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Torino Internazionale  


 
 
Torino - 23 settembre 2003
 
 
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TORINO, QUALE COMPETITIVITA' IN EUROPA?
Torino Internazionale, Ires e Itp hanno promosso una ricerca per conoscere l'evolvere del posizionamento della cittÓ e dell'area metropolitana nel panorama nazionale e internazionale. Ecco i risultati dell'analisi condotta da Eu-Polis, centro di ricerca dell'UniversitÓ e del Politecnico di Torino.
 
 


A partire dagli anni Novanta tanto la letteratura teorica quanto la pratica politica hanno dedicato spazi e attenzioni sempre maggiori al territorio come fattore imprescindibile per la comprensione delle dinamiche di sviluppo, dando protagonismo a concetti come sviluppo locale, marketing territoriale, competitività dei luoghi e benchmarking regionale. In particolare gli ultimi due concetti, che sembrano caratterizzati da un elevato grado di chiarezza, assumono una profonda ambiguità quando riferiti ai luoghi.
Eseguire un benchmarking richiama, nell´accezione manageriale originaria, la possibilità di definire la precisa posizione di un´impresa sulla base di parametri di competizione certi, rispetto a concorrenti ben identificati.
Dall´altro lato, nel caso dell´applicazione di questi concetti ai territori, allorché si parla di luoghi e non di imprese diviene impossibile definire con esattezza chi sono i concorrenti di una città.
Appare persino ovvio osservare che ogni città possiede caratteristiche proprie che rendono difficile - se non arbitrario - definire quali siano le città "amiche" e quali quelle "nemiche". D´altra parte, la stessa competizione avviene su qualità e fattori estremamente sfumati e delicati, molto diversi tra loro, ciascuno dei quali è di definizione complessa e sottoposto a vincoli difficilmente controllabili.
Per questo, all´interno della ricerca sono stati introdotti i concetti di relatività dei processi competitivi e di scenario competitivo, vale a dire un gruppo di città che possiedono caratteristiche comuni e che quindi possono essere assunte come concorrenti. L´ipotesi sottostante è che la competizione vari al variare dello scenario di riferimento e che:

  1. avvenga in maniera differente se si considerano scenari competitivi differenti;
  2. esistano molti possibili scenari competitivi ognuno dei quali dipende dalla prospettiva soggettiva da cui si osserva la competitività.

La competizione è differente, per esempio, a seconda che il confronto avvenga rispetto un gruppo di città che ne condividono la medesima struttura produttiva, oppure rispetto alla collocazione in un contesto geografico definito a priori (per esempio l´arco alpino piuttosto che quello mediterraneo).
Al fine di relativizzare il concetto di competizione si è scelto, in un primo momento, di confrontare Torino con un numero maggiore di scenari e di città, per poi, in una seconda fase, limitare l´analisi dei processi competitivi a un numero ristretto di concorrenti, rispetto ai quali effettuare il vero e proprio benchmarking. Questo metodo ha comportato la selezione di settanta città europee ripartite in otto scenari competitivi, desunti dalla letteratura internazionale, che esprimono gruppi omogenei di città con le quali è possibile paragonare Torino.
In particolare, l´analisi comparata è stata condotta attraverso un sistema di 31 variabili che coprono i diversi ambiti su cui si gioca la competitività internazionale: presenza di multinazionali e di banche, presenza di politecnici e centri di ricerca, disponibilità di capitale di rischio, presenza di associazioni scientifiche e umanistiche, accessibilità aerea e autostradale, Pil pro capite, indici di disoccupazione ecc.
Attraverso questa analisi comparata sono state selezionate le città - per un numero complessivo pari a venti - che all´interno di ogni scenario ottenevano il miglior punteggio nei diversi aspetti della competizione internazionale: Amburgo, Atene, Barcellona, Berlino, Birmingham, Bologna, Colonia, Copenaghen, Dublino, Düsseldorf, Genova, Graz, Liegi, Lione, Lisbona, Monaco, Stoccarda, Stoccolma, Valencia, Zurigo.
L´analisi effettuata su questo gruppo ristretto ha permesso la definizione di due immagini di sintesi che permettono di cogliere la posizione di Torino nel sistema urbano europeo.

