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Torino - 23 settembre 2003
 
 
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CASELLE-MALPENSA, COME COOPERARE
I risultati della ricerca commissionata per Torino Internazionale da Compagnia di San Paolo e Torino Incontra e affidata ad un gruppo di ricerca composto da CSST (Centro Studi Sistemi di Trasporto) e Sinloc.
 
 


Èopinione diffusa che l´hub di Malpensa sia sufficientemente prossimo a Torino da provocare contraccolpi negativi sulle potenzialità di Torino Caselle, ed allo stesso tempo sufficientemente lontano da non rappresentare per l´area torinese una soluzione convincente. L´entrata in funzione dell´Alta velocità ferroviaria tra Torino e Milano, con il corollario di una connessione verso Malpensa, potrebbe radicalmente modificare il quadro di opportunità. Grazie ad un aumento della velocità di trasferimento, i due scali, oggi appartenenti a due sistemi aeroportuali diversi, (oltreché a due società diverse per composizione azionaria), potrebbero confluire in un unico sistema aperto all´intero nordovest. Nel contesto della riorganizzazione del nodo ferroviario di Torino, ed in particolare dell´attraversamento urbano da parte dei treni passeggeri e merci, è stato ipotizzato lo sviluppo di un collegamento ferroviario tra Caselle e la linea Alta velocità Torino-Milano quale complemento necessario a migliorare la funzionalità complessiva dei due scali, da affiancare all´interscambio da ubicare a Novara. La mancanza fino ad oggi di una riflessione complessiva strategica su questa interdipendenza ferro-aria è all´origine dello studio affidato a CSST e Sinloc che, oltre ad affrontare questo tema, affronta anche la questione dell´attraversamento dedicato alle merci e delle prospettive degli scali ferroviari di interscambio merci tra ferro e gomma.

Le dimensioni degli scali ed i rapporti di concorrenza
Malpensa movimenta oggi circa 21 milioni di passeggeri, contro i 2,8 milioni di Caselle. A questi dati occorre affiancare il dato di Linate (circa 6 milioni di passeggeri; dati al 2000). Nel contesto attuale, caratterizzato da collegamenti difficili tra i due scali, da strutture proprietarie diverse, da scelte preferenziali della principale compagnia nazionale a favore di Malpensa, la politica posta in essere da Caselle si è indirizzata sostanzialmente verso la concorrenza con lo scalo milanese. Caselle ha ricercato una espansione attraverso migliori relazioni con gli aeroporti intermedi dell´Italia Meridionale, e servizi più frequenti da parte di compagnie low-cost, una strategia che inizia a mostrare i propri frutti,con i positivi risultati del volo RyanAir con Londra.

Alta velocità e collegamenti Caselle/Malpensa
L´arrivo dell´Alta velocità costituisce un importante fattore destabilizzante. La diversa dimensione degli scali, infatti, unita alla maggiore facilità di raggiungere Malpensa per la clientela torinese, in prospettiva aumenta il numero dei passeggeri per i quali è preferibile arrivare o partire da questo scalo. Simulazioni elaborate conducono a ritenere che nel nostro caso la flessione di traffico potrebbe essere dell´ordine dell´8-10% del totale fatto registrare nel 2000. Va ricordato, altresì, che già oggi una quota non trascurabile di traffico aereo originato e diretto in Piemonte preferisce Malpensa a Caselle: dati originati da un sondaggio predisposto per Sagat nel 1997 inducono a pensare che una quota non molto inferiore al 50% del traffico aereo piemontese si rivolge già ora verso Malpensa (se si pensa che le province del Verbano, di Novara e di Alessandria sono sull´asse autostradale del Sempione questa cifra appare credibile). Minore impatto sembra poter avere, al contrario, la concorrenza direttamente portata dai collegamenti ad Alta velocità (in particolare, ovviamente, quello con la Francia) nei confronti delle destinazioni aeree servite oggi da Caselle: in sostanza solo i voli su Lione e Marsiglia sono destinati a scomparire, mentre nei confronti di Parigi i tempi di percorrenza consentiranno la prevalenza del trasporto aereo.

