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Torino - 23 settembre 2003
 
 
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MONACO: L'USO DEL TERRITORIO PER SVILUPPARE ECONOMIA
PerchÚ puntare su nuove tecnologie, riqualificazione urbana e nuova architettura. Considerazioni dopo gli incontri con le cittÓ di Stoccolma, Monaco e Glasgow.
 
 

Monaco è una città turisticamente attraente e gradevole ma anche e soprattutto una città industriale: ecco perché il confronto con Torino può rivelarsi efficace. Nel corso degli ultimi 10-15 anni il governo della città bavarese si è mosso con rara coerenza nella formulazione e implementazione di politiche volte a difendere aspetti dell´identità cittadina considerati irrinunciabili di fronte a difficoltà e sfide competitive sempre più dure. La variante di pianificazione strategica elaborata dalla capitale bavarese (Prospettiva Monaco) si articola in sette obiettivi generali relativi a uno sviluppo economico e urbano sostenibile.

Gli obiettivi in quanto tali presentano il solito rischio di genericità e di eccessiva condivisibilità: chi non è d´accordo sulla "difesa e promozione dell´occupazione e della prosperità economica" o sul miglioramento della qualità della vita urbana? Gli obiettivi sono però resi più credibili e concreti dalla articolazione in progetti e da una vasta attività d´informazione e animazione; ma soprattutto dalla storia recente delle politiche urbane monacensi, che presenta caratteristiche a suo modo esemplari. Il Piano ha progressivamente delineato un´immagine coerente e tendenzialmente condivisa della città che si vuole, con aspetti non sempre scontati: ad esempio, una città "compatta" e funzionalmente differenziata e mista, che cerca di trattenere al suo interno le attività produttive, anche manifatturiere.

Di questa politica testimonia tra l´altro la costituzione di un certo numero di Gewerbehoefe: edifici industriali ristrutturati o edifici di nuova costruzione che ospitano, offrendo alcuni servizi comuni, decine di piccole imprese che sarebbero state altrimenti condannate alla delocalizzazione, con buoni risultati urbanistici e occupazionali. Il governo cittadino ha insomma deciso di fare politica industriale, e di farla sfruttando tutti gli strumenti a sua disposizione, primo fra tutti la possibilità di influire in misura decisiva sull´uso del suolo. A differenze di altre esperienze, nel caso di Monaco sembra chiaro il tentativo di implementare efficacemente le politiche costituendo nuove organizzazioni (come nel caso delle società che gestiscono Gewerbehoefe e centri tecnologici) o modificando il funzionamento dell´apparato pre-esistente: ad esempio col potenziamento del Dipartimento urbanistico, o con l´incorporazione nel Dipartimento per il lavoro e l´industria di attività di animazione economica prima affidate a una società esterna.

Anche a Monaco l´implementazione di politiche sensate e ambiziose incontra difficoltà, in parte analoghe a quelle che conosciamo da noi: una certa tendenza del governo cittadino e di quello regionale (il "libero stato di Baviera") a comportarsi come potenze indipendenti; una notevole difficoltà nel coordinamento con i comuni dell´area metropolitana, affidato in misura decisiva alla buona volontà degli interessati.

Ma occasioni importanti sono state usate al massimo: ad esempio lo spostamento dell´aeroporto e la conseguente disponibilità di una vasta area in territorio urbano. L´operazione, che ha come punto chiave la rilocalizzazione delle attività fieristiche, è stata presentata in dettaglio a Torino e non è ancora conclusa: ma a giudicare da come si profilano i risultati gli obiettivi strategici sono stati presi sul serio.

Angelo Picchierri
Dipartimento di Scienza Sociali Università di Torino

 
 
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