La prima immagine (Fig. 1) rappresenta la posizione di Torino e delle sue venti concorrenti rispetto ai due ambiti principali rispetto ai quali si decide la competitività delle città europee: la leadership e la ricerca/innovazione.

Il grafico mostra con evidenza che esistono quattro gruppi di città:
Città a vocazione scientifica (Atene, Dublino, Copenaghen), che puntano chiaramente sulla ricerca scientifica quale chiave per acquisire un vantaggio competitivo su scala europea. Rispetto a queste città, Torino denuncia un ritardo per quanto riguarda le politiche tecnologiche e un modesto vantaggio per quanto riguarda la leadership;
Città in fase di transizione negativa (Graz, Genova, Birmingham, Liegi e Lione), che presentano minori dotazioni sia nell´ambito della ricerca che in quello della leadership. Rispetto a queste città Torino mostra un netto vantaggio competitivo;
Città a vocazione direzionale (Stoccarda, Valencia, Düsseldorf, Colonia e Amburgo), la cui specializzazione è chiaramente orientata verso la competitività industriale e l´apertura internazionale. Rispetto a queste città Torino mostra valori simili nella direzionalità, unitamente a una maggiore capacità di "ripensare" la propria posizione nella ricerca scientifica e tecnologica;
Città complete (Berlino, Stoccolma e Barcellona), che sono riuscite a trasferire il vantaggio competitivo acquisito nella ricerca alla leadership e alla competitività industriale. Proprio il fatto che tutte e tre queste città siano allo stato attuale superiori a Torino suggerisce che questo gruppo rappresenti il vero e proprio benchmark rispetto al quale valutare la competitività del sistema torinese e di cui analizzare dettagliatamente le caratteristiche organizzative e strutturali.

Da questa tipologia restano escluse quattro città (Bologna, Lisbona, Monaco e Zurigo) che mostrano un profilo competitivo unico. A partire dalle indicazioni emerse negli otto scenari competitivi è stata elaborata una seconda immagine di sintesi (Fig. 2) che definisce la posizione del sistema torinese e dei suoi principali competitori rispetto alle sei linee guida di Torino internazionale:

  • integrare l´area metropolitana nel sistema internazionale;
  • costruire il governo metropolitano;
  • sviluppare formazione e ricerca come risorse strategiche;
  • promuovere imprenditorialità e occupazione;
  • promuovere Torino come città di cultura, turismo, commercio e sport;
  • migliorare la qualità urbana.

Ciascun ambito emerso nell´analisi è stato contestualizzato nelle diverse linee guida e rappresentato con quadrati la cui diversa dimensione è graduabile in cinque classi lungo la scala dal migliore al peggiore: si evince, in tal modo, che fenomeni quali la tradizione manifatturiera, il potenziale innovativo oppure la dotazione di strutture per la ricerca e la formazione costituiscano componenti "forti" del sistema, mentre altre, come per esempio l´apertura internazionale oppure le capacità di interazione fra sfera della ricerca e sfera della produzione costituiscano, al contrario, connotazioni di debolezza strutturale.
Le connessioni stilizzate vogliono dar ragione, a loro volta, della presenza di sinergie ormai consolidate nel tessuto socio-economico torinese (relazioni conclamate/linee rosse), e di relazioni potenzialmente virtuose ma non sufficientemente sviluppate (relazioni strategiche/linee blu), la cui intensificazione appare essenziale per la valorizzazione delle stesse componenti "forti" del sistema.

Paolo Giaccaria
Dipartimento Interateneo Territorio Università di Torino

 
 
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