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Torino - 23 settembre 2003
 
 
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home | Tam Tam | Archivio | Anno 2001 | Numero 2 | La Chiesa dialoga con la Citta'
 
 
LA CHIESA DIALOGA CON LA CITTA'
Nel giugno dell'anno scorso si Ŕ tenuto a Torino Esposizioni, nelle sale del Teatro Nuovo, il convegno "La Chiesa dialoga con la CittÓ", fortemente voluto dal Cardinale Poletto, Arcivescovo di Torino.
 
 

Un´occasione per mettere a confronto il percorso che la Chiesa torinese intende intraprendere in ambito cittadino con le esigenze di crescita di tutta l´area metropolitana.

Di quel convegno sono usciti da poco - nello scorso mese di marzo, per l´esattezza - gli atti, pubblicati dalle edizioni San Massimo: una buona opportunità per riprendere il discorso allora avviato e per presentarne gli esiti non solo all´élite di coloro che vi hanno lavorato, ma a una popolazione di lettori più ampia, che va dai parroci ai fedeli ai laici, tutti impegnati nella faticosa trasformazione del territorio.
Il volume che consta di 148 pagine e riporta la stessa quadripartizione del convegno (cultura, economia e lavoro, emergenze sociali, istituzioni) non è tanto un libro del rumore, ma piuttosto registra un sapiente brusio fatto di migliaia di parole non banali, tutte rivolte all´individuazione di un bonum commune che sta a cuore a tutti.

La relazione di Mario Deaglio, sul futuro economico e occupazionale dell´area torinese, quella di Ambrosini sulla città post-fordista e quella di Franco Pizzetti sul rapporto tra città e istituzioni, insieme a quella del sottoscritto, che tentò una lettura culturale del problema, costituiscono l´ossatura per oltre cento contributi che a buon diritto vanno sotto il titolo di "Voci della città".
Perché il clima del convegno è stato improntato ad una equilibrata coralità; la retorica è rimasta alle porte: su Torino non c´è da ridere, ma nemmeno da piangere, e il tocco ecclesiale è stato pratico, ponendo con amicizia a tutti la semplice e tremenda domanda: "Che fare?".

Nel convegno il senso di solidarietà ha svelato che esiste oggi nella città un "patrimonio multiforme" a cui contribuiscono unitamente Chiesa e società civile.
Venne ricordato già in quella sede che Torino è la prima città italiana a dotarsi di un piano strategico: in questo contesto civile il dialogo ha ribadito la voglia di "destino complessivo" della nostra comunità, di cui i cristiani sono parte e a cui contribuiscono consapevoli di questo senso di appartenenza. Affinchè quel convegno non si riducesse ad un episodio, il Cardinale Poletto espresse l´intenzione che l´occasione fosse lo spunto per "imparare, conoscere problemi, sentire proposte", ma con il preciso intento di non affrontare il futuro con l´idea che "tutto sarà come prima".
A tal fine, in questi ultimi mesi, con il significativo titolo "Costruire insieme", si sta articolando il Piano pastorale dell´Arcivescovo, che si muove proprio sulla linea del confronto.
L´obiettivo è di lavorare per la Città e il suo sviluppo "ad ogni livello, materiale, culturale e spirituale" con particolare attenzione (per riprendere ancora le parole di conclusioni del convegno) "alle giovani generazioni".

Èda sottolineare che - come Bruno Manghi ricordò al convegno - "lo sviluppo non è l´obiettivo, ma la condizione. L´obiettivo è mettere la persona nella condizione di potersi realizzare".
Ecco perché al cuore del Piano pastorale ci sono "l´uomo,la famiglia, la città, progettata come luogo di incontro e di vita di tutte le persone e non solo di pochi".
Ecco perché vorrei chiudere con una battuta tratta dal salmo 127, che contiene la bellissima frase "Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode".

Mons. Giuseppe Pollano
Responsabile del Forum "Chiesa-Città"

 
 
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