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Torino - 19 settembre 2003
 
 
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ARTE CONTEMPORANEA
Succede a Torino da qualche anno, grazie alla sua innata essenza di laboratorio sperimentale, al sogno di molti appassionati e a una precisa strategia politica.
 
 

Una ex città industriale che si ritrova avviata a un futuro di centro culturale internazionale, con la memoria ancora piacevolmente ancorata a un nostalgico passato di capitale sabauda, ma con un´insopprimibile aspirazione a divenire polo dell´arte contemporanea.

Decenni di "rivoluzione industriale" avevano trasformato Torino in moloc produttore, con la FIAT al centro di un tessuto di terziario indotto, plasmando l´immagine di una città grigia e operaia. Poi c´è stata la crisi, che portò alla consapevolezza del doversi reinventare, andando a rispolverare risorse dimenticate.

La cultura intesa come arte, cinema e teatro, come recupero e valorizzazione del patrimonio urbanistico cittadino e dei beni culturali e ambientali di tutto il territorio divenne l´obiettivo su cui puntare. Nasce il Castello di Rivoli, riapre la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, e di lì inizia una corsa per arricchire di luoghi e progetti la dimensione della cultura in Piemonte, con un impegno della pubblica amministrazione assoluto, in un cammino parallelo insieme a fondazioni private, collezionisti e galleristi.

Torino ha cambiato faccia nell´immaginario nazionale e non solo, con artisti di giovani generazioni che hanno creato una continuità con quelle più storiche e già affermate, prima fra tutte quella dell´Arte Povera.

La città si é rivelata un crogiolo di arte emergente, con nuovi talenti e con una rete che vi ruota attorno, in un fiorire di tante iniziative sia pubbliche sia private.

Ma adesso si è a un´altra svolta, cioè quella dell´affermazione stanziale, che fa diventare un progetto e la sua grande prova generale una realtà quotidiana. Questo Novembre dedicato all´arte contemporanea è stato una sorta di festival, con un calendario pieno di appuntamenti. La città trasformata in esposizione en plein air di arte urbana con Luci d´Artista e ManifesTo, le inaugurazioni multiple alla GAM e al Castello di Rivoli, la fiera Artissima, la serata con venti gallerie cittadine che aprivano contemporaneamente, le mostre a Palazzo Bricherasio, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Guarene, alla Fondazione Italiana per la Fotografia, ma la lista è più lunga. Poi l´attesa per la prossima edizione primaverile della biennale torinese di BIG, l´apertura del centro d´arte contemporanea della Fondazione Sandretto in corso Lione, i molti ex spazi industriali in corso di riconversione per essere destinati a diversi usi culturali. Eppure ci sono ancora dei limiti effettivi da superare, soprattutto a livello di mentalità più che d´investimenti, con un apparato dirigenziale e gestionale che deve sprovincializzarsi in alcune cose, e che soprattutto deve allargare lo sguardo per ambire a una visione fatta di più punti, forti, non di supremazie. Un tessuto di eccellenze nei diversi ambiti artistici, che insieme creino un´immagine forte e qualificata, con ogni realtà funzionale all´altra.

Creare insomma un vero sistema organico e organizzato della cultura, per cui siano molti i motivi e gli stimoli di qualità per venire a Torino, dall´arte al Torino Film Festival, alla Fiera del Libro.

Per il direttore della GAM PIER GIOVANNI CASTAGNOLI: "La concentrazione degli appuntamenti progettati per il Novembre dell´arte contemporanea a Torino del 2001, la loro varietà e ricchezza, così come la pluralità dei soggetti che sono stati attori delle diverse iniziative costituiscono una prima, forte dimostrazione dell´enorme potenzialità di successo di un sistema che non trova eguali, per consistenza e vivacità, in nessun altro centro della penisola e che deve essere indirizzato a ricercare forme stabili e continuative di collaborazione e di concertazione dei programmi. Così facendo, Torino potrà accrescere e perpetuare il ruolo di primo piano che, sul terreno della promozione dell´arte contemporanea, negli ultimi tempi ha saputo conquistare."

Per IDA GIANELLI invece, direttore del Castello di Rivoli: "Era giusto fare una grande prova generale per capire se Torino poteva farcela a essere una città di cultura, dal cinema all´arte. E in effetti ce la sta facendo ad affermarsi in questa direzione, e sarà fantastico se lo sarà sempre di più! È poi però importante che anche nel resto dell´anno si sottolinei e supporti questo impegno, con una costanza che naturalmente non abbia la tensione concentrata di questo mese di novembre, impossibile da sostenere sia da parte del pubblico sia da noi. Tutto questo insieme di iniziative è un´esperienza assolutamente da ripetere, senza mai abbassare la guardia, ma riproponendola ogni anno, come momento in cui si focalizza l´attenzione."

Da parte di PATRIZIA SANDRETTO RE REBAUDENGO, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l´Arte: "La sinergia di forze che gravitano attorno ad Artissima è molto positiva e testimonia come istituzioni pubbliche, istituzioni private e gallerie possano, lavorando insieme, creare una situazione di grande interesse e coinvolgimento per il pubblico. È necessario quindi credere fermamente e collaborare affinché Torino diventi definitivamente, e non solo per un mese, il polo italiano dell´arte contemporanea. Da parte mia, mi sto impegnando con convinzione; ne è una prova concreta il nuovo spazio della Fondazione che aprirà a Torino nel 2002."

"Sono ormai molti anni che la sosteniamo e sponsorizziamo con impegno l´arte contemporanea a Torino - commenta invece il vicepresidente della Fondazione CRT GIOVANNI FERRERO - con eventi che vanno da Artissima alle iniziative della GAM e di Rivoli. È importante mantenere un´attività e un sostegno costanti, ma è anche vero che un mese di visibilità come questo novembre 2001 si rivela un´ottima mossa, perché mette in luce un lavoro lungo tutto l´anno, creando un´attenzione positiva per tutti. Quindi credo ci sia buona convivenza tra l´esigenza di dare un´immagine forte con una concentrazione di iniziative ravvicinate da un lato, e dall´altro quella di costruire una piattaforma durante tutto l´anno."

Olga Gambari
Critico d´arte

 
 
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