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Torino - 19 settembre 2003
 
 
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SPORT, TEMPO DI STRATEGIE FORTI
L'obiettivo degli enti di promozione sportiva Ŕ aumentare la funzione strategica dello sport all'interno del panorama delle attivitÓ produttive cittadine e proporre un modello sportivo a sostegno della cultura, del turismo, del sociale.
 
 

Arriviamo da anni difficili nei quali il progressivo smembramento di identità del CONI, nato per sostenere lo sport nazionale, ha posto in grande difficoltà il sistema sportivo italiano.

Tali difficoltà, a contatto con il territorio torinese, sono state amplificate dalla nostra incapacità di trovare risorse extra istituzionali, in un momento in cui la grande industria, per tutti gli anni ´80 motore di società di prima grandezza, ha deciso di non occuparsi più di questo settore.
Negli ultimi anni Torino ha perso molte realtà sportive essenziali alla crescita di campioni e di pubblico: prima il basket, poi il volley con i suoi reiterati tentativi di rinascita, il calcio a 5 ed infine la pallanuoto che si dibatteva da anni in una situazione di irrisolvibile crisi economica.

Èsopravvissuto solo il calcio: il vecchio football ha imparato, attraverso un processo di osmosi progressiva con le regole dello spettacolo mediatico, a muoversi autonomamente con equilibri e dinamiche proprie e questo, per ora, ha rappresentato la sua ancora di salvezza. Ma quanto durerà? In questo panorama il CUS Torino ha tentato di cogliere le esigenze di un mondo universitario in trasformazione garantendogli servizi ed attività sempre di più alta qualità. Si può dire senza timore di essere smentiti che il CUS Torino ha alimentato lo sport torinese, creando strutture, compagini e realtà societarie che tagliando poi il cordone ombelicale hanno saputo garantire al territorio scorci di grande spettacolo sportivo. L´ultimo sopravvissuto è il volley di Cuneo, che alla fine degli anni 80 rilevò proprio dal CUS i diritti sportivi di serie A.

A 4 anni dall´evento sportivo per eccellenza, le Olimpiadi (benchè soltanto invernali) evento al quale ormai tutti si aggrappano per il rilancio del territorio, rischiamo dunque di affacciarci senza contenuti sportivi di rilievo nazionale.
Ricostruire la cultura dello spettacolo sportivo senza spettacolo sportivo è un po´ come andare in guerra senza armi, ma è in questa situazione che emerge la capacità del nostro territorio di lavorare duro per ricostruire e trasformare i fallimenti in opportunità.
Quale potrà essere il ruolo dello sport nello sviluppo della città nel prossimo quinquennio?
Parliamo di quinquennio e non di quadriennio per includere anche le Universiadi invernali di Torino 2007 che potranno prolungare di un anno la vitalità, gli entusiasmi e gli interessi sul territorio calamitati da Torino 2006.

La preparazione dovrà essere non solo dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto dal punto di vista culturale; la cultura sportiva è qualcosa che si costruisce lentamente, attraverso il lavorare duro del fertile tessuto associazionistico sportivo torinese che da sempre ha traghettato lo sport della città attraverso i periodi bui.
Si deve affrontare la complessa lotta, a volte anche politica, per riuscire a portare a Torino eventi di prima grandezza e combattere per non farseli sottrarre da sotto il naso. Serve una sapiente pianificazione di progetti sportivi che sappiano costruire un solido mix tra realtà organizzative, componenti aziendali private e un dialettico rapporto con le istituzioni territoriali. Solo queste sinergie potranno garantire il radicamento sul territorio di compagini sportive di alto livello strutturate e durature che rappresentino il volano indispensabile al consolidamento di quella cultura dello sport che non è nel curriculum del torinese, ma che dovrà assolutamente esserlo.

Serve infine una precisa strategia che sappia integrare in ambito scolastico e universitario la preparazione della mente con quella del corpo.
Tutto questo può sembrare ovvio, ma le risposte concrete quali possono essere? Proviamo ad individuare molto schematicamente alcune priorità e i progetti necessari a rispettarle:

  1. Reperimento delle risorse
    Da quando il CONI è venuto a mancare, tutto il mondo sportivo ha rivolto le sue attenzioni, e soprattutto le richieste di ordine economico, alle istituzioni territoriali (Regione, Provincia, ComuneS) che non sono preparate a sostenere in maniera così massiccia lo sport e non possono neppure aumentare illimitatamente i budget relativi al settore. L´unica possibilità è riuscire a creare delle strutture miste istituzional-private che in forma di consulta/fondazioni sappiano disporre di budget compositi in cui l´investimento privato-pubblico e l´apporto delle fondazioni siano decisamente importanti.
  2. Programmazione degli eventi
    Costruire un percorso di crescita sportiva attraverso la programmazione di un calendario di eventi importante e coinvolgente risulterà determinante sia per la formazione di una diffusa coscienza sportiva, sia per l´affermazione della sensibilità verso lo spettacolo sportivo che ci permetterà di valorizzare ed utilizzare i grandi impianti, che non abbiamo mai avuto ma che a breve avremo, nel periodo olimpico e post olimpico.
  3. Promozione del territorio
    Prendere consapevolezza da una parte dell´immagine turistica di Torino e dall´altra delle incredibili potenzialità che il territorio offre, sarà importante per capire che lo sport è uno degli strumenti più efficaci per portare potenziali turisti a contatto con il territorio.
    La creazione di percorsi di promozione turistica in sinergia con il mondo sportivo, potrà garantire la promozione del Piemonte nel mondo e dovrà diventare una certezza sulla quale poter lavorare in modo programmato, strutturato e continuativo.
  4. Valorizzazione del patrimonio didattico
    Lo sport deve essere utilizzato in chiave di valorizzazione di quell´immenso patrimonio didattico rappresentato dalla presenza radicata nel tessuto sociale cittadino di due forti e qualificati atenei come l´Università e il Politecnico.
    All´interno dei nuovi progetti di residenza universitaria dovranno sempre maggiormente integrarsi le strutture didattiche con quelle sportive così da garantire un plus agli studenti di altri paesi che relazionandosi con il contesto universitario potranno utilizzare lo sport come strumento di integrazione sociale e culturale.
  5. Strutture di analisi e ricerca dedicate
    Proporre Torino, attraverso una stretta collaborazione con l´Università ed il Politecnico, come crocevia per lo sviluppo e l´insediamento di strutture/organismi di ricerca e monitoraggio del sistema sportivo mondiale:
    • un osservatorio permanente sul sistema sportivo universitario;
    • un centro di ricerca mondiale sulle problematiche mediche, psicologiche e sulle metodiche di allenamento in ambito sportivo.

Riccardo D´Elicio
Presidente CUS Torino

 
 
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