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Torino - 23 settembre 2003
 
 
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GLASGOW: LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI AL PROGETTO
PerchÚ puntare su nuove tecnologie, riqualificazione urbana e nuova architettura. Considerazioni dopo gli incontri con le cittÓ di Stoccolma, Monaco e Glasgow.
 
 

Glasgow è la terza città britannica per popolazione ed occupazione: nella sua area metropolitana vive circa il 12% della popolazione della Scozia (750.000 abitanti) e lavora il 15% degli addetti (350.000 unità). Cifre ragguardevoli, riferite però ad un´agglomerazione che si è da poco conquistata una nuova capacità attrattiva, dopo anni di durissima crisi. Affermatasi nel XX secolo per l´industria pesante, ha goduto dei benefici di una crescita poco diversificata, seguita da una deindustrializzazione devastante. Per farvi fronte, da circa trent´anni le amministrazioni conducono iniziative ed azioni importanti di rigenerazione economica ed urbana. La ripresa, dopo tanti esperimenti, pare però ormai avviata. Per la riconversione hanno puntato su cinque settori diversi (che dal 1997 al 2005 daranno 24.000 nuovi addetti).

E la cultura e lo svago rientrano tra quelli prioritari. Ci sono infatti cinque università nell´area metropolitana, mentre il turismo culturale cresce, forte degli investimenti che lo hanno reso uno degli assi privilegiati della sua strategia di sviluppo, messa definitivamente a punto negli ultimi dieci anni. Prima, anche se tutti lavoravano per rinnovare la città e la sua immagine, mancava quella integrazione delle iniziative che ora invece si sta affermando. Le strategie perseguite si affidano ad organismi differenziati, in relazione alle finalità proposte: una crescita economica sostenibile, più posti di lavoro per favorire chi vuole venire a viverci, un ambiente competitivo e gradevole, una effettiva promozione sociale. Per l´economia, opera un´Agenzia di sviluppo pubblico/privata creata dallo Stato e diventata un saldo punto di riferimento per la raccolta delle risorse e la scelta degli investimenti.

La pianificazione fisica è compito degli uffici tecnici municipali, cui compete la redazione degli strumenti di piano (il city plan). La pianificazione strategica, infine, è l´espressione di una politica urbana attenta ai bisogni della parte più debole della popolazione, soprattutto laddove la disoccupazione colpisce il 60%-70% degli abitanti. La parte bella della città è quella centrale, vittoriana, ormai completamente restaurata al punto da non far più riconoscere nei suoi palazzi ripuliti gli edifici anneriti dalle scorie industriali di vent´anni fa. Ma quella intermedia, insieme alle ampie periferie, è molto frammentaria e richiede di essere curata di più, per frenare la perdita di popolazione. Ecco dunque nascere, nella strategia generale, azioni specifiche volte a migliorare l´immagine e il profilo della città a livello nazionale e anche internazionale. In questi ultimi anni Glasgow ha puntato molto sui "grandi eventi" (città della cultura, dell´architettura, ecc.): un´attività iniziata nel 1988 con il Garden festival (un grande successo anche se utile a rinnovare solo una parte della città).

In ogni caso, lo stimolo giusto per affidarsi alle manifestazioni culturali, la cui affermazione è servita a compensare il parziale rallentamento delle iniziative economiche più prospere. Nel 1999, l´anno dell´architettura, con il 20% degli investimenti effettuati sulla parte centrale della città, il Comune ha rilanciato Glasgow con una nuova immagine. Ora, per il richiamo turistico, è diventata la seconda città della Gran Bretagna. Così continuerà a fare: un nuovo evento per il 2002 ed altri ancora ogni 4-5 anni, per compensare i settori declinanti.

Riccardo Bedrone
Presidente Ordine degli Architetti della provincia di Torino

 
 
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