesso delle sue caratteristiche economiche, sociali, urbanistiche, turistiche, con il grande vantaggio di essere capace di trasmettere in modo diretto e rapido contenuti e valori. L´esperienza di Bilbao costituisce in questo senso un esempio illuminante, dove l´investimento sulla cultura - a partire da un nuovo museo di livello internazionale - ha anticipato e accelerato un grande processo di trasformazioni e di rigenerazioni della città.

Sulla scia di esperienze di questo tipo, occorre dunque portare le risorse culturali dalla retroguardia in prima linea. Torino si presenta con una straordinaria varietà e ricchezza di autonome risorse e di produzione culturale: sono molti i soggetti coinvolti e molti gli elementi su cui giocare, molti soprattutto i progetti in cantiere. Durante il lavoro per la costruzione del Piano strategico, erano stati individuati come punti strategici e di eccellenza, perché patrimonio esclusivo della nostra città: il Museo Egizio, la Reggia di Venaria e le Residenze Sabaude, la scienza e la tecnica che ruotano intorno all´auto. Per alcune di queste priorità molti progetti sono già in pista, per altri si prevedono rilanci, per altri ancora il futuro è incerto.

Ma è l´intero sistema culturale di Torino che ha bisogno di politiche capaci di sviluppare tutti le sue diverse componenti.

Il nostro progetto cultura, in gran parte già impostato, vuole valorizzare con strumenti adeguati i beni di proprietà della città, creare a Torino nuovi spazi e nuove strutture a disposizione degli operatori, collaborare con gli altri enti e gli altri soggetti per contribuire al potenziamento dei beni culturali e ambientali e dei diversi sotto-sistemi specifici (arti visive, musica, teatro, cinema, danza, lettura).

A differenza di altri ambiti, la responsabilità dell´offerta finale non è esclusiva dell´ente locale, ma è frutto di un complesso e ricchissimo tessuto di autonomi operatori, prime fra tutti le associazioni che spesso sopravvivono con fatica, per cui un adeguato sostegno alle loro attività costituisce un´altra imprescindibile priorità del progetto.

Il sostegno alla produzione di cultura e l´offerta di occasioni di qualità non sono elementi sufficienti a dispiegare completamente le potenzialità della Torino culturale come risorsa. Come ormai ci si sente ripetere spesso non basta disporre di ottime risorse locali per attirare attenzione, stima, visitatori, investitori dall´esterno: occorre compiere ancora due passi fondamentali.

Il primo è quello della comunicazione, punto debole secondo molti nel modo di pensare della nostra città, dove - si dice - le cose si fanno e si fanno bene, ma si fa fatica a farlo sapere. In questo senso occorre forse concentrarsi su alcuni beni culturali e grandi eventi, il cui interesse riesca a varcare i confini cittadini, regionali e nazionali e che funzionino da volano per tutto il resto.

Ciò d´altra parte non significa preoccuparsi soltanto di chi abita lontano da Torino, anzi, significa anche garantire un´offerta di qualità ai nostri cittadini.

Il secondo passo è la consapevolezza che i processi di sviluppo legati alle risorse culturali, primo fra tutti il turismo culturale, presentano meccanismi precisi, che possono risultare non sempre completamente compatibili con gli schemi e la mentalità che si è consolidata nel tempo nei nostri ambienti culturali: se vogliamo davvero profittare della cultura come risorsa per lo sviluppo dobbiamo mettere in conto la rottura con alcuni schemi mentali a cui siamo assuefatti.

D´altra parte è questa la sfida necessaria ed avvincente per far avanzare la cultura dalla retroguardia alla prima linea.

Fiorenzo Alfieri
Assessore alla cultura Città di Torino

 
 
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