Dalla competizione alla cooperazione

Nel nuovo scenario caratterizzato dall´Alta velocità la scelta di conpetere con Malpensa deve essere confrontata con l´alternativa della cooperazione tra i due scali. Questa opportunità è resa plausibile dall´esistenza di problemi non indifferenti per l´ottimizzazione di Malpensa (problemi ambientali per la terza pista, difficile sviluppo di sinergie con Linate), e dalla relativa semplicità di porre in essere un collegamento veloce Caselle-Malpensa grazie a due bretelle, da inserire nel quadro della costruzione della Gronda Nord di Torino e del nodo di Novara lungo la linea Torino-Milano. Queste due interconnessioni, dal costo in linea di massima contenuto (circa 25-30 mln per ognuna) rispetto al complesso delle opere nel quale si inseriscono, consentirebbe di portare a circa 45 minuti il tempo di interconnessione ferroviaria tra i due aeroporti, così da permettere di concepire un insieme di servizi ferroviari tra Torino, Milano, Caselle e Malpensa. Create le condizioni infrastrutturali indispensabili, i due scali potrebbero porre in essere una strategia vantaggiosa per entrambi, agendo come vero e proprio sistema aeroportuale del Nord Ovest italiano. In tale ottica, il treno diverrebbe un fondamentale fattore nel feeding del trasporto aereo, movimentando, secondo elaborazioni predisposte sulla base di un riposizionamento su Caselle del 9% delle origini /destinazioni oggi incentrate su Malpensa, circa 900.000 persone verso Caselle e circa 700.000 persone verso Malpensa. In tal modo, il trasporto ferroviario dedicato ai due scali sarebbe in condizioni di reggersi sul piano economico, con circa 10 coppie di treni/giorno ipotizzabili da Milano e Malpensa verso Caselle e circa 7 coppie da Torino e Caselle verso Malpensa. Va aggiunto che il Sistema Ferroviario Regionale piemontese, grazie alla piena disponibilità del Passante torinese, potrebbe migliorare molto il servizio verso Caselle, riducendo ulteriormente la fuga verso Malpensa della clientela regionale.

Le questioni aperte
L´ipotesi cooperativa, presenta tuttavia ostacoli ed incognite che è opportuno notare. A parte le questioni di ordine tecnico, legate da un lato alla progettazione della linea a nord di Torino e all´intreccio con la soluzione definitiva del Passante torinese nella tratta da completare, e dall´altro alla complessa soluzione del nodo di Novara e dei rapporti con la linea Ferrovie Nord, vi sono tre fattori importanti:

  • Lo sviluppo della competizione tra compagnie aeree e le alleanze internazionali tra di esse. Sotto questo profilo, le opzioni strategiche di Alitalia potrebbero modificarsi, indebolendo Malpensa e favorendo al contrario una ripresa di ruolo di Caselle. In questo caso è evidente che lo scenario competizione/cooperazione sarebbe destinato ad evolvere.
  • Gli impatti ambientali e sociali della cooperazione. Caselle infatti dovrebbe dotarsi di una seconda pista, di fatto alternativa alla terza pista di Malpensa, la cui accettabilità sotto i profili indicati è tutta da valutare.
  • Le decisioni di investimento di RFI. Le due bretelle, in particolare quella verso Caselle, non sono previste nel piano attuale delle opere, ed è probabile che la loro realizzazione da parte di RFI avverrà solo nel quadro di compensazioni negoziali con gli enti territoriali e/o a fronte di garanzie circa l´utilizzo adeguato della stessa per un periodo di tempo congruo.

Marco Camoletto
per il gruppo di ricerca CSST-Sinloc

 
 
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