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Torino Internazionale  


 
 
Torino - 20 settembre 2003
 
 
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DUE O TRE COSE CHE ABBIAMO SAPUTO SU BILBAO
Il 31 gennaio si e┤ svolto il primo incontro con quelle "citta┤ in progetto" che l┤Associazione Torino Internazionale ha invitato a Torino allo scopo di discutere insieme questioni considerate prioritarie per il futuro della nostra area metropolitana.
 
 


Per il tema considerato piu´ urgente e importante di tutti - cioe´ l´internazionalizzazione (da cui il titolo del Piano Strategico e della stessa Associazione) -, e´ stata invitata una delegazione della citta´ di Bilbao, formata dal sindaco, Inaki Azkuna, dal vicesindaco e assessore all´urbanistica Ibon Areso, dall´economista Jon Azua (vicepresidente del governo basco al momento in cui e´ stato varato il piano strategico di Bilbao ed e´ stato deciso l´investimento sul museo Guggenheim). I momenti di confronto sono stati due: uno informale, il pomeriggio, con i Soci e l´altro la sera con un pubblico di circa 700 persone particolarmente attento e partecipe. Dall´insieme dei due momenti ci pare di poter ricavare alcune considerazioni sulle quali sarebbe opportuno continuasse la riflessione all´interno dell´Associazione.

L´esperienza di Bilbao e´ forse la piu´ capace di confermare il valore aggiunto derivante non solo dalla pianificazione strategica ma anche dal funzionamento di organismi preposti specificamente alla facilitazione dei complessi processi attuativi previsti dal piano complessivo.

Ha molto impressionato sentir ripetere dai componenti della delegazione che oltre l´80% dei cittadini di Bilbao erano contrari all´idea di costruire il Museo Guggenheim. Alcuni Soci hanno chiesto: "Ma come e´ stato possibile realizzare un progetto cosi´ imponente senza il consenso dei cittadini?" e forse qualcuno si e´ anche domandato se puo´ essere considerata democratica una politica di questo genere. La risposta dei nostri ospiti e´ stata che oggi una percentuale molto piu´ alta di bilbaini afferma essersi trattato di una scelta giusta, determinante per l´accelerazione di tutti i processi previsti dal loro ambizioso piano strategico. Quest´ultimo prevedeva anche la metropolitana (progettata da Foster e gia´ realizzata), un grande aeroporto (progettato da Calatrava e gia´ inaugurato), un gigantesco porto sul mare (realizzato in buona parte), il Palazzo Euskalduna dei Congressi e della Musica, (progettato da Soriano e gia´ realizzato), la sistemazione completa delle sponde dell´estuario - la R&a di Bilbao - con edifici tutti progettati da grandi architetti internazionali (come Legorreta, Isozaki, Pelli), spazi verdi e sponde pedonali (gia´ quasi tutte sistemate) e molte altre realizzazioni tra cui la qualificazione dei quartieri piu´ popolari. Ma primo di ogni altro il piano strategico si poneva l´obiettivo di cambiare radicalmente la mentalita´ dei cittadini: dalla depressione dovuta al venir meno delle certezze su cui l´economia e la vita di quella citta´ si erano fondate fino ad allora, alla fiducia in se stessi e nelle possibilita´ di un radicale cambiamento.

Si tratta di un aspetto della progettazione strategica che ci pare davvero cruciale. Dall´esperienza di Bilbao si deduce che, davanti a una situazione di crisi gravissima, tocca innanzitutto alle istituzioni e agli altri "attori" forti assumersi le loro responsabilita´ e avere il coraggio di rischiare. Quando il nuovo e´ necessario, nessuno puo´ pretendere di avere la verita´ e soprattutto il successo in tasca prima di progettare e poi attuare. Tocca a chi ha piu´ responsabilita´ diagnosticare le cause della crisi, studiare le positive esperienze compiute da altri, inventare soluzioni innovative, sperimentarle con convinzione ed entusiasmo. I cittadini devono ovviamente essere informati: a loro e´ doveroso spiegare le buone ragioni di certe scelte ma bisogna anche avere il coraggio di chiedere che il giudizio venga espresso a esperimento compiuto. A questo punto il dissenso, in caso di insuccesso, sara´ piu´ che giustificato e i responsabili dovranno lasciare il campo ad altri; cosi´ come sara´ certamente riconosciuto il merito in caso di esperimento riuscito: Bilbao insegna.

