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Torino Internazionale  


 
 
Torino - 23 settembre 2003
 
 
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home | Tam Tam | Archivio | Anno 2001 | Numero 2 | Stoccolma: la citta' piu' tecnologica d'Europa
 
 
STOCCOLMA: LA CITTA' PIU' TECNOLOGICA D'EUROPA
PerchÚ puntare su nuove tecnologie, riqualificazione urbana e nuova architettura. Considerazioni dopo gli incontri con le cittÓ di Stoccolma, Monaco e Glasgow.
 
 

Ho avuto l´onore di partecipare all´incontro di Torino Internazionale centrato sulle "città tecnologiche", in cui i rappresentanti della città di Stoccolma hanno raccontato con chiarezza la strategia perseguita per la realizzazione di un distretto tecnologico, che ha portato nel giro di qualche anno l´economia high-tech svedese a svolgere un ruolo primario nel mercato internazionale. Al contempo, quell´incontro ha posto in evidenza la possibilità reale per Torino di seguire la medesima strada, seppur con una diversa strategia. Direi di più: Torino, nei fatti, ha già intrapreso questa strada, come dimostra ad esempio l´arrivo nell´area torinese di importanti insediamenti di aziende come Motorola e Colt.

Attirare a Torino aziende dall´estero è importante. Tuttavia, a mio parere, è indispensabile che la città si metta anche, e al più presto, nell´ottica di creare le condizioni affinché molte nuove aziende tecnologiche possano nascere qui, e da qui espandersi in Italia e nel resto del mondo. Questo può avvenire, perché la tecnologia è ormai patrimonio genetico di questa città.

Ma perché avvenga veramente è necessario avviare un progetto strategico pensato in funzione delle unicità e delle eccellenze della nostra area, piuttosto che tentare una replica di esperienze altrui. Dunque quali sono i vantaggi competitivi di Torino, e quali le scelte da fare?

A Stoccolma, per esempio, hanno individuato un´area, convinti dalla più grande azienda del settore che lì si poteva costruire un vero e proprio distretto tecnologico e messo a fianco delle imprese un centro universitario pensato su misura per le esigenze delle imprese. A Torino, invece, ritengo si debba partire da un serio piano per lo sviluppo delle infrastrutture, parola che vuol dire molte cose: dagli spazi per uffici cablati a banda larga, alla possibilità di avere treni superveloci per Milano, con connessione alla rete. Ma la cosa assolutamente imprescindibile è la creazione a Torino di un nodo centrale di rete con collegamenti internazionali diretti alle principali città europee, un vantaggio competitivo forte da offrire a tutte le aziende che vogliono veramente competere sul mercato globale.

Contemporaneamente è necessario investire sulla formazione, a partire dallo sfruttamento innovativo dell´asset più strategico della città: il Politecnico. Ma per creare un polo tecnologico non servono solo ingegneri; servono anche persone formate in ambito business e umanistico in funzione delle aspettative del mercato della rete: in questo senso il modello di Stoccolma è senz´altro condivisibile. Infine, è indispensabile smuovere un po´ le acque del locale sistema creditizio, ponendo le condizioni per l´arrivo a Torino delle società di venture capital, capaci di dare impulso alle crescenti "voglie imprenditoriali" di parecchi giovani torinesi. La banda larga, il Politecnico e la scuola, la finanza. Su tutto, il nodo centrale di rete. E attorno una città che, me ne sto rendendo conto, sta diventando ogni giorno più interessante e vivibile. Diamoci da fare, si può.

Adriano Marconetto
Presidente Vitaminic SPA

 
 
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