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Torino - 19 settembre 2003
 
 
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COSTRUITI PER COMPETERE
Da quando Torino Ŕ stata scelta per organizzare le Olimpiadi invernali del 2006 Ŕ iniziata una corsa contro il tempo per costruire un sistema che consentisse di arrivare preparati all'appuntamento olimpico e di progettare in modo efficace l'utilizzo delle strutture dopo l'evento.
 
 

Dal punto di vista sportivo i primi problemi da affrontare in stretta collaborazione con il TOROC sono stati quelli della scelta dei siti di gara. Torino è ricca di impianti sportivi, alcuni dei quali necessitano di interventi di adeguamento o riqualificazione. Tra le aree che verranno maggiormente modificate per il grande appuntamento del 2006 c´è quella storicamente più significativa e che necessita dei lavori più onerosi: Piazza d´Armi e lo Stadio Comunale. L´obiettivo del progetto, ottimizzando le risorse economiche a disposizione, è riuscire a creare un´unica area polisportiva polifunzionale collegando tra loro tutti gli impianti sportivi che gravitano in quell´area, dal Combi, al Callegaris, alle piscine, all´antistadio, al Circolo della Stampa-Sporting. Un´area che potrebbe avere pochi eguali nel resto del mondo e consentire a Torino un forte posizionamento nel circuito del turismo sportivo internazionale.

Nel contempo Il Comune di Torino sta lavorando per creare un modello di gestione ad hoc per la promozione e l´utilizzo post olimpico degli impianti. Una criticità è rappresentata dalla tipologia degli impianti necessari ad ospitare le gare. Alcuni di questi, infatti, hanno dimensioni o caratteristiche (mi riferisco al palazzetto Hockey 1 o alla pista da bob o al trampolino) tali da essere difficilmente gestibili in modo economicamente vantaggioso direttamente dalle pubbliche amministrazioni. A questo proposito, le città che prima di Torino hanno organizzato le Olimpiadi Invernali hanno studiato e applicato in seguito dei modelli di gestione che contemplano soluzioni personalizzate. Il Comune di Torino perciò, sta analizzando questi modelli con l´intenzione di crearne uno proprio per la gestione degli impianti, che coinvolga le migliori professionalità del settore e il mondo economico, e che permetta la crescita dell´occupazione nel settore sportivo, grazie all´utilizzo di impianti all´avanguardia.

Si tratta, quindi, di una grande sfida, che deve garantire il successo delle Olimpiadi oltre il 2006.
Ma una sfida minore se confrontata con quella di riuscire ad aumentare il livello di praticanti attraverso efficaci politiche di sviluppo della pratica sportiva, agonistica e non.

Renato Montabone
Assessore allo sport della Città di Torino

 
 
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