Un´altra componente del modello Bilbao emersa in modo evidente e´ la sicurezza con cui quel gruppo dirigente ha interpretato il principio dell´internazionalita´. Evitando l´oscillazione tra l´orgoglio narcisistico ("noi non abbiamo niente da imparare dagli altri") e un eccesso di esterofilia ("noi dobbiamo fare come hanno fatto gli altri"), Bilbao ha utilizzato strategie di internazionalizzazione garantita, quali il collegamento organico con un circuito culturale di straordinaria potenza come la Fondazione Guggenheim e l´invito rivolto agli architetti il cui lavoro e´ seguito con maggiore attenzione a livello mondiale.

La Fondazione si e´ sentita rifiutare, in passato, la proposta di aprire un secondo museo in Europa da citta´ come Venezia e Salisburgo: oggi sono 37 le citta´ di ogni parte del mondo che bussano alla porta della Fondazione nel tentativo di ripetere a casa loro il miracolo Bilbao. Oggi i piu´ prestigiosi architetti del mondo sono ansiosi di poter costruire sulle sponde della R&a di Bilbao perche´ e´ li´ che si e´ creata l´atmosfera giusta per la loro visibilita´ internazionale. Non a caso lo stesso Frank Gehry va ripetendo che le condizioni in cui ha lavorato a Bilbao hanno influito in modo determinante sulla sua creativita´ e hanno prodotto una svolta decisiva nella sua carriera. E´ anche cosi´ che Bilbao e´ entrata a far parte delle citta´ di serie A. A proposito, infine, di organismi attuativi dei progetti contenuti nel piano strategico, a Bilbao funziona l´agenzia R&a 2000 che pur essendo presieduta dal sindaco e´ tutt´altra cosa rispetto all´amministrazione comunale. Il suo scopo e´ di gestire in modo economico e manageriale le trasformazioni previste lungo le due sponde dell´estuario. Il segreto della rapidita´ e della coerenza di interventi a carattere pubblico come questo - lo dimostra d´altra parte anche l´esperienza di Barcellona prima e dopo le Olimpiadi - sta nella creazione di strumenti operativi autonomi, concentrati esclusivamente sulla realizzazione di progetti che gli organismi politici hanno licenziato al momento opportuno e che successivamente devono essere protetti dalle vicissitudini e dagli imprevisti che inevitabilmente e ovunque (anche a Bilbao) la politica incontra. La volonta´ degli amministratori non e´ in discussione ma deve agire su due fronti: quello della decisione ma anche quello della garanzia attuativa in tempi brevi.

Come si sa, il Paese Basco gode di una forte autonomia in quanto quasi tutte le imposte pagate dai cittadini restano in loco. Altre realta´ analoghe in Spagna, come la Catalogna, non vogliono questa autonomia perche´ preferiscono versare allo stato centrale e poi fare pressioni per avere tutto cio´ che occorre per il loro sviluppo, senza i limiti quantitativi che inevitabilmente derivano da un totale decentramento fiscale.

Conoscendo piu´ da vicino l´esperienza di Bilbao molti si sono chiesti se gli aspetti che abbiamo ricordato siano conseguenza diretta della quasi indipendenza dallo stato centrale di quella regione oppure da altre cause che hanno a che fare con il dinamismo, la fantasia, la determinazione dell´attuale classe dirigente; e si sono chiesti anche se da noi ci sarebbero le condizioni per agire in modo analogo. A pensarci bene neppure uno dei tre aspetti sopra ricordati - capacita´ da parte dei politici di scegliere con lungimiranza e coraggio, volonta´ della comunita´ locale di diventare punto di riferimento internazionale, predisposizione di strumenti attuativi che diano credibilita´ ed efficacia alle decisioni assunte - contrasta con le leggi italiane piu´ recenti: anzi, se le consideriamo con attenzione, ne interpretano pienamente lo spirito innovatore.

CALENDARIO

31gen/01 ore 21
Bilbao Un´idea forte per una nuova immagine internazionale

28feb/01 ore 21
Stoccolma La citta´ piu´ tecnologica d´Europa

28mar/01ore 21
Monaco L´uso del territorio per sviluppare l´economia

11apr/01 ore 21
Glasgow La partecipazione dei cittadini al progetto

23mag/01 ore 21
Barcellona I grandi eventi per cambiare Sezione Europa

 
 
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