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Torino - 19 settembre 2003
 
 
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UN SET CHIAMATO VENARIA
 
 

Torino si sta proponendo con successo quale sede per l´ambientazione di film di grandi autori, in virtù delle sue tradizioni cinematografiche e grazie ad una politica di valorizzazione ambientale e urbanistica ad hoc.

Seguendo l´esempio del capoluogo, anche la Venaria Reale intende candidarsi legittimamente a ricoprire un ruolo di primo piano come location di audiovisivi di pregio, in grande coerenza con le azioni del Piano strategico che prevedono la valorizzazione del sistema del cinema a Torino.
L´iniziativa "Cinema in città: un set chiamato Venaria", proposta dal Comune di Venaria in occasione della mostra Venaria 2001, si inserisce a pieno titolo in questo programma, con l´obiettivo di mostrare al pubblico le potenzialità e la storia cinematografica della città, coerentemente con l´allestimento in corso alla Reggia, che prevede di utilizzarla come set permanente, in cui sia possibile per i turisti visitare ogni giorno la vita di corte sabauda del Seicento e del Settecento.

La mostra è stata curata e resa possibile dall´Ufficio Relazioni Esterne e Marketing della Città di Venaria Reale in seguito ad una ricerca inedita e pionieristica, che ha portato a riscontrare che Venaria ha costituito in passato lo scenario ideale per la realizzazione di importanti film.
"Napoleone" di Carlo Borghesio del 1951, "Il boia di Lille" e "Il cavaliere di Maison Rouge", pellicole del 1952 e 1953 di Vittorio Cottafavi (con riprese effettuate anche a Druento), "Passione d´amore" di Ettore Scola (girato quasi interamente a La Mandria nel 1981), "La puttana del re" di Axel Corti (con scene drammatiche filmate alla Reggia nel 1988) ed ancora i più recenti "Federico e Carolina" di Lina Wertmuller, "L´uomo della fortuna" di Silvia Saraceno, "La Sindone" di Lodovico Gasparini, e "I cavalieri che fecero l´impresa" di Pupi Avati, che presentano immagini e scorci della Reggia, della Mandria o del Centro storico cittadino. Nell´elenco bisogna anche considerare due film per la televisione: "La bufera" di Edmo Fenoglio, apparso sugli schermi nazionali nel 1975, e "A che punto è la notte" di Nanny Loy, girato nel 1994. La mostra ha presentato le opere cinematografiche attraverso schede tecniche particolareggiate, accompagnate dalle immagini delle locandine dei film o dei luoghi di Venaria che ne sono stati il set, dalla recensione delle trame, e da un richiamo ai film attualmente in lavorazione o in programma a Venaria.

Altri due importanti segnali in questa direzione sono la recente rinascita del vecchio teatro Principessa Elena come prestigiosa multisale e l´acquisizione dell´ex Cinema Dante da parte del Comune per riconferirgli lustro come sede di spettacoli culturali.

Poiché molte realtà dell´area metropolitana torinese, come Venaria, stanno puntando sulla cultura come strumento di sviluppo economico e commerciale, credo che tra i punti di discussione di Torino Internazionale nei prossimi mesi dovrà esserci anche quello dello sviluppo condiviso di questi obiettivi. La promozione comune delle tante iniziative culturali in corso o in progettazione potrà essere utile sia agli enti locali, sia alle fondazioni bancarie sia, come è fondamentale, ai cittadini.

Giuseppe Catania
Sindaco di Venaria

 
 
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