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Torino - 16 novembre 2003
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SOSTEGNO ALL'INNOVAZIONE
Due sono i gesti fondamentali di una politica culturale: curarsi della conservazione e curarsi della produzione-innovazione.
 
 

Uno dei compiti principali di una città e di un territorio è certamente quello di conservare e valorizzare il proprio patrimonio artistico e culturale. Obiettivo complesso perchè non è sufficente garantire l´esistenza e la tutela dei beni culturali, ma è sempre più necessario creare iniziative che possano dar loro visibilità e significato nel presente.

Musei, mostre, rassegne svolgono un´attività prevalentemente conservativa così come la maggior parte delle grandi istituzioni culturali, teatri di prosa e teatri lirici. Fino a pochi anni fa esse erano concentrate a conservare e trasmettere un patrimonio culturale composto dal repertorio degli autori considerati classici. Oggi si assiste a una crescente attenzione alla produzione contemporanea e una tendenza a riequilibrare la funzione museale con quella produttiva d´innovazione.

La produzione artistica e l´innovazione hanno bisogno innanzitutto di ambienti, intesi non tanto come luoghi fisici, ma come dimensioni spirituali che ne favoriscano la nascita e la crescita. Contribuisce a creare un ambiente un territorio vivo in cui la cultura sia diffusa e capillare, che significa in termini di strategia culturale affiancare ad una politica dei grandi eventi e delle grandi istituzioni un´attenzione e una sensibilità al territorio. Saper riconoscere quello che nasce localmente e sostenerlo nella crescita è uno dei gesti fondamentali in cui si può esprimere una strategia culturale rivolta all´incentivazione della produzione.

Altrettanto utile e vitale è accelerare la trasformazione delle grandi istituzioni culturali in centri di propulsione alla produzione artistica contemporanea, così come già avvenuto in altri paesi europei quali Inghilterra e Germania.

Se vogliamo non solo conservare e valorizzare ma incentivare la produzione artistica, è necessario riconoscere la formazione come momento centrale, e considerare il sistema formativo come una delle risorse strategiche e vitali di un territorio.

Torino ha capito questa lezione: prima grazie al lavoro di pochi singoli, poi allo sforzo delle istituzioni. Anche noi, a modo nostro, abbiamo cercato di intepretarla. Se l´esperienza della Scuola Holden può considerarsi significativa è perché nasce come idea di poche persone che non si occupavano prima di formazione e che, con investimenti per la maggior parte privati, hanno cercato di creare un piccolo, nuovo esempio di imprenditorialità culturale. Fondamentale è stato esplorare tutta la filiera della cultura: dall´ideazione alla realizzazione alla distribuzione, la Scuola ha fatto nascere siti per educazione a distanza, siti per promozione della lettura, ha prodotto spettacoli, ha creato un punto vendita in cui sperimentare un sistema di presentazione dei libri oggi utilizzato nelle principali catene librarie italiane. Inoltre, la Scuola ha portato a Torino molti giovani.

Il Master Holden ha insegnato a oltre 150 allievi, provenienti da tutta Italia, come si costruisce un romanzo, un film, un cartoon, un testo teatrale, ovvero le tecniche con cui oggetti di narrazione sono prodotti, in continuazione, nel presente. Con il duplice obiettivo di aiutare gli allievi che mostrino un particolare talento a diventare autori e dare a tutti gli altri una formazione culturale e professionale che faciliti l´ingresso nel mondo del lavoro.

I risultati sono che il 75% degli allievi diplomati al Master Holden hanno ottenuto uno stage che nella maggior parte dei casi si è trasformato in lavoro stabile, ma ci sembra un ottimo risultato poter dire che sono allievi della Scuola Holden Davide Longo, Premio Grinzane Cavour miglior scrittore esordiente 2001, e Marco Ponti, regista di Santa Maradona, Premio David Donatello miglior regista esordiente 2002, Andrea Garello che ha firmato soggetto e sceneggiatura di Amnesia di Gabriele Salvatores. La lista potrebbe continuare con Sara Beltrame, scrittrice per Rizzoli, Evelina Santangelo scrittrice per Einaudi, Chiara Laudani sceneggiatrice di Voci.

Siamo per natura aperti a collaborazioni: non solo sul nostro territorio, ma anche con città come Milano e come Roma, in cui abbiamo attuato progetti specifici. Crediamo che Torino possa nutrirsi di cultura, magari aggiungendo un pizzico di scommessa e di malizia al suo già notevole agire quotidiano.

Antonella Parigi
Presidente Scuola Holden

 
 
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